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Economici, certo. Ma anche squallidi, sovraffollati, senza privacy e arredati con dubbio gusto. Al viaggiatore medio, quello che dorme in hotel per intenderci, gli ostelli sono sempre apparsi roba da studenti squattrinati, curvi sotto il peso di enormi zaini. Oggi non è più così vero. Perché a fianco alle classiche strutture con camerate infinite e toilette da caserma, in tutta Europa ne appaiono altre che si distinguono per l’arredamento, l’accoglienza e la location privilegiata nel cuore delle città. Mantenendo prezzi davvero concorrenziali.
Ad esempio, per visitare la nuova capitale trendy d’Europa, Berlino, conviene fermarsi all’East Seven, a due passi da Alexanderplatz. L’arredamento delle stanze, disponibili anche singole, è minimal (chi crederà di riconoscere i classici mobili Ikea ha fatto centro) ma le pareti sono dipinte a colori vivaci, gli accessori di design e c’è un bellissimo beer garden. Prezzi da € 8 a € 12 in dormitorio da 8 letti, da € 30 a € 35 in singola. A Vienna, il passaparola dei viaggiatori entusiasti per il Wombat Hostel si basa su alcuni assi nella manica come la pulizia, il divertimento e i welcome drinks. Insieme a un bel bar con terrazza e alla presenza costante della struttura nelle classifiche delle migliori d’Europa. Prezzi da € 16 nel dormitorio, € 21 la doppia e € 42 la singola e ci sono succursali della stessa catena anche a Berlino e Monaco.

A Valencia si può scegliere fra due Nest Hostel, entrambi pulitissimi e spaziosi. Il primo, Red Nest, centralissimo e ospitato in un bell’edificio in stile modernista; il secondo, Purple Nest, nuovissimo e con aria condizionata in tutte le stanze, vicino al quartiere bohémien del Carmen. Da € 14 in camere condivise a € 70 per una doppia, anche uso singola.
Il Room di Rotterdam invece è un curioso ostello tematico. Le tre doppie e i tredici dormitori ripropongono ognuno un punto di vista della città: il porto, l’arte, la storia, la cucina, gli angoli più noti e la multiculturalità. Chi ci passa per caso, ritorna anche per l’atmosfera vivacissima e le serate organizzate dai gestori a colpi di birra e pancakes. Doppie a partire da € 25, dormitori da € 15.
Chi punta alla romantica Bretagna dovrebbe ricordare il Molin de Méen, vicino alla cittadina medievale di Dinan. I servizi e le stanze non offrono nulla di sconvolgente rispetto alla media degli ostelli tipici, ma è sufficiente l’ambientazione in un vecchio mulino ad acqua e la vallata che lo ospita per regalare una vacanza incantata. Da € 11,80 in dormitorio, € 33,90 con pensione completa.
Un vero castello, con tanto di spettro che ogni tanto si fa sentire di notte, ospita il Cabisdale a Culrain, nel cuore delle Highlands scozzesi. Statue di marmo italiani e gallerie di quadri negli infiniti corridoi, un magnifico parco e giri in bicicletta per chi non si fa intimidire dalle condizioni atmosferiche della brughiera. Doppia a circa € 57. Altra dimora storica, con fantasma d’ordinanza, a Kilkenny, in Irlanda. Il Foulksrath Castle, turrito maniero normanno del 16mo secolo, è oggi l’ostello più antico del paese e ovviamente non manca del suo personale spettro, quello della figlia di uno dei proprietari, uccisa dal padre a causa di una contrastata storia d’amore. L’ultima apparizione risale al 2002: se volete controllare di persona, prenotate la stanza Cuckoo Nest. I prezzi partono da € 12,50.
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La rinascita di Liverpool, prossima capitale europea della cultura, arriva dall’acqua. E non poteva essere altrimenti in una città così caratterizzata dal suo porto e dalla sua storia mercantile e marittima. Sarà sulle onde salmastre dei Salthouse Docks che verrà costruito un nuovo teatro da 25mila posti. Una struttura che darà l’impressione di galleggiare, da dove il 5 maggio 2008 partiranno le note del concerto che celebrerà l’investitura di Liverpool a regina d’Europa per un anno. Non a caso è stata scelta una zona strategica, collegata agli Albert Docks, ex magazzini ristrutturati, oggi salotto buono, sede della Tate Gallery, di numerosi ristoranti e patrimonio dell’umanità, come l’intera zona portuale. Ma c’è anche un film a contribuire al nuovo appeal della città nota soprattutto per aver dato i natali ai Beatles e ad averla trasformata, da grigia e uggiosa realtà commerciale, a destinazione privilegiata per weekend di tendenza. Across the Universe, love story scandita dalle melodie dei quattro baronetti e impreziosita da cameo di Bono Vox e Joe Cocker, ha fatto scoppiare una nuova Beatlemania, arrivata anche in Italia grazie a una mostra al Museo Archeologico di Aosta.

Mania che a Liverpool assume i contorni di vera ossessione, dato che la città sembra un mausoleo a cielo aperto, punteggiata da negozi di memorabilia e souvenir e percorsa incessantemente da tour organizzati che sciamano tra la statua di Eleonor Rigby, la Casa Museo di John Lennon e gli Strawberry Fields. Senza dimenticare il Cavern Quarter, nuova zona trendy per la vita notturna e la musica dal vivo, punteggiata da bar e locali notturni. Da non perdere una serata al Cavern Club ricostruito con i mattoni del locale dove i Beatles tennero i primi concerti negli anni Sessanta. Oggi le band fanno la fila per esibirsi, gratis, sul suo palcoscenico.
Tranquilli: c’è molto da fare e da vedere anche per chi magari all’epoca preferiva i Rolling Stones o non ama particolarmente le melodie degli scarafaggi. Ad esempio, fare shopping vintage all’Heritage Market, il mercatino di abiti second hand e paccottiglia varia che compete per dimensioni e affari d’oro con quello londinese di Camden Town. Oppure passeggiare sul lungomare della penisola di Wirral e visitare il centro storico dominato dalla gigantesca cattedrale anglicana, la più maestosa di tutto il Regno Unito.
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Paul McCartney partecipa alle celebrazioni per Liverpool capitale europea
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The Beatles: Penny Lane
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- Tags: andalusia, Cappadocia, fari, finlandia, Glasgow, grotte, hotel, igloo, lapponia, les-baux, provenza, rovaniemi, Scozia, spagna, turchia
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Voglia di scappare per le feste? Siete ancora in tempo per prenotare un weekend lungo in un hotel particolare. Dove dormire tra i ghiacci di un igloo o magari dentro una grotta. O passare una notte in un faro, cullati dallo sciabordio delle onde: forse non è più una novità, ma il Corsewall Hotel però, ricavato nel vecchio faro di Kirkcolm, nella selvaggia costa scozzese, è un po’ diverso. Perché non offre una romantica ma rude ospitalità marinara, bensì poche camere lussuose, più alcune suite, affacciate sul mare che separa la Scozia dall’Irlanda, e un ristorante di classe superiore dove gustare il famoso salmone. Qui un tour virtuale dell’hotel. I prezzi partono da circa € 98 per la camera doppia, fino a € 195 per la suite. L’aeroporto internazionale più vicino è Glasgow, raggiunto anche da alcune compagnie low cost.
Se preferite qualcosa di più natalizio, in Finlandia, tra i ghiacci della Lapponia, c’è l’Igloo Village Hotel Kakslauttanen a Saariselkä. Potete scegliere tra lo stile esquimese, dormendo nei veri igloo di ghiaccio, oppure optare per una soluzione più comoda in quelli con il tetto di vetro, per ammirare l’aurora boreale. Sconsigliato ai freddolosi; anche bar e ristorante sono tutti di ghiaccio (circa € 130 la doppia). Gli igloo si raggiungono volando su Ivalo oppure via terra da Rovaniemi, situata a circa 250 km.

Per chi non teme la claustrofobia, ci sono le grotte vicino a Granada, a pochi chilometri da Guadix, sullo sfondo della Sierra Nevada. Alloggiare nelle Cuevas Pedro Antonio de Alarcón è come fare un viaggio nel tempo, per rivivere la vita rurale dell’Andalusia. Ma con il bonus di una jacuzzi nella suite. I prezzi variano da € 56,99 per una cueva da due persone fino a € 105,50 per la suite con idromassaggio, in alta stagione.
Chi è già stato in Cappadocia ricorderà sicuramente l’atmosfera fiabesca regalata al paesaggio dai camini delle fate, le caratteristiche formazioni laviche a cono che punteggiano il territorio. Il Gamirasu Cave Hotel, ad Ayvali, era un antico monastero bizantino nel cuore di questa regione incantata. Oggi offre stanze lussuose e suite ricavate all’interno delle grotte scavate nella pietra chiara (prezzi da € 95 per la doppia a € 250 per la suite).
Infine il meraviglioso villaggio scolpito nella pietra di Les Baux de Provence cela uno dei B&B più affascinanti d’Europa, Le Prince Noir. All’ombra di un castello medievale, domina i crepacci e il paesaggio surreale della Val d’Enfer e permette di vivere la Provenza più vera. Da prenotare al volo però: ci sono solo tre stanze, una doppia, una suite e un mini appartamento. Prezzi da € 85 a € 145.
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- Tags: Alto-Adige, austria, Bolzano, germania, Merano, mercatini-di-natale, natale, norimberga, salisburgo, shopping, stoccarda, sudtirolo, vienna
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Un grande classico del periodo festivo: la gita verso uno dei tanti mercatini di Natale in Italia e all’estero, per completare gli acquisti da mettere sotto l’albero o semplicemente trascorrere un weekend lontani dallo shopping frenetico delle città. Per iniziare a farsi un’idea, si possono visitare siti ad hoc che racchiudono date e specialità delle varie fiere intitolate al Natale, come Mercatini Natale e le pagine di Sagre in Italia.
Storici e brillanti di luci quelli dell’Alto Adige, che inaugurano tutti intorno al 30 novembre e chiudono dopo l’Epifania. Mille luci in piazza per quello di Bolzano, profumato di vin Brulé (qui la ricetta per rifarlo a casa). Concerti natalizi e cori suggestivi, insieme a delizie enogastronomiche, per l’appuntamento a Merano. Che si può anche visitare virtualmente cliccando sugli stand ricostruiti nel sito ufficiale. Si porta a casa il tradizionale abbigliamento in lana cotta e gli oggetti tipici della tradizione sudtirolese a Bressanone.
Specialità dolciarie e un mix tra tradizione e attualità a Brunico, mentre un bellissimo presepe artigianale e la torre delle Dodici, nella piazza principale, fanno da sfondo a quello di Vipiteno.

In Europa, gli stand più belli e le tradizioni più sentite si trovano in Austria e Germania, organizzati nelle quattro settimane che precedono il Natale. A Vienna le bancarelle si trovano a Karlplatz, Freyung e al Castello di Schonbrunn. Si acquistano soprattutto decorazioni e addobbi natalizi artigianali in legno, sgranocchiando pan pepato.
A Salisburgo nello stesso periodo c’è il Mercatino di Gesù Bambino in piazza Duomo ed in piazza Mirabell. Anche qui i pezzi forti sono le corone augurali per decorare le porte di casa e le splendide palline in vetro soffiato per un albero molto chic. Il tutto immersi nel profumo di mandorle tostate e mele caramellate al forno. Il mercatino di Norimberga è probabilmente il più famoso in tutto il mondo e sicuramente il più amato dai bambini, anche perché la città è la capitale europea dei giocattoli; da visitare anche il relativo Museo.
Quello di Stoccarda però è il più grande e le sue orgini risalgono al 1692. Le oltre cento bancarelle nella Piazza del Castello rimangono aperte fino a sera ed offrono prodotti di artigianato locale e prodotti gastronomici di ogni tipo.
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Guarda il VIDEO: Alto Adige e Austria, i mercatini 2006

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E adesso la Maremma diventa un brand. Area della Toscana più selvaggia, ricca di attrattive turistiche, dal mare, alle vestigia etrusche, alla vita rurale fino all’enogastronomia, è diventata in breve tempo meta preferita di turisti italiani e stranieri. Oggi per valorizzarla ancora di più nasce il Sistema Maremma Tuscany, partnership che vede coinvolti enti pubblici come la Provincia di Grosseto, la Camera di Commercio e l’APT della Maremma insieme a hotel, ristoranti e impianti sportivi, per un’offerta turistica globale. Obiettivo, incrementare le già notevoli presenze: si parla di una media di 5 milioni di visitatori all’anno, attirati dai 160 chilometri di costa e dalle spiagge incantevoli come quelle dell’Isola del Giglio e Giannutri. Ma anche delle rovine etrusche (bellissime quelle di Roselle e Vetulonia) e dai paesi ricchi di torri, castelli e fortificazioni lasciati in eredità dalle famiglie Aldobrandeschi, Medici e Lorena. Il tutto incastonato in 40.000 ettari di riserve di naturali dove è ancora possibile assistere alle imprese dei butteri.

Chiara l’intenzione di alzare il tiro e conquistare una fetta di viaggiatori di profilo superiore. Tra le aziende private che sostengono l’iniziativa ci sono infatti realtà enogastronomiche produttrici di vino e olio e tenute agricole storiche, hotel e resort a cinque stelle con Spa e centri benessere, campi da golf e porticcioli turistici. Il tutto con una testimonial d’eccezione che farà conoscere la sua terra ben oltre i confini europei: Alessandra Sensini, campionessa di windsurf e maremmana Doc, parteciperà alle Olimpiadi di Pechino 2008 senza sponsor commerciali ma portando sulla vela il solo logo del territorio Maremma Tuscany.
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Da vivilamaremma.it: Guarda il VIDEO

Prima di partire, si naviga: i viaggiatori più smaliziati lo sanno già da tempo. Spesso le classiche guide turistiche risultano obsolete (non vi siete mai trovati affamati come lupi davanti a quel “delizioso ristorantino tipico” trasformato da tempo in un salone di bellezza?) e in ogni caso riflettono un solo punto di vista, quello di chi le ha scritte. Per questo sempre più persone, oltre ad affidarsi alla Rete per prenotare volo e hotel low cost, pianificano il viaggio nei minimi dettagli leggendo le informazioni aggiornate di chi ha appena visitato la loro prossima meta.
Alla grande offerta di siti dedicati alle esperienze di viaggio si aggiunge oggi Mydaytrip comunità virtuale dedicata ai globetrotters. Tedesco, lanciato da poco a Berlino e quindi ancora scarno di contenuti, promette di crescere bene. Sul sito, nella sezione Plan è possibile creare il proprio profilo, caricare immagini, scrivere recensioni e poi condividerle. Fondamentale l’apporto dato da veri insider che svelano trucchi e dritte per godersi al meglio le città. E magari risparmiare qualcosa, scambiando ospitalità e consigli di locali e ristoranti a basso prezzo, in piena tendenza glocal. Ma è anche possibile vedere chi è online e dove vive, per chiedere al volo qualche informazione necessaria al viaggio. La sezione Meet invece è dedicata a chi, ovunque si trovi, vuole trovare persone che condividano il suo stesso hobby, per partecipare magari a una serata in rollerblade sugli Champs-Elysées o a un corso di fotografia itinerante fra le strade di Londra.
Nelle intenzioni del co-fondatore Frank Hinrichs, che ha creato questo sito dedicato agli emuli di Chatwin “ispirato dal desidero di spendere meno tempo a pianificare e più tempo viaggiando”, c’è la speranza di incrementare i contenuti fino a farlo diventare non solo un forum aggiornato per viaggiatori ma un vero portale per scrittori e fotografi che vogliono pubblicare i loro diari di viaggio. La lingua? Per ora solo l’inglese, ma non si escludono in un prossimo futuro versioni locali.


Non devo andare in Libia. Non nell’immediato futuro, almeno. E meglio così. Perché dopo il fattaccio della nave da crociera MSC rimandata in patria mentre tentava di raggiungere le coste di Tripoli, capire come avere i documenti in regola per entrare (o uscire) dalla patria di Gheddafi si è rivelato un’impresa.
Su Viaggiare sicuri, sito di Aci e Ministero degli Esteri, è apparso un sibillino comunicato che spiega come la Libia abbia repentinamente rimesso in vigore una norma non applicata dal 2005. Ossia la necessità di avere la traduzione in arabo delle generalità contenute nel passaporto. Sì, ma chi e quando può effettuare la traduzione? Secondo il sito, le Questure: “Tale traduzione è di norma effettuata dalla Questura”.
Purtroppo nelle ultime 36 ore nessuno sembra disponibile a confermare o smentire: l’Unità di crisi della Farnesina rimanda alle Questure; le Questure temporeggiano e sostengono di aspettare direttive dallo stesso Ministero degli Esteri, mentre all’Ambasciata libica di Roma (Via Nomentana 365, tel. 06-86320951) è impossibile trovare qualcuno con cui parlare a parte il centralinista.
Sempre nei panni del turista fai da te che fra una settimana deve prendere un volo per la Libia, risolvo grazie a un funzionario del Consolato libico di Milano (via Baracchini 7, tel. 02-86464285). In pratica, ciò che serve è un timbro bilingue che le Questure mettono sul passaporto: da un lato vengono inseriti i dati del passaporto in italiano o inglese, dall’altra resta lo spazio per la traduzione in arabo. Che, attenzione, non viene eseguita dalla Questura: sta all’aspirante viaggiatore trovare un traduttore arabo e completare i dati sul timbro. Non serve una traduzione giurata, è sufficiente anche “un amico che parla arabo”, aggiunge il funzionario. La procedura è confermata da Vistionline, da dove confermano che, al momento, la Libia è l’unico Paese a richiedere la traduzione del passaporto. E aggiungono: “In realtà noi non abbiamo mai smesso di procurare il timbro bilingue con la traduzione per i nostri clienti. Anche se sembrava non lo richiedessero più negli ultimi tempi, non si è mai abbastanza sicuri”. Come sanno bene i circa 2500 passeggeri della Musica Msc, rimandati a Messina dopo aver solo intravisto le coste libiche.
Tempi e costi dell’operazione? Minimo una settimana per il timbro in Questura, che è gratuito. Per quanto riguarda la traduzione, se non si hanno amici arabofoni disponibili, un servizio professionale richiede circa 30 euro.

Un nuovo portale, Portolanonline, basato su Google Maps e dedicato al turismo marittimo. Un unico luogo web dove reperire informazioni su porti, attrazioni, ristoranti, locali ed eventi sportivi e culturali prima di attraccare, con la mappa a fare da collante fra i diversi settori: informazioni tecniche (porti, servizi, marine) e e turistiche quali ristoranti, discoteche, bar, club nautici, scuole di vela e di sub.
Il sito nasce da un’idea di Stefano Ferri, ingegnere e windsurfer e si sviluppa come una carta geografica direttamente navigabile tramite mouse e visibile con diversi livelli di zoom. Attualmente conta circa 700 porti, indicati da un’icona raffigurante un’ancora bianca su sfondo blu, i cui dati sono stati estrapolati e rielaborati dai vari portolani disponibili in commercio. Ma a questi si stanno aggiungendo altre categorie: ristoranti (icona rossa), noleggio barche (icona verde), spiagge (icona gialla), scuole (vela, sub), uffici turistici (icona marrone). In futuro sarà inserito un calendario di manifestazioni sportive e informazioni turistiche più dettagliate nei dintorni del porto, come mostre, luoghi di interesse storico, parchi marini e aree protette.
Un servizio web che non intende in alcun modo sostituirsi, però, ai metodi tradizionali: “Per le informazioni tecniche fa sempre fede il sito del Ministero dei trasporti e il portolano ufficiale cartaceo che deve essere sempre presente in barca. Noi non offriamo dati irreperibili altrove; li aggreghiamo, per dare un servizio semplice e completo e aiutare i navigatori a pianificare vacanze e weekend in barca”, spiegano dal sito.

- Tags: aglianico, Basilicata, calabria, campania, cannonau, degustazioni, enogastronomia, irpinia, malvsia, Sardegna, Sicilia, strade-del-vino, sud, taurasi, vermentino, vino
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Alla ricerca di un weekend enogastronomico insolito, magari approfittando del ponte di Ognissanti? In attesa della cerimonia di déblocage del novello, fate rotta verso Sud, per apprezzare sapori e colori più intensi. Magari seguendo la Strada del vino dell’Irpinia, regno del Taurasi che, unica Docg rosso meridionale, è giustamente soprannominato il Barolo del Sud. Ma anche di bianchi preziosi e profumati come il Fiano d’Avellino e il Greco di Tufo, provenienti da vitigni autoctoni noti sin dall’antichità. Sono dieci in tutto i percorsi enogastronomici che solcano la Campania: una menzione speciale, non fosse che per i panorami, per quella della Costa d’Amalfi con l’omonima Doc. L’Aglianico del Vulture, antichissimo vitigno probabilmente di origine greca, si apprezza invece seguendo la Strada del vino della Basilicata.
Anche in Puglia c’è solo l’imbarazzo della scelta. Si può scegliere la Strada del vino del Salento che da Parabita, sul versante ionico delle Murge Salentine, attraversa l’area vinicola più meridionale della regione passando per Lecce, Nardò e Gallipoli. Qui fioriscono i vigneti che producono l’Aleatico Doc e il Salento Igt. Oppure la Strada Vigna del Sole che da Lecce tocca fra gli altri Maglie, Cellino S. Marco e Salice Salentino e promette assaggi di Salice, Leverano e Copertino, tutte Doc. Anche se il re dei vini pugliesi resta il Primitivo, celebrato nella strada dedicata. Week end e itinerari consigliati si trovano anche sul sito del Movimento Turismo del Vino in Puglia.

In Calabria si sceglie la Strada del Pollino dove l’omonimo rosso Doc bagna piatti a base di pomodoro, peperoncini essiccati e la famosissima soppressata. Oppure l’itinerario nella Locride, terra del Greco di Bianco, vitigno antichissimo che si è espanso in tutta Italia ma che qui, complice anche il clima, da origine a un delizioso, profumato passito da conversazione o dessert.
Le strade del vino sarde permettono di apprezzare, oltre ai famosi Cannonau, Vernaccia e Vermentino, vitigni meno noti fuori dall’isola come il cagliaritano Nuragus, pianta antichissima forse autoctona o importata dai Fenici, che produce un ottimo bianco Doc.
Restando sulle isole, sono tre gli itinerari suggeriti dalla Strada del vino della provincia di Messina, affacciata su due mari e immersa tra i monti Peloritani. Si può scegliere il percorso del Mamertino Doc, principalmente nella zona tirrenica, quello del Faro Doc che attraversa le colline dello Stretto di Messina e quello della Malvasia delle Lipari, nelle splendide Eolie. Ma valgono un week end lungo anche l’itinerario alla scoperta dell’Alcamo Doc e quello per assaporare il Marsala. Brividi alle pendici del vulcano seguendo la Strada del vino dell’Etna che produce la Doc Omonima nelle tre varietà rosso, bianco e rosato vinificando le uve di quattro vitigni: il Carricante, il Catarratto, il Nerello Mascalese ed il Nerello Mantellato. Qui le case vinicole da non perdere.
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Il Jazz Festival di Cork è uno dei più longevi della storia, con i suoi trent’anni alle spalle che hanno visto avvicendarsi star del calibro di Ella Fitzgerald, Dizzy Gillespie, Lionel Hampton, Chick Corea. Ed è famoso anche per la sua atmosfera leggera e accogliente, per nulla spocchiosa. Merito probabilmente degli abitanti di Cork, noti per essere i più amichevoli tra i già friendly irlandesi.
Quattro giorni di grande jazz, dal 26 al 29 ottobre, animeranno la città del sud sulle rive del fiume Lee, conosciuta per la sua università, la birra rossa Murphy’s e l’inconfondibile accento cantilenante.
Quasi in contemporanea, dal 26 al 28, chi passa di lì potrà approfittare anche dell’October Beer Fest alla Franciscan Brewery, un happening con birre da tutto il mondo.
Prima che arrivi il freddo (e le incessanti piogge), il Jazz Festival è una buona occasione per scoprire la città, capitale europea della cultura nel 2005, e i dintorni. Vale una gita infatti il delizioso villaggio di Blarney, in stile Tudor, punto di partenza per visitare le distese verdi delle contee di Cork e di Kerry. Da non perdere il suo Castello dove è incastonata, nelle mura di cinta, la famosa Blarney Stone, pietra che, se baciata, promette di donare l’eloquenza. Unico avvertimento; va baciata al contrario, piegandosi sulla schiena come per eseguire un “ponte”. Astenersi non allenati (o farsi sorreggere da qualcuno), pena colpo della strega.
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Cork, Cobh e Blarney
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