
Samarcanda, Uzbekistan. Foto di viaggio di Eddy Cattaneo
Fergana, città dell’Uzbekistan orientale, alle spalle, Kirghizistan di fronte, verso le rive del lago Issyk-kol. Prosegue il giro del mondo ecologico di Eddy Cattaneo, ormai ex ingegnere ambientale, di Recco (Genova), che il 15 settembre ha mollato tutto per un lungo viaggio in solitaria e via terra, evitando gli inquinanti aerei e vivendo gli spostamenti con lentezza. “Per sentire la terra cambiare sotto i piedi giorno dopo giorno, per attraversare gli oceani a bordo di cargo mercantili, come fantasticavo da piccolo, con acqua e solo acqua ovunque intorno”, come scrive nel suo blog, diario di viaggio, Mondoviaterra.
Panorama.it aveva sentito Eddy poco prima della partenza, in tutto il suo entusiasmo, e come promesso torna a dare aggiornamenti mensili sulla sua impresa da novello Phileas Fogg, ora che l’entusiasmo da viaggiatore è ancora lo stesso e tante sono le cose viste da riportare. “Stamattina ho visto un bazar che mi ha devastato tutti e cinque i sensi!” ci racconta, ancora a Fergana. “Montagne di cipolle, fumo di spiedini (shashlik) alla brace, metri e metri di stoffe coloratissime brillanti nel sole, seta, cotone, ruote di biciclette e divani. Donne con lunghi vestiti variopinti e uomini con il tipico zucchetto nero. Penso fossi l’unico occidentale, le foto le chiedevano loro a me!”.
Partito da Recco, passando per Padova, da cui è partito il bus per Riga (Lettonia), finora ha toccato Mosca, Volgograd e Astrakhan (Russia), Atyrau (Kazakhstan), per arrivare pian piano lungo la Via della Seta: Kungrad, Nukus, Moynaq, Khiva, Bukhara, Samarcanda, Tashkent, Fergana (Uzbekistan)… (Qui il suo percorso su Google Map)
Mezzi di trasporto utilizzati? Treno, taxi da solo, taxi collettivo, marshrutka (furgoncini locali usati per piccoli spostamenti), bus per lunghe distanze con video uzbeki di sottofondo… “Hanno due tipi di video: quelli d’amore, sdolcinatissimi, e quelli girati in maniera amatoriale nelle feste e nei matrimoni, con cinepresa fissa sul cantante ed effetti anni ‘80 di gente che balla e ride” chiosa Eddy.
Ad Atyrau il nostro viaggiatore ha avuto un imprevisto un po’ comico che lo ha costretto a trattenersi più del previsto. Per giorni si è recato in stazione, passando in tutti gli sportelli, chiedendo un biglietto per Nukus, ma niente: dai modi non troppo gentili di una “sportellaia” che non conosceva l’inglese sembrava si trattasse di un treno fantasma, inesistente. Invece il treno c’era eccome, ma tutto pieno da due settimane. Finalmente una famiglia azera, di Uchquduq, diretta anch’essa a Nukus (di passaggio), ha “adottato” Eddy, portandolo con sé su due treni locali.
Da Bukhara, invece, Eddy ha voluto ringraziare pubblicamente Michele Placido per avergli spianato la strada in Asia Centrale. “Il serial La Piovra qui è superfamosissimo e quando presento il passaporto e leggono il mio cognome, Cattaneo letto Cattani, mi cominciano a chiamare ‘Kommissar Kattani’ e giù pacche sulle spalle e complimenti (per il cognome!). La maggior parte poi mi dice che ha pianto quando il commissario è stato ucciso… e cominciano i giri di vodka”. Sono molto popolari, in un revival anni ‘80, anche Ricchi e Poveri, Pupo, Al Bano (”mi si chiede che fine abbia fatto la figlia di Albanorominapauer”) e soprattutto Toto Cutugno, l’italiano vero. “Conoscono la melodia, cantano con quasi tutte le parole del testo originale in italiano, con forte accento uzbeko certo, ‘Lashatemi kantaro kholla khotarro immano’, però provate voi a intonare la più famosa canzone uzbeka e poi ditemi se è facile” scrive Eddy sul blog, che continua ad aggiornare da internet point facili da trovare, dalle connessioni lentissime, spesso affollati da ragazzini dall’età media di dieci anni che giocano coi game on line.
A Tashkent, zeppa di farmacie e di proclami del presidente unico da decenni Karimov, l’incontro con Berndt, olandese matto che sta facendo il giro del mondo in bici.
Sulla Via della seta, a Fergana, finalmente sono arrivate anche le filande. “Mi sono imbattuto in una filanda, doveva capitare prima o poi sulla Via della seta” ci dice. “Tutto artigianale, tutto come una volta, comprese le fiacche sulle mane delle filandaie che devono immergerle nell’acqua a 100 gradi dove bollono i bozzoli dei bachi e la tessitura con colori naturali, melograno, indaco… Spettacolo!”.
E ora lasciamo Eddy nel suo viaggio verso il Kirghizistan.
Lo ritroveremo tra un mese, con un nuovo aggiornamento sul suo giro del mondo via terra.

Astrakhan, Russia. Foto di viaggio di Eddy Cattaneo
- Mercoledì 15 Ottobre 2008




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