Istanbul dall’acqua con il Professor Belge
Murat Belge è uno dei più famosi intellettuali turchi. Docente di letteratura comparata all’università di Bilgi, le sue visite guidate di Istanbul, una delle capitali europee della cultura per il 2010, sono diventate un punto di riferimento per stranieri ma anche per quei turchi desiderosi di scoprire le bellezze della loro città attraverso gli occhi di un grande conoscitore. Belge, da appassionato della sua terra, ha infatti scelto una via privilegiata per raccontarla: l’acqua. E’ attraversando dunque lo stretto di Bosforo che comincia il viaggio con questa tanto insolita quanto preziosa guida ma bisogna recarsi in orario perchè in genere Murat è richiestissimo e moltissime persone si mettono in fila per ascoltare le sue lezioni. Il perchè di tanto successo è presto detto. Belge conosce aneddoti della storia turca del XIX secolo che farebbero sognare chiunque. Dal sultano paranoico, così affamato di potere da aver trasferito la propria residenza in acqua per tenere d’occhio tutta la città, fino all’albero risalente all’epoca delle Crociate tagliato nel 1934 da una scuola di giardinaggio. Particolari inediti, insomma, che mostrano la città turca da un’ottica completamente diversa, trasognata a volte, a tratti crudele.
Si comincia in Europa, Istanbul è per metà in Europa metà in Asia, non lontano da Dolmabahce, splendido palazzo ottomano costruito con l’aiuto di progettisti europei alla fine dell’800 quando ormai l’impero ottomano versava in una crisi profonda. Belge non esita a intrecciare il passato e il presente. Dal palazzo può arrivare, mostrando la penisola in cui sorge la Moschea Azzurra del XVII secolo, a parlare del Tanzimat spiegando che fu un tentativo di modernizzazione che ebbe luogo nel XIX secolo con grandi commerci al suo attivo. E cullati dall’acqua si arriva poi ad ammirare le yalis, splendide ville che si aprono sul Bosforo. Il tutto condito da aneddoti, pezzi di storia, racconti che solo un docente universitario come Belge può conoscere.
La su storia, del resto, si incrocia con quella del suo paese. Imprigionato due anni durante il golpe militare degli anni ’70 ha mantenuto la sua irriverenza nei confronti del potere appoggiando, peraltro, la causa armena. E’ anche per questo forse che le sue visite hanno tanto successo. La sua è una voce fuori dal coro come la sua Instanbul fuori dalle cartoline turistiche.
- Giovedì 5 Febbraio 2009




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