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Budapest, regina d’Ungheria, capitale dell’impero, terra del Danubio. La Parigi dell’Est, azzardano molti. Città delle terme, dicono tutti.
Sono tanti i motivi per visitare una capitale, dai monumenti ai musei, ma Budapest ha da sempre qualcosa in più, per merito di quella faglia geologica da cui sgorgano acque minerali dalle ottime proprietà terapeutiche. Grazie alle quali oggi può vantare una vera e propria costellazione di impianti termali dal fascino centenario. A partire, sulla riva di Buda del Danubio, da quelli dell’Hotel Gellért, uno dei capolavori liberty della capitale ungherese. Immergersi nelle sue vasche è paragonabile a fare il bagno in una cattedrale, rivivendo gli sfarzi della Principessa Sissi e i profumi della belle époque. Dopo una visita d’obbligo al Castello e al Palazzo Reale, si prosegue verso est lungo il Danubio, per incontrare tre bagni termali risalenti al buio periodo della colonizzazione turca: il Rudas, la sera uno dei punti d’incontro preferiti dai giovani ungheresi, il Király, il cui edificio costruito nel 1570 è coperto da quattro cupole traforate con tanto di mezza luna, e il Lukács, divenuto nel ‘900 uno dei ritrovi preferiti dai letterati. Percorso il Ponte delle Catene, uno dei simboli della città, il tour termale prosegue a Pest, con la sua Basilica di Santo Stefano e il Parlamento.
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Passeggiando per i grandi viali alberati, fra le luci della città e i mille caffé di Andrássy út, si punta verso piazza degli Eroi e il Parco Municipale. Qui sorgono le gigantesche terme Széchenyi, fra le più belle e grandi d’Europa grazie a ben 12 bagni e tre piscine. Terminato il giro fra le migliori terme della città, il viaggio non può che concludersi con un caffé e una fetta di torta in due delle migliori pasticcerie della capitale, la Gerbeaud e la Lukáks. Per perdersi ancora un po’, fra essenze al cioccolato e aromi di caffé, nella magia di Budapest. Città delle terme.
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- Sabato 12 Gennaio 2008




Commenti
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Il 3 Febbraio 2008 alle 18:57 La Slovenia riparte dal turismo tra storia, sport e relax » Panorama.it - Viaggi ha scritto:
[...] Partendo dall’Italia, la prima cittadina da visitare per la sua valenza storica è Kobarid (Caporetto), dove si combatté l’omonima battaglia. Nell’hotel Nebesa si può soggiornare in alcuni chalet in pieno stile rural-chic immersi nelle nevi. Neve che non manca nemmeno a Kranjska Gora, il più grande complesso di sport invernali della Slovenia, nonché sede di alcune gare della Coppa del Mondo di sci alpino (l’8 e il 9 marzo). Per chi invece dello sci ne avesse abbastanza, ecco allora le arrampicate sulle cascate ghiacciate o le famose gare di Sleddog, in cui si sfidano le slitte trainate dai cani. Per la notte, un’ottima sistemazione è l’hotel Vila Bled, ex residenza presidenziale del generale Tito affacciata sulle acque blu cobalto del lago di Bled. Il paese, un miraggio nel cuore delle Alpi Giulie, nei mesi più freddi offre ogni genere di passatempo: sportivo, come il pattinaggio sul lago ghiacciato, il golf, il curling e lo sci (famosissima la pista Straza, aperta anche di notte); turistico, con le passeggiate sull’isolotto (l’unico della Slovenia) e la visita al castello medievale; e rilassante, grazie alle cure di una delle terme che compongono il centro climatico di Bled. Così come la vicina Ungheria, anche la Slovenia gode infatti di un’antichissima tradizione termale, con più di 15 stabilimenti sparsi su tutto il territorio. [...]
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