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Dal Parco dei Gessi bolognesi e Calanchi dell’Abbadessa a quello fluviale regionale dello Stirone (a Salsomaggiore), dal Parco di Forlì e Castrocaro Terme a quello del Delta del Po o del Taro fino alla Riserva regionale del Fiume Secchia a Modena. Sette aree protette da scoprire, a suon di pedalate per immergersi nel verde dell’Emilia Romagna.
Rivolto soprattutto ai giovani tra i 14 e i 18 anni, ma aperto a tutti, è il progetto “Bike&go!“, promosso dalla Regione Emilia Romagna - DG Ambiente, nell’ambito dell’APQ Giovani del Ministero delle Politiche Giovanili e realizzato dal Comune di Cervia tramite la Fondazione CerviaAmbiente. Sette itinerari da percorrere in bicicletta per conoscere i parchi emiliani, dal 26 aprile al 24 maggio 2009.
Lo scopo è insegnare le sane abitudini ai ragazzi, che ricevono in regalo la guida sull’alimentazione In forma e felici (edizioni Carthusia) e sono seguiti nei percorsi da guide specializzate, che forniscono anche attrezzatura gratuita, se necessaria. In un connubio di benessere, sport e salvaguarda dell’ambiente, sono previsti anche ristori del palato con degustazioni di prodotti sani tra una pedalata e un tramonto nella natura.
Gli appuntamenti sono il 26 aprile per pedalare nel Parco dei Gessi Bolognesi e Calanchi dell’Abbadessa, a San Lazzaro di Savena (Bo) (23 km); 3 maggio Salsomaggiore Terme e Parco Fluviale Regionale dello Stirone (28 km); 10 maggio Forlì – Castrocaro Terme (25 km); 17 maggio riserva regionale “Casse di espansione del Fiume Secchia”, a Rubiera (Mo) (40 km); 17 maggio verso il Po di Goro e la sua foce (Parco del Delta del Po), a Mesola (Fe) (27 km); il 24 maggio al Parco fluviale regionale del Taro, Collecchio (Pr) (20 km); il 24 maggio a Sant’Alberto (Ra) – Casalborsetti (Parco del Delta del Po) (34 km).

Mumbay, foto del viaggio di Eddy Cattaneo
Guilin, Cina del sud. Dopo oltre sei mesi di viaggio qui ritroviamo Eddy, ora alle prese con piccoli problemi organizzativi, in attesa di capire quale sia il miglior modo per arrivare in America prendendo un cargo. Alle spalle ha lasciato il Laos, - “un altro mondo, fuori da tutto”, ci dice -, dopo una decina di giorni passati senza alcuna comunicazione e senza poter aggiornare il suo blog Mondoviaterra, diario di viaggio dove racconta con allegria e ilarità le sue avventure.
Partito da Recco il 15 settembre 2008, il “nostro” Eddy Cattaneo ha lasciato tutto per un giro del mondo ecologico in solitaria, via terra, evitando gli inquinanti aerei, e Panorama.it sta puntualmente seguendo il suo tragitto. E non è il solo. Anche Caterpillar, nota trasmissione di Radio2, presto farà intervenire in diretta il novello Phileas Fogg (venerdì 27 marzo alle 19.15); in realtà c’aveva già provato il 13 marzo ma senza successo: “Ero in attesa, sentivo la radio in diretta e il segnale è scomparso, probabilmente un fulmine ha colpito l’unico ripetitore della zona e ci siamo ritrovati completamente isolati” sorride Eddy.
Sguardo rivolto verso il Nuovo Mondo, dopo lo stato federato indiano del Rajasthan, dove lo avevamo lasciato, Eddy è passato per il Gujarat, l’immancabile Mumbay (Bombay), Fort Kochi e Varkala (stato indiano del Kerala), Kanyakumari e Chennai (stato indiano del Tamil Nadu), per poi lasciare l’India “nella maniera più morbida e salata, via mare”, imbarcandosi sul cargo container La Tiger Breeze verso la Malesia. E qui ecco Kuala Lumpur, e poi Singapore, dove “come ti muovi c’è una multa che ti aspetta”, e ancora Malesia a George Town, fino in Thailandia all’isola tropicale Ko Phi Phi, Bangkok e Chiang Mai, e poi Laos centrale e meridionale per arrivare a Yunnan e Guilin, ancora Cina. Prima si era lasciato alle spalle Austria, Repubblica Ceca, Polonia, Lettonia, Russia, Kazakhistan, Uzbekistan, Kyrgyzstan, altre regioni della Cina, Pakistan, ancora India e Nepal. (Qui il suo percorso su Google Map).
Un contrattempo alla frontiera Thailandia-Laos, dove Eddy è arrivato con il visto scaduto da due giorni e per di più con data di scadenza 29 febbraio 2009: peccato che l’anno in corso non sia bisestile… Ma dopo alcune - e anche più di alcune - incomprensioni con i doganieri, la faccenda si è risolta.
Nel suo affascinante viaggio “a contatto con la Natura, senza bucarla dall’alto”, dopo aver già sperimentato
dai classici treno e bus (anche se una volta seduto sul tetto) ai marshrutka (furgoncini tipici nell’ex Urss usati per piccoli spostamenti), dal carretto trainato da un cavallo ai ciclorisciò all’elefante, ora alla strana lista di mezzi di trasporto può aggiungere ogni tipo di barca, dal barcone con veranda per un viaggio di due giorni lungo il Mekong dal confine con la Thailandia fino a Luang Prabang in Laos, alla barchetta che imbarcava acqua da tutte le parti per andare sulle isole al confine con la Cambogia, fino al rivertaxi! “E da Luang Prabang fino a Vientiane sono sceso in kayak!” esclama Eddy. “Poi ho affittato uno scooter per qualche giorno nel Laos centrale e ho preso uno sleeper bus zeppo di cinesi, con tre file di letti a castello (tre file in un bus!) con cinesini che russavano comodi comodi e tre occidentali rannicchiati nella specie di culla che ci hanno assegnato”.
Il suo palato ha sperimentato di tutto, dal Som Tam, ovvero insalata di papaya con peperoncino e lime, alla zuppa di noodle (vermicelli di riso), uova, verdura, peperoncino e trippa (per colazione!). “La pizza non mi manca per ora” ci dice, “ma sono sempre più convinto che il cibo italiano sia quello che preferisco”.
I suoi occhi sono carichi di esperienze ed echi di tradizioni secolari. In Malesia ha assistito al Thaipusam, la più spettacolare manifestazione induista del Paese, “talmente cruenta nei suoi riti masochisti da essere bandita anche nel tuttopermesso India. Body piercing mistico”, scrive nel blog. Della gente laotiana l’ha invece colpito “la lenta lenta lenta lentezza”: “Nessuno corre. Tutto è rallentato, in slow motion, come Bangkok in moviola”.
In Thailandia si è imbattuto in “donne-giraffe” moderne in blu jeans e t-shirt, Karen dell’etnia Paduang: “Ventiquattro anelli di ottone impilati a formare un tubo dorato alto una trentina di centimetri. Dentro c’è un collo”.
Tra questi luoghi lontani Eddy ha cercato di sfoggiare un po’ di cultura italiana (e anche un po’ di tecniche da latin lover?): “A Tham Khoum Khan in mezzo allo spettacolare paesaggio di montagne tutte tagliuzzate a sega ma assolutamente fuori dal mondo, nell’unico ristorantino locale, grazie al Ballo di San Vito di Capossela, ho cercato di insegnare la tarantella alla ragazza con cui stavo cenando tra le risate sue e dei gestori, sbagliando o inventando i passi… ma tanto loro la tarantella non la conoscono”. E se la ride.
Chissà se intanto ci sono novità sul cargo per le Americhe… Lo sapremo nel prossimo appuntamento mensile, quando arriverà il consueto aggiornamento sul giro del mondo via terra.

Singapore, foto del viaggio di Eddy Cattaneo

Nonostante sia marzo e si intravveda qua e là un odor di primavera, sulle Dolomiti la neve non ne vuol sapere di venir meno. Per la gioia degli sciatori. E per gioia ulteriore degli stessi, soprattutto di quelli che non amano le file agli impianti di risalita o che sono appassionati di avventura, sulle montagne di Falcade c’è una nuova attrazione sportiva: un elicottero bello pronto per portare in vetta e dar poi la possibilità di solcare discese mozzafiato.
Tutti i week-end di marzo e aprile infatti, le piste delle Dolomiti si risalgono in elicottero. La Scuola di Sci e snowboard Equipe di Falcade per dare un arrivederci a questa stagione invernale porta la moda sportiva dell’Heliski, la pratica dello sci fuoripista e freeride che utilizza l’elicottero come mezzo di risalita. È possibile quindi “volare sopra le piste” per poi affrontare discese incontaminate con la guida esperta dei maestri della scuola di sci e guide alpine XMountain, per esplorare il paesaggio lontano dagli impianti sciistici.

Hawa Mahal, Jaipur (Foto da Flickr di closelyobserved.com)
Di fronte all’Hawa Mahal, il Palazzo dei venti in arenaria rosa e rossa, simbolo della città di Jaipur, un commerciante di gemme preziose si è vantato con Eddy di essere intimo di Emilio Fede, al punto di aver ricevuto in regalo delle fiches da gioco e di aver condiviso serate di perdite milionarie. Il nostro viaggiatore solitario ambientalista non poteva che annotare questo richiamo di italianità in terra indiana nel suo blog Mondoviaterra.
Giunto nello stato federato del Rajasthan, Eddy Cattaneo ormai è al quarto mese del suo giro del mondo ecologico. Partito a metà settembre da Recco, Liguria, mollando tutto per un viaggio tra i continenti senza prendere mai aerei, “a contatto con la Natura senza bucarla dall’alto”, è approdato nella terra dei marajah. E Panorama.it lo segue anche qui, monitorando costantemente i suoi spostamenti.
Eddy ha trascorso anche Natale e Capodanno in India, di certo non riempiendosi la pancia di tortellini in brodo o lenticchie e panettone. “Uscire in strada a Natale con 25 gradi e la musichetta di Jingle Bells sparata da tutti gli altoparlanti dei negozi è stato estraniante” ci racconta. “Sembrava di essere in un film che conosci dove tutto è doppiato in una lingua che non parli. E come pranzo natalizio ho mangiato gamberoni piccanti in salsa di cocco e pesce alla senape avvolto in foglie di banano”.
L’ultimo dell’anno lo ha passato a Varanasi: “In una festa sul tetto con vista sul Gange e sui vicoli della città vecchia. Thali indiano come cenone: riso, lenticchie, curry, lime sottaceto speziato e un dolce al burro. E musica… Poi giù al fiume con la nebbia che dava l’idea di trovarsi a Venezia”.
Nelle ultime settimane Eddy, dopo averlo lasciato a dicembre a Rishikesh, ha preferito muoversi tra le varie regioni indiane e nepalesi, passando per Pokhara (Nepal), Ghorepani, Lumbini, Kathmandu, Darjeeling (India), Jaipur, Pushkar, Agra, Varanasi, Calcutta. Prima si era già lasciato alle spalle Austria, Repubblica Ceca, Polonia, Lettonia, Russia, Kazakhistan, Uzbekistan, Kyrgyzstan, Cina, Pakistan. (Qui il suo percorso su Google Map). E ancora nessuna nostalgia dell’Italia. Piatti preferiti tra i tanti locali assaggiati? “Forse il plov dell’Uzbekistan, la malai kofta e il matar paneer indiani”.
I tanti mezzi di trasporto sperimentati fanno largo affidamento alla fantasia: ai già sperimentati treno, bus, taxi da solo e collettivo, marshrutka (furgoncini tipici nell’ex Urss usati per piccoli spostamenti), “qinqi” (una specie di Ape Piaggio), camion, si sono aggiunti “un carretto trainato da un cavallo per arrivare alla giungla del Chitwan in Nepal, tanti ciclorisciò, un bus però stando seduto sul tetto, elefante, un trattore, una barca a motore per attraversare un fiume e cammelli nel deserto”. Ma la permanenza indiana sta per concludersi, e stanno per avvicinarsi i mezzi di mare… “Conto di rimanere in India almeno fino alla fine del mese per poi prendere un cargo verso la Malesia”, spiega Eddy.
Intanto a Pushkar un bramino gli ha curato il karma e gli ha consegnato la tikka in mezzo alla fronte, un terzo occhio di polvere rossa, dei fiori gialli e vermiglio e una mezza noce di cocco da offrire al lago. Costo? 100 rupie, con tanto di contrattazione e pressioni avide sull’onorario che poco hanno a che fare con la spiritualità. “Però qualcuno me lo disse: l’India un momento la detesti e l’attimo dopo l’adori” scrive Eddy nel blog. E vicino a quel bramino la dimostrazione opposta: un guru nudo seduto con occhi sereni, che da vent’anni non possiede niente e pellegrina senza vestiti da villaggio in villaggio sedendosi a meditare per qualche ora senza chiedere un centesimo a nessuno. “Provo a dargli qualche banconota ma lui non accetta. Mi dice che non ha mai posseduto niente e non vuole possedere niente. Non vuole trasportare carichi”. Una sola India, tanti volti.
Ritroveremo Eddy tra un mese, con un nuovo aggiornamento sul suo giro del mondo via terra.

Foto da Flickr di Phil Romans
Il car pooling non è una novità. Anche se non molto applicato in Italia, sono diversi i tentativi di spingere comunque i cittadini a “condividere l’auto”, facendo incontrare guidatori e passeggeri che vogliano percorrere insieme tragitti e dividere le spese di carburante ed eventuale pedaggio. Con tutto vantaggio del portafoglio e dell’ambiente, limitando le vetture sulla strada e le emissioni nocive. Ecco così che il Comune di Roma promuove la mobilità sostenibile, così come quello di Bergamo tramite una cooperativa sociale del posto fornisce supporto organizzativo per la formazione di equipaggi, o l’Università Cattolica di Milano offre ai suoi studenti il servizio “Metti l’auto in comune“. RoadSharing, invece, è una piattaforma ad hoc tutta italiana, la nuova versione dello storico Viavai.it, che si pone come fulcro per intrecciare tra loro richiesta e offerta di passaggi auto, sfruttando anche le mappe di Google per fornire ricerche geografiche.
La novità recente è invece EQuoVadis, ovvero una vera e propria agenzia italiana di trasporto concordato, con sede a Bologna, che si prodiga per rendere possibile l’incontro tra domanda e offerta di trasporti su strada. In quanto agenzia, come si legge sul sito, “risolve problemi, copre buchi, ha uno staff reperibile alle proprie utenze telefoniche, premia i clienti più fedeli, aggiorna il sito per una maggiore utilità e fruibilità… ’segue’ il cliente, sempre”. Per interagire e segnarsi per un viaggio o proporre un tragitto è necessaria la registrazione sul loro sito.
Per il passeggero gli spostamenti quotidiani sono gratuiti, mentre le medio-lunghe percorrenze no, ma comunque con prezzi inferiori rispetto a normali mezzi pubblici come treni. L’acquisto del viaggio opera on line e solo dopo che è stato effettuato vengono rilasciati i contatti del vettore scelto e un numero di prenotazione simile a quello delle compagnie aeree low cost che, insieme al documento di riconoscimento (per garantire a chi guida l’identità dei trasportati), deve essere portato al momento del viaggio. Il vettore deve fornire copia della licenza di guida emessa da uno dei Paesi dell’UE e del certificato assicurativo della vettura, e una volta terminato il viaggio con i passeggeri con cui aveva precedentemente preso accordi, con il numero di prenotazione riceve il pagamento (quanto versato dal passeggero al netto delle competenze dell’agenzia).
EQuoVadis ha anche un gruppo su Facebook dove finora i membri sono 157. E attorno si sta muovendo un timido interesse…

Foto scattata da Eddy Catteneo in Cina
L’avevamo lasciato con il Kirghizistan di fronte e Fergana (Uzbekistan) alle spalle. Oggi invece è a Rishikesh, in India, e ha già attraversato Cina e Pakistan, con lentezza, con l’andatura del viaggio dettata dagli incontri, dall’ospitalità degli autoctoni, da inviti a matrimoni punjabi o a bagordi vari…
Eddy Cattaneo, il viaggiatore solitario che il 15 settembre è partito da Recco (Liguria) per un giro del mondo ecologico, via terra, senza ricorrere a inquinanti aerei, “a contatto con la Natura, senza bucarla dall’alto” - come scrive nel suo blog diario di viaggio Mondoviaterra - sembra l’ospite gradito delle nuove realtà che con entusiasmo scopre e vive nel suo percorso. “Sono appena tornato da un matrimonio punjabi, nel mezzo della campagna, tra bufali, fango, cacca e piante di marijuana selvatica” dice da Lahore, centro pakistano situato sul fiume Ravi, a Panorama.it, che periodicamente monitora il suo viaggio. E continua il racconto: “La sposa è rimasta nel separé per tutto il tempo mentre il novello sposo sedeva vestito come un principe su un palco montato nel mezzo dell’aia, circondato da quattro ‘testimoni’ uno dei quali imbracciava un fucile. Negli ultimi cento metri prima di arrivare al soppalco sono piovute rupie sulla testa dello sposo in segno di ricchezza e prosperità, tra spari di pistola al cielo e grida. Ad un certo punto delle rupie sono volate da una parte ed è stato un delirio di spinte, corse e polvere alzata fino a coprire tutta l’aria disponibile, mentre un baffone con turbante, vestito con un kilt, suonava una cornamusa”.
Tante le scene al limite del surreale e ricche di fascino e gentilezza antica che Eddy si è trovato a vivere. Soprattutto in Pakistan ha scoperto un’ospitalità impensata, “esattamente l’opposto dell’immagine costruita dai media di un popolo con il coltello fra i denti ed un kalashnikov a tracolla sempre”: “ti invitano per un chai, un tè. Tu non essere timido e accetta. Rimarrai stupefatto dell’accoglienza riservata all’ospite”.
Dopo Fergana, dopo essersi già lasciato dietro Lettonia, Russia, Kazakhstan, Uzbekistan, il suo tragitto ha toccato Osh, Bishkek, il Lago Issyk Kol (Kyrgyzstan), a Kashgar nella provincia autonoma dello Xinjiang, passando poi per la Karakoram Highway, la strada asfaltata internazionale più alta del mondo, Karakol (Cina), Passu, Kharimabad, Gilgit, la capitale pakistana Islamabad, Lahore (Pakistan), Amritsar, la “little Lhasa” piena di rifugiati tibetani McLeodGanj, Haridwar (India). (Qui il suo percorso su Google Map). E oltre ai già collaudati mezzi di trasporto (treno, bus, taxi da solo e collettivo, marshrutka - furgoncini tipici nell’ex Urss usati per piccoli spostamenti -), ora può contare nella lista anche i “qinqi”, una specie di Ape Piaggio, e dei coloratissimi e rumorosi camion, “lentissimi ma assolutamente indescrivibili da quanto sono pieni di disegni, graffiti, biglietti da visita, specchietti e sonagli attaccati ai paraurti così che li senti arrivare come fossero dei serpenti a sonagli”. “E anche autostop che qui è facile da praticare” aggiunge Eddy. Per dormire si è arrangiato con alberghetti locali, ostelli e soprattutto presso famiglie che gli hanno offerto un letto e anche da mangiare.
Sulle altezze del lago Karakol, dove l’unico combustibile disponibile è lo sterco di yak, tra tempeste di sabbia e cammelli che attraversano “fiumi di caramello”, ha sentito il primo vero freddo del suo girare, mentre ora è tornato su temperature simili a un maggio italiano.
Il 4 novembre ha vissuto la vittoria di Barack Obama in quella parte del mondo dove gli Stati Uniti sono visti in maniera guardinga se non ostile, nel confine tra Pakistan e India… “Sono tutti molto felici della vittoria di Obama, sperano in un cambiamento non tanto per la politica estera ma più per il fatto che è nero e che peggio di Bush non può sicuramente essere. Quello lo odiano tutti”. E anche i talebani, dalla visuale del nostro novello Phileas Fogg, non sembrano così lontani… “Un tipo qui in ostello (a Lahonre, ndr) sta dicendo di aver passato un pomeriggio a parlare con un talebano, uno vero, girando per bazar e mangiando gratis grazie all’ospitalità che chiunque qui possiede nel dna. Alla fine gli ha mostrato le fotografie dove in primo piano imbraccia un kalashnikov nel bel mezzo di un attacco. Ha pure l’indirizzo del villaggio nelle aree tribali del Waziristan dove adesso il mio amico può andare avendo una specie di salvacondotto, l’unico modo per essere sicuri di uscire indenni”. Ma Eddy ha comunque sapientemente evitato alcune aree a rischio: “Le ultime notizie da Peshawar parlano di rapimenti di forestieri e tutti qui stanno cambiando idea sulla visita al famoso mercato delle armi della città e dei villaggi vicini, dove qualsiasi tipo di pistola, fucile, mitragliatore, viene clonato in casa da artigiani espertissimi per meno di venti dollari”.
Ormai giunto alle sacre rive del Gange, è anche entrato in un clima spirituale diverso e si è imbattuto in un guru che gli ha chiesto di diventare suo devoto in cambio del suo cellulare in dono. Invece Pushkar Guru, un vecchio sadhu con grigi dreadlocks, lo ha invitato a casa sua, uno stanzino sul fiume, e davanti ai suoi occhi si è fumato in un attimo un chilum da venti chili…
In attesa di sapere se ritroveremo Eddy ormai adepto e “perso in altri mondi”, rimandiamo l’appuntamento con le sue avventure. Tra un mese torneremo con un nuovo aggiornamento sul suo giro del mondo via terra.

Un’immagine del film Assassinio sul Nilo di John Guillermin, tratto dal giallo di Agatha Christie
Parte da Napoli e si perde tra le ramblas di Barcellona una quattro giorni dal sapore noir e intrigante, ovvero “Crociera con Delitto”, l’ideale per chi ama il mistero, soprattutto se cullato dalle onde. È questa la vacanza particolare che per la festa dell’Immacolata (dal 6 al 9 dicembre) propone la flotta Grimaldi Lines, in collaborazione con Il Pozzo e Il Pendolo, Teatro di Ricerca nel campo della letteratura, situato nel centro storico napoletano, inizialmente nato a come Galleria del Giallo e del Mistero alla fine del 1999. Per i passeggeri sono in programma due cene con delitto durante la navigazione e un giorno nella città catalana.
E così a bordo della nuova Cruise Barcelona, si potranno vestire i panni di investigatore, in perfetto stile Agatha Christie, per venire a capo di un mistero che continuerà anche in terra iberica. Queste le anticipazioni del giallo che si consumerà in viaggio: “Quattro giorni a caccia di un antico mistero, di una misteriosa scomparsa e di alcuni strani delitti. Un gioco affascinante che ha inizio nel 1973… Il porto è quello di Napoli. La nave si chiama Cristoforo Colombo. Destinazione America. Lui ha il bavero del cappotto sollevato e una sciarpa di seta avvolta ntorno al collo. È solo. Raggiunge la scaletta della nave e sale a bordo. Sul ponte un’immagine, veloce, gli accarezza i pensieri. Ma è un attimo. Solo un attimo. Quel baule, in fondo alla stiva, per ora è meglio dimenticarlo. Sul serio. È meglio per tutti”.
I partecipanti, divisi in squadre, dovranno impegnarsi a fondo per risolvere il misterioso delitto che si consumerà durante la crociera. Inoltre saranno coinvolti nel gioco ancor prima della partenza, sia attraverso delle e-mail che contengono indizi per la risoluzione del caso, sia durante una cena nel Salotto del Delitto che si terrà presso la sede storica del teatro organizzatore.
E… attenti ai maggiordomi.

Samarcanda, Uzbekistan. Foto di viaggio di Eddy Cattaneo
Fergana, città dell’Uzbekistan orientale, alle spalle, Kirghizistan di fronte, verso le rive del lago Issyk-kol. Prosegue il giro del mondo ecologico di Eddy Cattaneo, ormai ex ingegnere ambientale, di Recco (Genova), che il 15 settembre ha mollato tutto per un lungo viaggio in solitaria e via terra, evitando gli inquinanti aerei e vivendo gli spostamenti con lentezza. “Per sentire la terra cambiare sotto i piedi giorno dopo giorno, per attraversare gli oceani a bordo di cargo mercantili, come fantasticavo da piccolo, con acqua e solo acqua ovunque intorno”, come scrive nel suo blog, diario di viaggio, Mondoviaterra.
Panorama.it aveva sentito Eddy poco prima della partenza, in tutto il suo entusiasmo, e come promesso torna a dare aggiornamenti mensili sulla sua impresa da novello Phileas Fogg, ora che l’entusiasmo da viaggiatore è ancora lo stesso e tante sono le cose viste da riportare. “Stamattina ho visto un bazar che mi ha devastato tutti e cinque i sensi!” ci racconta, ancora a Fergana. “Montagne di cipolle, fumo di spiedini (shashlik) alla brace, metri e metri di stoffe coloratissime brillanti nel sole, seta, cotone, ruote di biciclette e divani. Donne con lunghi vestiti variopinti e uomini con il tipico zucchetto nero. Penso fossi l’unico occidentale, le foto le chiedevano loro a me!”.
Partito da Recco, passando per Padova, da cui è partito il bus per Riga (Lettonia), finora ha toccato Mosca, Volgograd e Astrakhan (Russia), Atyrau (Kazakhstan), per arrivare pian piano lungo la Via della Seta: Kungrad, Nukus, Moynaq, Khiva, Bukhara, Samarcanda, Tashkent, Fergana (Uzbekistan)… (Qui il suo percorso su Google Map)
Mezzi di trasporto utilizzati? Treno, taxi da solo, taxi collettivo, marshrutka (furgoncini locali usati per piccoli spostamenti), bus per lunghe distanze con video uzbeki di sottofondo… “Hanno due tipi di video: quelli d’amore, sdolcinatissimi, e quelli girati in maniera amatoriale nelle feste e nei matrimoni, con cinepresa fissa sul cantante ed effetti anni ‘80 di gente che balla e ride” chiosa Eddy.
Ad Atyrau il nostro viaggiatore ha avuto un imprevisto un po’ comico che lo ha costretto a trattenersi più del previsto. Per giorni si è recato in stazione, passando in tutti gli sportelli, chiedendo un biglietto per Nukus, ma niente: dai modi non troppo gentili di una “sportellaia” che non conosceva l’inglese sembrava si trattasse di un treno fantasma, inesistente. Invece il treno c’era eccome, ma tutto pieno da due settimane. Finalmente una famiglia azera, di Uchquduq, diretta anch’essa a Nukus (di passaggio), ha “adottato” Eddy, portandolo con sé su due treni locali.
Da Bukhara, invece, Eddy ha voluto ringraziare pubblicamente Michele Placido per avergli spianato la strada in Asia Centrale. “Il serial La Piovra qui è superfamosissimo e quando presento il passaporto e leggono il mio cognome, Cattaneo letto Cattani, mi cominciano a chiamare ‘Kommissar Kattani’ e giù pacche sulle spalle e complimenti (per il cognome!). La maggior parte poi mi dice che ha pianto quando il commissario è stato ucciso… e cominciano i giri di vodka”. Sono molto popolari, in un revival anni ‘80, anche Ricchi e Poveri, Pupo, Al Bano (”mi si chiede che fine abbia fatto la figlia di Albanorominapauer”) e soprattutto Toto Cutugno, l’italiano vero. “Conoscono la melodia, cantano con quasi tutte le parole del testo originale in italiano, con forte accento uzbeko certo, ‘Lashatemi kantaro kholla khotarro immano’, però provate voi a intonare la più famosa canzone uzbeka e poi ditemi se è facile” scrive Eddy sul blog, che continua ad aggiornare da internet point facili da trovare, dalle connessioni lentissime, spesso affollati da ragazzini dall’età media di dieci anni che giocano coi game on line.
A Tashkent, zeppa di farmacie e di proclami del presidente unico da decenni Karimov, l’incontro con Berndt, olandese matto che sta facendo il giro del mondo in bici.
Sulla Via della seta, a Fergana, finalmente sono arrivate anche le filande. “Mi sono imbattuto in una filanda, doveva capitare prima o poi sulla Via della seta” ci dice. “Tutto artigianale, tutto come una volta, comprese le fiacche sulle mane delle filandaie che devono immergerle nell’acqua a 100 gradi dove bollono i bozzoli dei bachi e la tessitura con colori naturali, melograno, indaco… Spettacolo!”.
E ora lasciamo Eddy nel suo viaggio verso il Kirghizistan.
Lo ritroveremo tra un mese, con un nuovo aggiornamento sul suo giro del mondo via terra.

Astrakhan, Russia. Foto di viaggio di Eddy Cattaneo

La data ufficiale della partenza è certa: il 15 settembre. Poi il resto del viaggio è nel segno della lentezza e affidato all’imprevidibilità dei trasporti: quando salpa il cargo, che rotta fa la bananiera. E sì, perché il giro del mondo che un temerario trentanovenne di Recco ha deciso di affrontare è alquanto particolare: tutto via terra, senza l’utilizzo di aerei, in solitaria. Solo mezzi di trasporto terreni o navali: treni, bus, cammelli e imbarcazioni di qualsiasi tipo.
“Mollo tutto e parto, in solitaria. A contatto con la Natura, senza bucarla dall’alto. Pulito, lento e circolare” scrive nel suo blog Mondoviaterra, che sarà anche suo diario di viaggio. Si legge: “Un volo intercontinentale produce almeno una tonnellata di anidride carbonica a passeggero per consentirci di arrivare comodi e veloci. È un vantaggio, non si discute, ma in questo modo viene perso il senso del viaggio che è nel tragitto e non nella meta”.
Questo novello Phileas Fogg non sbuca dal romanzo di Vernes, ma viene da un paese della bergamasca, Ciserano. Si chiama Eddy Cattaneo e da dieci anni vive a Recco per lavoro, come ingegnere ambientale. Ha - o probabilmente aveva - anche il cosiddetto posto fisso, ma questo non lo ha trattenuto dal realizzare il suo sogno. “Ho sempre voluto farlo:” racconta a Panorama.it, “voglio che sia un giro del mondo via terra perché è più vicino a come sento il viaggio, che non è un semplice essere di passaggio ma è un arrivare sui luoghi piano piano, vivendoli senza fretta e senza grandi scosse. Sono molto terreno e ho bisogno di misurare le distante. Così è anche possibile conoscere la gente e vederla cambiare da regione a regione”. Gli aerei sono assolutamente banditi. “Sì, non perché sia contrario, ma perché così inquino meno e lancio un piccolo messaggio”.
Il viaggio parte verso Oriente, attraverso Vienna per toccare Varsavia, Riga e poi Mosca, alla volta della Via della seta. Quindi Kazakistan, Uzbekistan, Kirghizistan, Cina Occidentale, Karakorum Highway, Pakistan, India del Nord, Nepal, India del Sud. Da lì un cargo per Singapore. Parte da Hong Kong, invece, il cargo verso le Americhe, per il Messico, per poi visitare tutta l’America del Sud. Dalla Terra del Fuoco l’ultimo cargo per il ritorno in Europa. Questo il tragitto ipotizzato, che non tocca paesi industrializzati, sia perché sono più costosi, sia per una teoria di omogeneità del percorso. L’Australia non è compresa nel programma ma forse Eddy alla fine la inserirà, facendo tappa in Indonesia: “La difficoltà è trovare un mezzo di trasporto che non sia l’aereo perché non esiste un cargo ufficiale che vi arrivi” spiega. In una ricerca preventiva è riuscito però a trovare un modo per la traversata, ovvero rivolgersi a un fantomatico Bob La Macchia, pescatore di gamberetti che si presta a dar passaggi. “Forse inserisco anche l’Indonesia se non altro per conoscere questo Bob La Macchia” sorride Eddy. Il tempo preventivato per effettuare questo lento giro del mondo è di nove mesi. Ma è molto ipotizzato: “Alla fine può diventare anche un anno: basta perdere un cargo per dover aspettare 15 giorni per il successivo”.
E ora, zaino in spalla. Pochi vestiti al seguito e fotocamera pronta, sia analogica che digitale. Quest’ultima servirà per aggiornare in tempo reale il suo blog, tappa per tappa, ricorrendo agli internet point dei paesi che vivrà. Nel diario di viaggio multimediale sono pronte rubriche apposite: “Paesi visitati”, “Km percorsi”, “Kg persi”, “Il sorriso del giorno”.
Anche Panorama.it seguirà il suo giro del mondo ecologico, con aggiornamenti puntuali ogni mese.
![Foto da Flickr di [url=http://www.flickr.com/photos/ende/8759913/]Ende[/url]<br />](http://gallery.panorama.it/albums/userpics/10054/normal_comacchio_ende.jpg)
Comacchio
Sono qualcosa di sacrum, come rivela il termine latino da cui traggono il nome. Soprattutto in Italia, dove non c’è paese che non ne possieda una. Le sagre, che spesso hanno perso le loro origini religiose, sono la piacevole costante che si può ritrovare in ogni mese dell’anno. E con la primavera iniziano a pullulare.
Per chi nella sagra cerca soprattutto un riempirsi la pancia, ecco il 24 marzo, nel lunedì dell’Angelo, la “Sagra della piè fritta“, a Fontanelice, in provincia di Bologna. Nel piccolo borgo sulle colline tosco romagnole si va a suon di piadina, distribuita a offerta libera, come tradizione, fin dalle prime ore della mattina, accompagnata dal vino locale. Paese che vai, cibo tipico che incontri: il 29 e il 30 marzo a Pegli, nel Genovese, c’è la “Sagra primaverile della Farinata Pegliese“. In largo Calasetta, sul lungomare, i “fainotti” preparano questa pietanza di farina di ceci macinata dal Molino di Pegli, cotta su forni a legna. Con immancabile mercatino di prodotti gastronomici locali.
Per chi invece preferisce tuffarsi in realtà conosciute solo su libri di storia o fantasy, ecco la “La notte dei templari, la difesa del pellegrino“, il 30 marzo a Trani (Bari), che ripropone in chiave scenica la presenza dei Cavalieri del Tempio in Puglia. Sullo sfondo dell’antico patrimonio storico tranese, passando per l’antica Domus dei templari, posta lungo l’antica strada La Rosa, simbolo dell’ordine, per la Porta Aurea, fino ad entrare nella vecchia cinta fortificata, lungo strada Stregatizze, strada della Sacra Spina, passando sotto l’arco di Palazzo Rogadeo per giungere ai piedi del campanile del duomo.

Germogli di primavera
Il 30 marzo segna anche l’inizio di un percorso di sensi primaverili, alla scoperta dell’asparago, in Veneto. Il progetto Germogli di Primavera è un tragitto in più tappe, sulle tracce dell’eccellenza gastronomica della provincia di Treviso. Apre la mostra mercato dell’asparago bianco di Badoere Igp, del radicchio rosso di Treviso Igp e del radicchio verdon, a Quinto di Treviso. Quindi 11, 12 e 13 aprile “Perbacco” a Ormelle , mostra dei vini tipici del territorio; 20 aprile “Osteria dell’Asparago” a San Polo di Piave, con protagonista l’asparago bianco di Cimadolmo Igp. Il 26 aprile e il 4 maggio si continua con la quarantunesima Mostra dell’Asparago bianco di Badoere a Morgano; il 27 aprile ancora asparago, base principale di sfiziosi piatti, ma questa volta a Zero Branco e a Borgo Malanotte. E dal 2 al 4 maggio mostra dell’asparago di Preganziol.
Un salto tra sapori più forti? In una collina del tavolato Ibleo, sulla valle del fiume Anapo, in provincia di Siracusa, in scena la “Sagra della ricotta“, a Buscemi. Con ricotta calda, preparata come si faceva una volta dai pastori, insieme a spettacoli di carretti siciliani, gruppi folkloristici e giocolieri di strada. È Guerra del sale, invece, il 19 e 20 aprile a Comacchio (Ferrara), con la rievocazione storica del “Bellum Viritim Gestum Comaclum 1482“, riproponendo, con tanti figuranti, la battaglia tra il popolo comacchiese e la Repubblica della Serenissima di Venezia per il controllo del sale, un tempo sinonimo di ricchezza.
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