
Carolina Kostner durante il "libero" di ieri (Credits: LaPresse)
Sara Errani, Carolina Kostner, Setterosa. Calcio a parte questo fine settimana dello sport italiano è tutto al femminile. Partiamo con il tennis, con gli Australian Open, prima prova dello Slam.
Mentre nella finale del singolo Victoria Azarenka strapazzava Maria Sharapova, il bilancio del tennis italiano veniva salvato non dalle stelle Schiavone e Pennetta (la prima apparsa schiacciata dalle aspettative, la seconda da un infortunio alla schiena) ma da Sara Errani capace un po’ a sorpresa di arrivare nei quarti di singolo ed in finale nel doppio con l’amica Roberta Vinci. Continua

La foto di fine gara tra le quattro protagoniste nel doppio degli Australian Open 2012 (Credits: La Presse)
Alla vigilia, in pochissimi avrebbero scommesso su di loro. Erano la coppia numero 11 del tabellone nel doppio femminile degli Australian Open, primo Slam della stagione. Eppure, Sara Errani e Roberta Vinci qualche ora fa erano sul campo principale del torneo, la bellissima Rod Laver Arena, a battagliare con le titolarissime russe Kuznetsova e Zvonareva per vincere una delle coppe più prestigiose del tennis internazionale. Non ce l’hanno fatta, ma hanno corso seriamente il rischio di fare loro la gara contro un duo che sulla carta sembrava molto più forte di quello che invece ha poi espresso in campo. 5-7, 6-4, 6-3, era iniziata benissimo, è finita tra le lacrime e i sorrisi.
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Sara Errani si ferma ai quarti con la Kvitova (Credits: La Presse)
Alla fine, tutto è andato secondo le previsioni. Che davano vincente nei quarti di finale degli Australian Open la tennista ceca Petra Kvitova, numero due del tabellone e in corsa per strappare il titolo di numero uno del ranking Wta a Caroline Wozniacki, sulla bolognese Sara Errani, rivelazione del torneo dei canguri nel singolare femminile. 6-4, 6-4, in un’ora e 51 minuti. La tennista emiliana ha capitolato di fronte ad una delle più grandi protagonisti degli ultimi tempi. Ha giocato bene, anzi, benissimo la Errani, tenendo in piedi fino all’ultimo una gara che i numeri (e la logica) davano per persa già in partenza. Poteva essere un massacro, è stata invece la dimostrazione che Sarita (è il nomignolo che le riconoscono da qualche tempo per via dei suoi allenamenti in terra di Spagna) può giocarsela anche ad alti livelli.
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La Errani in sala stampa dopo il successo contro la Zheng (Credits: La Presse)
Dicono che stia facendo impazzire l’agenzia che si occupa del suo rientro in Europa. Aveva programmato di tornare nei giorni scorsi, dopo aver fatto il proprio dovere agli Australian Open. E invece, no. Ennesima telefonata all’agenzia: si parte più avanti, viaggio spostato per la gioia di tutti gli appassionati del tennis italiano. Sara Errani, Sarita per chi la conosce da vicino e sa dei suoi allenamenti estenuanti a Valencia sotto la guida del tecnico spagnolo Pablo Lozano, è entrata nella storia dalla porta principale. Battendo ieri la cinese Zheng negli ottavi, match quasi perfetto per approccio e contenuti, si è qualificata per la gara che vale un posto nei quarti, come soltanto la Zanetti nel 2002 e la Schiavone nel 2011 erano riuscite a fare.
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