- Tags: Jean-Nouvel, Lione, Opéra
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Più di un motivo è valido per trascorrere un weekend a Lione. L’Opéra di Jean Nouvel, innanzitutto. Non solo per ammirare la splendida costruzione che si aggiunge a quella originale del teatro, opera dello stesso architetto che ha realizzato l’Institut du Monde Arabe a Parigi ma anche per assistere ad uno dei lavori in cartellone. Fino al 13 novembre in scena va il Siegfried di Richard Wagner nell’allestimento della Canadian Opera Company. Dalla danza alla musica la caccia al biglietto si fa anche su Internet. E sempre su Internet adesso si possono comprare i biglietti per arrivare a Lione, via tgv da Milano e via volo low cost da Roma, altro valido motivo per visitare la seconda città più importante di Francia dopo Parigi. Finito lo spettacolo si può cenare nel Vieux Lyon. È il cuore antico della città medievale, con le sue viuzze strette e i palazzi del trecento. La cattedrale St Jean è tra le più belle di Francia e apre il lungo percorso dell’omonima via dove non si può non perdersi nelle antiche “traboules“, in tutta la città ve ne sono 230, passaggi segreti che collegando un palazzo ad un altro permettevano di ritrovarsi in pochissimo tempo in un’altra strada. La cena è d’obbligo in uno dei tipici bouchon lionesi, con le tovagliette a quadretti e i piatti di affettati. Ritemprate le forze, terzo motivo della visita, magari da mettere in cantiere per il giorno successivo, è una visita accurata, organizzata dal Comune, del quartiere della Croix-Rousse, l’antico quartiere dei Canuts, gli operai della seta, materiale che rese Lione celebre in tutto il mondo. Strade strette e palazzi altissimi è quanto resta degli antichi atelier che si concentravano tutti in questa zona. E di uno oggi è possibile vederne ancora i telai in funzione.
Prima di partire uno sguardo sulla città dall’alto nel quartiere di Fourvière. Ci si arriva con una minuscola funivia che costa quanto un biglietto del metrò. La Basilique de Notre-dame e i vicini scavi romani vi sorrideranno e il caffè nell’unica pasticceria della piazza trasformerà l’addio in un arrivederci.
- Venerdì 2 Novembre 2007




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