In viaggio contro la crisi

il nuovo Eden si trova a El Nido

di Guido Castellano e Antonella Palmieri
Toglietegli tutto, ma non le vacanze. L’Alitalia al collasso cancella i voli, c’è la crisi economica, ma almeno per Natale e Capodanno gli italiani non cancellano l’idea di partire. Certo, si siedono a tavolino e cercano di far quadrare i conti con qualche giorno in meno di ferie o la scelta di una meta più economica. Ma una cosa è certa: anche quest’anno le vacanze non verranno trascorse accanto al caminetto di casa. Almeno in 12 milioni di famiglie.
E le altre? Da un lato le cifre di Assotravel, l’associazione di Confindustria che raggruppa le agenzie di viaggi, registrano una tenuta delle prenotazioni rispetto all’anno scorso. Dall’altro, un sondaggio che l’Associazione a difesa dei consumatori ha sottoposto ai propri associati parla di 3 milioni di famiglie in più, rispetto allo scorso anno, che resteranno a casa. I più restii alla partenza sembrano essere gli affezionati dell’auto lasciati a terra dal caro benzina. Come dire che il popolo dei vacanzieri a breve raggio, molti di quelli che scelgono una meta in Italia o appena fuori del confine quest’anno trascorreranno le feste in casa.
Ma dove andranno i 12 milioni di globetrotter che hanno invece già il biglietto d’aereo in tasca? Fra gli italiani in partenza ci sono i ricchi che già a settembre hanno prenotato nei resort più esclusivi alle Maldive, Seychelles e Nuova Zelanda che registrano il tutto esaurito. Sui siti dei maggiori tour operator è quasi impossibile trovare un posto libero. E chi prova a organizzare un viaggio «fai da te» non riesce a recuperare un biglietto aereo a meno di 2.600 euro per il periodo tra Natale e Capodanno.
Poi ci sono gli italiani a reddito medio che si barcamenano fra voli low cost e pacchetti superscontati e stanno puntando alle capitali europee. Infine c’è chi ha il conto quasi in rosso e pur di partire compra la vacanza a rate. Ed è boom di finanziamenti utilizzati per pagarsi i viaggi all’estero.
Il mercato delle vacanze dunque resiste e secondo le associazioni di categoria perde solo il 2 per cento rispetto allo scorso anno. Calo che per gli addetti ai lavori non è un segnale negativo. «Vista la situazione economica e il pessimismo, se davvero verrà confermato questo calo noi saremo contenti» spiega a Panorama Andrea Giannetti, presidente di Assotravel. «La nostra preoccupazione semmai è per i periodi precedenti o successivi a dicembre, perché a Natale la gente parte comunque».
Expedia poi, il più cliccato sito al mondo per la prenotazione di vacanze, registra un più 10 per cento delle transazioni, rispetto all’anno scorso, nel periodo settembre-novembre.
«Ormai il viaggio da bene voluttuario si è trasformato in bene primario» afferma Corrado Peraboni, amministratore delegato di Expocts, società organizzatrice della Borsa internazionale del turismo. «Nei momenti di crisi, non vi si rinuncia, ma si rimodula adeguandolo alle disponibilità. La partenza intelligente non riguarda più solo le autostrade, ma comincia dalla scelta della data di prenotazione».
Ma quali sono le strategie degli italiani in fatto di viaggi? Una ricerca che la stessa Expedia ha realizzato in esclusiva per Panorama sui propri utenti rivela che i vacanzieri di Natale stanno scegliendo meno i viaggi «all inclusive» (quelli tutto compreso, ndr) e si sono buttati, in tempi di incertezza, sulle prenotazioni del solo albergo. Disdire un pacchetto, infatti, è un po’ più costoso che cancellare una prenotazione di una camera. Oppure c’è chi a corto di risparmi decide di prenotare oggi l’aereo riservandosi di pensere all’albergo dopo qualche settimana, quando è entrato lo stipendio del mese successivo. Anche con la speranza di trovare un’offerta low cost.
Gli albergatori intanto, per evitare strutture mezze vuote, hanno visto al ribasso i prezzi: la tariffa media per camera ha subito un calo del 3 per cento come spiega Francesca Benati, numero uno di Expedia Italia: «Probabilmente, si legge in diversi report di varie agenzie di ricerca, si trovano costretti ad agire sulle tariffe per incrementare il numero totale di clienti».
E l’Irlanda è lo stato che più ci riesce. Secondo le rilevazioni di Expedia, rispetto all’anno scorso Dublino avrà il 50 per cento in più di visitatori italiani. Poi ci sono gli Stati Uniti. La paura del terrorismo è passata e in tutta Italia spuntano come funghi voli diretti per Miami e New York. Risultato: più 40 per cento sulle prenotazioni verso queste mete. New entry fra le destinazioni più gettonate è la Russia che registra un più 40 per cento.
Ma la vera passione per il prossimo Natale sarà il Medio Oriente (+40 per cento): le spiagge di Dubai, Abu Dhabi sono state scelte per staccare la spina dal mondo. Se mare, grattacieli e lande deserte attirano, Budapest e in generale l’Ungheria hanno perso il loro appeal: meno 17 per cento sulle prenotazioni dell’anno scorso.
Dunque gli italiani partono. Sì, ma a che prezzo? In base a una ricerca di Tripadvisor, la più grande community al mondo di viaggiatori, il bugdet previsto dagli italiani per le vacanze di Natale va da 2 mila a più di 8 mila euro. La percentuale più alta, il 28 per cento, prevede di spendere una somma fra i 2 e i 4 mila euro. Ma c’è anche chi non risente per nulla della crisi (il 9 per cento) e per le prossime vacanze ha previsto una spesa di 8 mila euro o più.
In fin dei conti non è mica necessario averli in contanti. Perché gli italiani adesso hanno imparato a pagare le vacanze a rate. E non sono cifre da nulla. Una ricerca di Unicredit consuming financing mostra come, in poco più di un anno, il mercato delle vacanze a rate abbia raggiunto quota 300 milioni di euro. Buona o cattiva che sia questa abitudine, ormai ha contagiato più di 500 mila italiani. Perché comunque anche se le tasche non sono più pienissime la vacanza aiuta a non pensarci. «Può essere che per qualcuno partire sia un modo di esorcizzare la paura della crisi accettando il rischio di trovarsi poi in una situazione peggiore di quella che si voleva demonizzare» afferma Guglielmo Gulotta, docente di psicologia del turismo all’Università di Torino. «Il sentimento del rischio è una condizione dello spirito che sta tra la speranza e la paura. Chi ha paura aumenterà i risparmi e limiterà le spese, chi ha speranza andrà in vacanza comunque».
Se poi la vacanza è studiata per non pensare alla crisi tanto di guadagnato. C’è chi decide di vivere come un eschimese e dorme in ingloo per due giorni. Chi invece affronta le dune egiziane assieme ai beduini e chi invece sposa per una settimana la cultura aborigena bighellonando in mezzo al deserto australiano. Anche se alla fine vince la voglia di normalità, come mostrano le risposte sulle attività degli italiani in vacanza raccolte da Tripadvisor: quasi nessuno ha intenzione di frequentare casinò, né di fare sport estremi. La metà degli intervistati non ha la minima voglia di muoversi in bici o di sciare. Né di uscire in barca a vela o di partecipare a festival mondani. La cura contro la paura della crisi sembra essere l’ozio più completo. Ma dall’altra parte del mondo. •

Commenti

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Il 29 Novembre 2008 alle 01:13 hopendoors ha scritto:

valerio puccini says: Your comment is awaiting moderation.
Novembre 28th, 2008 at 23:26
Aldilà della crisi finanziaria quello che preoccupa è la globale situaizone contingente che vede l’Italia, insieme ai paesi industrializati dominanti dello scorso secolo, ormai lontana da quelle condizioni potenzialmente favorevoli del boom economico.
Vengono a mancare i margini per una vera ripresa economica sopratutto in un paese che poco e male ha saputo investire in ricerca ed innovazione. L’aggravante è una classe politica e manageriale, e lo dimostrano i continui crack socetari, che sembra poco reattiva a trovare soluzioni al problema, colpa anche di un modello di società basata sul pensare a consumare e sfruttare anzichè produrre sostanza, causa effetto che se si guarda con attenzione è in fondo il vero motivo di quella speculazione che ha portato al crollo del sistema. Ma le cose andranno avanti e probailmete l’asse trainante dell’economia si sposterà verso Russia e Asia. Chi dovrà e già deve fare i conti al portafoglio sono le persone comuni perchè quando si parla di milioni di Euro bruciati in borsa,si parla dei nostri nostri risparmi!
Tutti nel nostro piccolo saremo chiamati a risparmiare, ed è per questo che personalmente ho voluto creare il sito http://www.hopendoors.com per aiutare le famiglie a vivere un futuro più sereno, risparmiando e guadagnando, magari per pagarsi la rata del mutuo più facilmente

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