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	<title>Viaggi</title>
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	<description>Il canale viaggi di Panorama.it</description>
	<pubDate>Mon, 18 May 2009 10:27:47 +0000</pubDate>
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		<title>British Columbia, Canada: a tu per tu con i grizzly</title>
		<link>http://blog.panorama.it/viaggi/2009/05/18/british-columbia-canada-a-tu-per-tu-con-i-grizzly/</link>
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		<pubDate>Mon, 18 May 2009 10:25:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>claudia astarita</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Apertura#1]]></category>

		<category><![CDATA[british-columbia]]></category>

		<category><![CDATA[canada]]></category>

		<category><![CDATA[grizzly]]></category>

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		<description><![CDATA[l'inglese Julius Strauss ha costruito alle pendici dei Monti Selkirks il Grizzly Bear Ranch, composto da non più di una manciata di casette di legno, dove gli incontri con gli orsi sono assicurati]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!--m--> <img src="http://media.panorama.it/media/foto/2009/05/18/4a1134e457847_zoom.jpg" alt="grizzly_fishing" width="500" border="0" /></p>
<p>Se si parla di grizzly è impossibile non pensare alle avventure <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Orso_Yoghi" target="_blank" title="yoghi">dell’Orso Yoghi </a>nel <a href="http://www.nps.gov/yell/" target="_blank" title="parco">parco americano di Yellowstone</a>, anche se, nella realtà, la simpatia nei confronti dell’orso dei cartoni può trasformarsi in terrore di fronte a mammiferi in carne ed ossa in grado di arrampicarsi agilmente sugli alberi, di nuotare rapidamente e di correre veloci come cavalli, per quanto nei racconti dei cacciatori siano spesso descritti come animali che scelgono volontariamente di trascorrere la maggior parte del loro tempo a raccogliere foglie.</p>
<p>La curiostà di osservare gli orsi nel loro habitat naturale è stata sfruttata al meglio da Julius Strauss, un inglese che ha costruito alle pendici dei <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Selkirk_Mountains" target="_blank" title="monti">Monti Selkirks</a>, nella regione canadese British Columbia, il <a href="http://www.grizzlybearranch.ca/rb06/grizzlyviewing.html" target="_blank" title="bear">Grizzly Bear Ranch</a>, composto da non più di una manciata di casette di legno. Le valli attorno ai monti Selkirks sono oggi popolate quasi esclusivamente da orsi. Il Ministro dell’Ambiente del British Columbia stima che nel versante canadese abbiano trovato dimora circa 16.000 grizzly e 90.000 orsi bruni.</p>
<p>A sentire Strauss, avventurarsi nei sentieri di montagna alla ricerca degli orsi non è così pericoloso. Del resto, in Canada è raro che vengano registrati più di due casi di morti umane provocate dall’aggressione di un orso all’anno. Questo non significa che i turisti possono andare a cercare liberamente le tane dei grizzly. Strauss ha preparato un video informativo in cui spiega come distinguere l’attacco difensivo di un orso da quello offensivo. Inoltre, accompagna personalmente i visitatori durante tutte le escursioni, facendo in modo che il gruppo non superi mai le otto unità, e senza mai dimenticare lo &#8220;spray per orsi&#8221;, un composto al peperoncino non troppo diverso da quello comunemente utilizzato come strumento di autodifesa.</p>
<p>Chi ha soggiornato al ranch di Strauss racconta che trovarsi faccia a faccia con un grizzly sia un’esperienza straordinaria. È quasi impossibile muoversi nella foresta senza incontrarne nemmeno uno, e molti raccontano che dopo aver ammirato la bellezza e l’eleganza degli orsi in cattività non sono più riusciti a rimanere indifferenti allo sterminio perpetrato ogni anno dai cacciatori, che solo tra il 2007 e il 2008 ne hanno uccisi quasi 700 esemplari.</p>
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		</item>
		<item>
		<title>Quando New York era davvero nuova</title>
		<link>http://blog.panorama.it/viaggi/2009/05/11/quando-new-york-era-davvero-nuova/</link>
		<comments>http://blog.panorama.it/viaggi/2009/05/11/quando-new-york-era-davvero-nuova/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 11 May 2009 10:27:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mariazuppello</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Apertura#2]]></category>

		<category><![CDATA[Big-Onion]]></category>

		<category><![CDATA[indiani-dAmerica]]></category>

		<category><![CDATA[Lower-East-Side-Tenement-Museum]]></category>

		<category><![CDATA[New-York]]></category>

		<category><![CDATA[New-York-Historical-Society]]></category>

		<category><![CDATA[Nuova-Amsterdam]]></category>

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		<description><![CDATA[Viaggio negli angoli (a volte nascosti) che raccontano la storia affascinante della città, dalòl'epopea degli indiani alla Nuova Amsterdam. Guarda la<strong> <a href="http://gallery.panorama.it/gallery/quando_new_york_era_davvero_nuova/162240_quando_new_york_era_davvero_nuova.html" target="_blank">GALLERY </a></strong>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://gallery.panorama.it/gallery/quando_new_york_era_davvero_nuova/162240_quando_new_york_era_davvero_nuova.html" title="Quando New York era davvero nuova"> <!--m--> <img src="http://media.panorama.it/media/foto/2009/03/10/49b64bf70d841_zoom.jpg" alt="Quando New York era davvero nuova" width="500" border="0" /> </a><br />
<em>(Credits: <a href="http://www.flickr.com/photos/shelleyp/2329684707/" target="_blank"><u>Shelley Panzarella</u></a> by Flickr)</em></p>
<p>Guarda la<strong> <a href="http://gallery.panorama.it/gallery/quando_new_york_era_davvero_nuova/162240_quando_new_york_era_davvero_nuova.html" target="_blank">GALLERY </a></strong><br />
Si fa fatica a crederlo vedendo i suoi modernissimi grattacieli ma New York ha più storia alle spalle di quanto si creda. Basta un walking tour, un giro a piedi con o senza guida, e qualche spicciolo in tasca per rendersene conto. A partire dai musei. Il passato resusciterà senza farsi troppo attendere. Una sorpresa per chi invece si era limitato al caos senza fine di Times Square. Si scopre così che prima dei grattacieli e dello smog ad oltranza Manhattan era nel XVII secolo la Nuova Amsterdam, terra di mercanti olandesi e di affari, di conquiste da nuovo mondo e avventura, di schiavi e spezie. E che, prima ancora di essere Nuova Amsterdam, questa stessa terra ospitava gli indiani d’America con tutto il loro prezioso bagaglio di tradizioni e saggezza.<br />
<a href="http://www.mcny.org/" target="_blank" title="Il sito del Museo">Il Museo della città di New York</a> è la prima sosta: un video introduttivo vi racconterà la storia della fondazione dell’attuale metropoli fino all’attacco alle Torri gemelli. Ma sono soprattutto le collezioni del museo ad offrire una prima chiave per cominciare il viaggio indietro nel tempo. Le vetrine dei vari saloni raccontano infatti del traffico marittimo, vero ossigeno per lo sviluppo della città e delle sue trasformazioni urbanistiche nel corso dei secoli.<br />
Da non perdere neanche <a href="http://www.nyhistory.org" target="_blank" title="Il sito della Society">la New York Historical Society</a>, in genere ignorata dai circuiti più tradizionali e che è invece uno scrigno prezioso di informazioni d’epoca. Al suo interno <a href="https://www.nyhistory.org/web/default.php?section=exhibits_collections&amp;page=collection_detail&amp;id=6306968" target="_blank" title="Il sito del dipartimento">il Centro Henry Luce III</a> per gli studi di cultura americana espone oggetti d’epoca che ripercorrono le tappe principali della storia della città, come per esempio quelli che evocano la piaga del colera che colpì la Grande Mela nel XIX secolo. Tra i pezzi di valore conservati nelle sale della New York Historical Society c’è anche una poltrona usata nientedimeno che dal Presidente George Washington nella sua cerimonia di insediamento nel 1789 e la coda del cavallo che componeva la statua raffigurante il re Giorgio III distrutta a Bowling Green nel 1776.<br />
Altra tappa da non perdere è <a href="http://www.tenement.org" target="_blank" title="Il sito del museo">il Lower East Side Tenement Museum</a>, un palazzo composto da appartamenti del secolo XIX che ricostruisce la vita e le fatiche quotidiane degli emigranti europei nel sogno americano.<br />
Se al piacere della scoperta individuale, poi, si vuole coniugare la scelta di una buona guida le <a href="http://%20www.bigonion.com/" target="_blank" title="Il sito della Big Onion">escursioni organizzate da Big Onion sono un must</a>: a fare da guida infatti i migliori dottorandi delle università della città. New York come la conoscono loro vale davvero un bel giro.</p>
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		</item>
		<item>
		<title>In crociera sul Nilo. Tra monumenti del passato e scorci di vita recente</title>
		<link>http://blog.panorama.it/viaggi/2009/04/28/in-crociera-sul-nilo-tra-monumenti-del-passato-e-scorci-di-vita-recente/</link>
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		<pubDate>Tue, 28 Apr 2009 13:53:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>claudia astarita</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Apertura#3]]></category>

		<category><![CDATA[aswan]]></category>

		<category><![CDATA[edfu]]></category>

		<category><![CDATA[kom-ombo]]></category>

		<category><![CDATA[nilo]]></category>

		<category><![CDATA[valle-dei-re]]></category>

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		<description><![CDATA[Per scoprire tutte le bellezze dell'Egitto, l'ideale è un viaggio in barca, sul fiume che è il simbolo del Paese ma anche la sua vera linfa vitale]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://gallery.panorama.it/gallery/viaggio_tra_le_antiche_tradizioni_del_cairo/157428_viaggio_tra_le_antiche_tradizioni_del_cairo.html" title="Viaggio tra le antiche tradizioni del Cairo"> <!--m--> <img src="http://media.panorama.it/media/foto/2009/02/11/4992d54f79998_zoom.jpg" alt="Viaggio tra le antiche tradizioni del Cairo" width="500" border="0" /> </a></p>
<p>Dai tempi dei faraoni, il fiume Nilo rappresenta la linfa vitale oltre che il simbolo dell’Egitto. Ecco perché per scoprire le bellezze del Paese è ideale attraversarlo in barca. Il punto di partenza migliore è la cittadina di <a href="http://www.rizzetto.com/viaggi/egitto/page15.aspx" target="_blank" title="aswan">Aswan</a>, novecento chilometri più a sud de Il Cairo, famosa per la “Grande Diga” che si estende per 3.800 chilometri di lunghezza, 980 di ampiezza e 111 di altezza. Nei 125 chilometri di navigazione che separano Aswan da Luxor si concentrano alcuni dei principali tesori del Paese: i templi di <a href="http://digilander.libero.it/jimdigriz/egitto/komombo.html" target="_blank" title="kom">Kom Ombo </a>e di <a href="http://digilander.libero.it/jimdigriz/egitto/edfu.html" target="_blank" title="edfu">Edfu</a> e la Valle dei Re. Sempre in questa zona, un antico piroscafo del 1917, l’SS Karim, un tempo proprietà di Re Farouk, è stato recentemente trasformato in un museo sull&#8217;acqua di ottoni, tek, bicchieri e decorazioni in vetro art deco.Oltre all’SS Karim veleggiano sul Nilo lussuosi alberghi galleggianti. Tra questi, il <a href="http://www.sonesta.com/Nilecruises/index.cfm?fa=StGeorge.home" target="_blank" title="sonesta">Sonesta St. Gorge I </a>è famoso non solo per le nove suites presidenziali e per quella reale che ha ospitato persino il presidente Hosni Mubarak, ma anche per la bizzarria di cucinare utilizzando esclusivamente acqua minerale.</p>
<p>Sulle rive del Nilo scorre invece un paesaggio umano senza tempo: contadini con abiti rigorosamente di lino cavalcano asini che avanzano lentamente, i più giovani pescano in riva al fiume mentre le donne lavano i panni a mano tra le canne di papiro, all’ombra di palme e sicomori.</p>
<p>Risalendo il fiume, merita fermarsi a Kom Ombo per dare un’occhiata al tempio dedicato a Sobek, la divinità coccodrillo, simbolo della fertilità, ma il tempio meglio conservato del Paese è Edfu, molto simile ad una fortezza tappezzata da immagini di sovrani ritratti nell’attimo della consegna delle offerte a Horus, il protettore dei faraoni viventi. La visita più suggestiva resta quella della <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Valle_dei_Re" target="_blank" title="valle dei re">Valle dei Re</a>. Qui, le gigantesche tombe dei faraoni vengono periodicamente chiuse per evitare che l&#8217;umidità ne deteriori le strutture, ma quella di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Tutankhamon" target="_blank" title="tut">Tutankhamen</a> è sempre aperta, per permettere ai turisti di osservare da vicino il corpo mummificato del sovrano deposto nel lontano 1323 a.C.</p>
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		</item>
		<item>
		<title>Bike&amp;go!, in bici nei parchi dell’Emilia Romagna</title>
		<link>http://blog.panorama.it/viaggi/2009/04/21/bikego-in-bici-nei-parchi-dellemilia-romagna/</link>
		<comments>http://blog.panorama.it/viaggi/2009/04/21/bikego-in-bici-nei-parchi-dellemilia-romagna/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 21 Apr 2009 09:09:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>simona.santoni</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Apertura#4]]></category>

		<category><![CDATA[bicicletta]]></category>

		<category><![CDATA[Bike&go!]]></category>

		<category><![CDATA[CerviaAmbiente]]></category>

		<category><![CDATA[Emilia-Romagna]]></category>

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		<description><![CDATA[Dal Delta del Po alla Riserva regionale del Fiume Secchia a Modena. Sette itinerari per altrettante pedalate nel verde in un connubio di benessere, sport e salvaguarda dell'ambiente, rivolto soprattutto ai giovani. Dal 26 aprile al 24 maggio]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!--m--> <img src="http://media.panorama.it/media/foto/2009/04/21/49ed815f120c5_zoom.jpg" alt="bici-salina" width="500" border="0" /><br />
Dal <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Parco_regionale_dei_Gessi_Bolognesi_e_Calanchi_dell%27Abbadessa" target="_blank">Parco dei Gessi bolognesi e Calanchi dell&#8217;Abbadessa</a> a <a href="http://www.parcostirone.it/" target="_blank">quello fluviale regionale dello Stirone</a> (a Salsomaggiore), dal Parco di Forlì e Castrocaro Terme a <a href="http://www.parcodeltapo.it/" target="_blank">quello del Delta del Po</a> o <a href="http://www.parcotaro.it/" target="_blank">del Taro</a> fino alla <a href="http://www.provincia.modena.it/servizi/ambiente/parchi/ita/06.html" target="_blank">Riserva regionale del Fiume Secchia a Modena</a>. Sette aree protette da scoprire, a suon di pedalate per immergersi nel verde dell&#8217;Emilia Romagna.<br />
Rivolto soprattutto ai giovani tra i 14 e i 18 anni, ma aperto a tutti, è il progetto &#8220;<a href="http://www.cerviaambiente.it/bikeago.html" target="_blank">Bike&amp;go!</a>&#8220;, promosso dalla Regione Emilia Romagna - DG Ambiente, nell&#8217;ambito dell&#8217;APQ Giovani del Ministero delle Politiche Giovanili e realizzato dal Comune di Cervia tramite la <a href="http://www.cerviaambiente.it/home.html" target="_blank">Fondazione CerviaAmbiente</a>. Sette itinerari da percorrere in bicicletta per conoscere i parchi emiliani, dal 26 aprile al 24 maggio 2009.<br />
Lo scopo è insegnare le sane abitudini ai ragazzi, che ricevono in regalo la guida sull&#8217;alimentazione <em>In forma e felici</em> (<a href="http://www.carthusiaedizioni.it/home.php?" target="_blank">edizioni Carthusia</a>) e sono seguiti nei percorsi da guide specializzate, che forniscono anche attrezzatura gratuita, se necessaria. In un connubio di benessere, sport e salvaguarda dell&#8217;ambiente, sono previsti anche ristori del palato con degustazioni di prodotti sani tra una pedalata e un tramonto nella natura.<br />
Gli <a href="http://www.cerviaambiente.it/bikeago-tappe.html" target="_blank">appuntamenti</a> sono il 26 aprile per pedalare nel Parco dei Gessi Bolognesi e Calanchi dell&#8217;Abbadessa, a San Lazzaro di Savena (Bo) (23 km); 3 maggio Salsomaggiore Terme e Parco Fluviale Regionale dello Stirone (28 km); 10 maggio Forlì – Castrocaro Terme (25 km); 17 maggio riserva regionale &#8220;Casse di espansione del Fiume Secchia&#8221;, a Rubiera (Mo) (40 km);  17 maggio verso il Po di Goro e la sua foce (Parco del Delta del Po), a Mesola (Fe) (27 km); il 24 maggio al Parco fluviale regionale del Taro, Collecchio (Pr) (20 km); il 24 maggio a Sant&#8217;Alberto (Ra) – Casalborsetti (Parco del Delta del Po) (34 km).</p>
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		</item>
		<item>
		<title>Natura e misticismo: le due anime del Myanmar</title>
		<link>http://blog.panorama.it/viaggi/2009/04/14/natura-e-misticismo-le-due-anime-del-myanmar/</link>
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		<pubDate>Tue, 14 Apr 2009 15:31:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>claudia astarita</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Headlines]]></category>

		<category><![CDATA[myanmar]]></category>

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		<description><![CDATA[Dopo le proteste che per un paio d’anni hanno sconvolto il Myanmar, il Governo locale ha deciso di allentare la morsa sui visti turistici concessi agli stranieri sia per interessi di tipo economico sia per dimostrare che il Paese è ormai tornato alla normalità.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://gallery.panorama.it/gallery/natura_e_misticismo_le_due_anime_del_myanmar/163474_natura_e_misticismo_le_due_anime_del_myanmar.html" title="le due anime del Myanmar"> <!--m--> <img src="http://media.panorama.it/media/foto/2009/03/17/49bfc5305528d_zoom.jpg" alt="le due anime del Myanmar" width="500" border="0" /> </a><br />
<em>(Credits: <a href="http://www.flickr.com/photos/marcveraart/2773532451/" target="_blank"><u>Marc Veraart</u></a> by Flickr)</em>Dopo le proteste che per un paio d’anni hanno sconvolto il <a href="http://www.myanmar-tourism.com/" target="_blank" title="myanmar">Myanmar</a>, il Governo locale ha deciso di allentare la morsa sui visti turistici concessi agli stranieri sia per interessi di tipo economico sia per dimostrare che il Paese è ormai tornato alla normalità. Ecco perchè vale la pena, oggi, di volare in Myanmar per scoprire le abitudini e la storia di una Nazione che ha tanto da raccontare.</p>
<p>Il viaggio ideale parte dallo Stato di Shan, ad Est, dove, arroccato tra le montagne, si apre il <a href="http://asiatours.net/burma/info/inle_lake.html" target="_blank" title="inle">lago Inle</a>. Qui vivono gli Intha, una delle 130 minoranze etniche che popolano il Paese. Le palafitte degli Intha sono talmente alte da ricordare ragni dalle zampe lunghissime, sotto le quali vengono parcheggiate le barche da pesca che navigano grazie al “movimento sincronizzato di una gamba e di un remo”. Si tratta infatti di barchette di legno piccolissime su cui è posizionata una rete conica di legno e dove i pescatori restano in equilibrio su una sola gamba, usando l’altra per muovere il remo. Un paio di volte la settimana tutte queste zattere si riuniscono in un punto del lago per vendere il pescato, assieme a formiche essiccate, sigarette, foglie di betel da masticare e un tofu giallo limone.</p>
<p>Avventurandosi nei sentieri che attraversano la montagna a ridosso del lago si possono raggiungere i villaggi Pa-O (un altro gruppo etnico birmano), dove in una scuola che occupa solo una stanza energici docenti di inglese fanno del loro meglio per insegnare questa lingua a tutta la popolazione.</p>
<p>Se ci si trova in Myanmar, anche <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Mandalay" target="_blank" title="mandalay">Mandalay</a> merita un passaggio. Dopo Yangon, è la seconda città del Paese, oltre che l’ultima capitale prima dell’annessione inglese del 1885. Nel 1922 trascorse un anno a Mandalay anche George Orwell, traendone l’ispirazione per il suo racconto “Giorni in Birmania”.</p>
<p>A poche ore da Mandalay, spostandosi verso ovest, si arriva a <a href="http://www.sacredsites.com/asia/burma/bagan.html" target="_blank" title="bagan">Bagan</a>, città storica fondata nel 1057 da Re Anawrahta. Qui, in poco più di quaranta chilometri quadrati si susseguono centinaia di templi e di stupe, in mezzo ai quali scorre il più grande fiume del Myanmar, l’<a href="http://xoomer.virgilio.it/mturri/mya_irr.htm" target="_blank" title="irrawaddy">Irrawaddy</a>, che regala al sito un’atmosfera magica non così dissimile da quella che avvolge <a href="http://blog.panorama.it/viaggi/2009/02/10/a-siem-reap-per-un-tuffo-nella-cambogia-imperiale/" target="_blank" title="angkor">Angkor Wat</a>, in Cambogia. Ma la stupa più spettacolare resta <a href="http://www.pbase.com/bobtrips/kyaiktiyo&amp;page=2" target="_blank" title="quella">quella di Kyaiktiyo</a>, a cinque ore da Yangon, costruita su una gigantesca roccia dipinta d’oro.</p>
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		</item>
		<item>
		<title>Arte e sapori, un’occasione per scoprire le Marche</title>
		<link>http://blog.panorama.it/viaggi/2009/03/31/arte-e-sapori-unoccasione-per-scoprire-le-marche/</link>
		<comments>http://blog.panorama.it/viaggi/2009/03/31/arte-e-sapori-unoccasione-per-scoprire-le-marche/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 31 Mar 2009 15:15:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>massimo morici</dc:creator>
		
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		<category><![CDATA[Urbino]]></category>

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		<description><![CDATA[Un percorso di eventi e iniziative gastronomiche legate alla parola, alla fotografia, al cinema e alla musica: sarà questo il denominatore comune che unirà fino a luglio quattro città rinascimentali: Urbino, Pesaro, Senigallia e Gubbio ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!--m--> <img src="http://media.panorama.it/media/foto/2009/03/31/49d21f4ee618b_zoom.jpg" alt="Urbino-gromgull" width="500" border="0" /></p>
<p class="gallery_dida">Urbino <em>(Credits: <a href="http://www.flickr.com/photos/gromgull/2643473372/" target="_blank"><u>gromgull</u></a> by Flickr)</em></p>
<p>Scoprire le Marche e un lembo di Umbria in un unico percorso di eventi e iniziative gastronomiche legate alla parola, alla fotografia, al cinema e alla musica. Sarà questo il denominatore comune che unirà fino a luglio quattro città rinascimentali: Urbino, Pesaro, Senigallia e Gubbio (Perugia). Quattro città legate alla figura del duca Federico da Montefeltro, unite nel progetto culturale “<a href="http://www.terradelduca.it/" target="_blank">Terra del Duca</a>”, che ospiteranno da oggi fino a luglio la manifestazione “Tra arte e sapori 2009”. La kermesse terminerà il 26 luglio. A ispirare gli eventi proposti, quattro grandi personaggi della storia dell&#8217;arte marchigiana: Raffaello per Urbino, Gioacchino Rossini per Pesaro, il fotografo Mario Giacomelli per Senigallia e lo stesso Duca Federico per Gubbio. La città ducale propone un percorso tra pittura, letteratura e cucina rinascimentale. “Si parte dalla mostra di Raffaello fino alle letture di Paolo Volponi – spiega Lella Mazzoli, assessore al Turismo di Urbino - per imparare a gustare la crescia di Urbino, per la quale chiediamo il marchio dop”. Senigallia, invece, presenta un percorso tra fotografia e prodotti locali, tra cui la rinnomata cucina di pesce. “Il nostro sarà un percorso interessante – aggiunge Luana Angeloni, sindaco di Senigallia - caratterizzato da prodotti del territorio assieme alla fotografia dei luoghi cari a Mario Giacomelli”. Pesaro punta tutto su Rossini e l&#8217;opera lirica. “Il maestro – racconta Luca Pieri, assessore al Turismo di Pesaro - era anche un appassionato di cucina. Riproporremo i piatti cari al nostro compositore. L&#8217;appuntamento clou sarà il processo al Rossini Gourmet alla Villa Caprile”. Si inizia oggi a Pesaro (fino a domenica 29 marzo) con un viaggio alla scoperta dei piatti rossiniani nei vari ristoranti della città. Dal 4 al 13 aprile a Senigallia appuntamento con la mostra fotografica “Paesaggi di carne” (agli ex Macelli in piazza Manni) di Giovanni Ghiandoni. Domenica 5 aprile, si torna a Pesaro con la degustazione di vini e specialità dei quattro castelli che circondano la città. Dal 27 al 30 aprile a Senigallia, la manifestazione “Azzurro come il mare” è incentrata, invece, sui piatti di pesce locali. Urbino propone una combinazione tra cibo e parole con incontri e letture nei luoghi cari a Raffaello; previsti ospiti d&#8217;eccezione quali Massimo Raffaeli (18 aprile), Umberto Piersanti (2 maggio), Roberto Galaverni (30 maggio) e Claudio Strinati (11 luglio). La manifestazione si conclude a Senigallia con “Cucine di borgo” dal 24 al 26 luglio.</p>
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		</item>
		<item>
		<title>Giro del mondo ecologico, dalla lentezza del Laos al cargo per le Americhe</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Mar 2009 16:54:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>simona.santoni</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Headlines]]></category>

		<category><![CDATA[Bangkok]]></category>

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		<category><![CDATA[Laos]]></category>

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		<category><![CDATA[Singapore]]></category>

		<category><![CDATA[Thailandia]]></category>

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		<description><![CDATA[Da Mumbay alla Malesia raggiunta dolcemente via mare, attraverso la cruenta festa induista del Thaipusam, fino ai ritmi morbidi laotiani dove tutto è rallentato, "come Bangkok in moviola". Prosegue il viaggio via terra di Eddy Cattaneo, con lo sguardo rivolto al Nuovo Mondo]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!--m--> <img src="http://media.panorama.it/media/foto/2009/03/25/49ca5939da98a_zoom.jpg" alt="bombay_eddy" width="500" border="0" /></p>
<p><em>Mumbay, foto del viaggio di Eddy Cattaneo</em></p>
<p>Guilin, Cina del sud. Dopo oltre sei mesi di viaggio qui ritroviamo Eddy, ora alle prese con piccoli problemi organizzativi, in attesa di capire quale sia il miglior modo per arrivare in America prendendo un cargo. Alle spalle ha lasciato il Laos, - &#8220;un altro mondo, fuori da tutto&#8221;, ci dice -, dopo una decina di giorni passati senza alcuna comunicazione e senza poter aggiornare il suo blog <a href="http://mondoviaterra.blogspot.com/" target="_blank">Mondoviaterra</a>,  diario di viaggio dove racconta con allegria e ilarità le sue avventure.<br />
Partito da Recco il 15 settembre 2008, il &#8220;nostro&#8221; <a href="http://blog.panorama.it/viaggi/2008/09/14/il-giro-del-mondo-ecologico-parte-da-recco/">Eddy Cattaneo</a> ha lasciato tutto per un giro del mondo ecologico in solitaria, via terra, evitando gli inquinanti aerei, e <em>Panorama.it</em> sta puntualmente seguendo il suo tragitto. E non è il solo. Anche <a href="http://www.radio.rai.it/radio2/caterueb2006/" target="_blank">Caterpillar</a>, nota trasmissione di Radio2, presto farà intervenire in diretta il novello <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Il_giro_del_mondo_in_80_giorni_(romanzo)" target="_blank">Phileas Fogg</a> (venerdì 27 marzo alle 19.15); in realtà c&#8217;aveva già provato il 13 marzo ma senza successo: &#8220;Ero in attesa, sentivo la radio in diretta e il segnale è scomparso, probabilmente un fulmine ha colpito l&#8217;unico ripetitore della zona e ci siamo ritrovati completamente isolati&#8221; sorride Eddy.</p>
<p>Sguardo rivolto verso il Nuovo Mondo, dopo lo stato federato indiano del <a href="http://blog.panorama.it/viaggi/2009/01/27/giro-del-mondo-ecologico-in-india-tra-bramini-avidi-e-guru-incuranti-del-superfluo/">Rajasthan</a>, dove lo avevamo lasciato, Eddy è passato per il <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Gujarat" target="_blank">Gujarat</a>, l&#8217;immancabile <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Bombay" target="_blank">Mumbay</a> (Bombay), <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Fort_Kochi" target="_blank">Fort Kochi</a> e <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Varkala" target="_blank">Varkala</a> (stato indiano del <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Kerala" target="_blank">Kerala</a>), <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Kanyakumari" target="_blank">Kanyakumari</a> e <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Chennai" target="_blank">Chennai</a> (stato indiano del <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Tamil_Nadu" target="_blank">Tamil Nadu</a>), per poi lasciare l&#8217;India &#8220;nella maniera più morbida e salata, via mare&#8221;, imbarcandosi sul cargo container La Tiger Breeze verso la Malesia. E qui ecco <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Kuala_Lumpur" target="_blank">Kuala Lumpur</a>, e poi <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Singapore" target="_blank">Singapore</a>, dove &#8220;come ti muovi c&#8217;è una multa che ti aspetta&#8221;, e ancora Malesia a <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/George_Town_(Malesia)" target="_blank">George Town</a>, fino in Thailandia all&#8217;isola tropicale <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Ko_Phi_Phi_Don" target="_blank">Ko Phi Phi</a>, <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Bangkok" target="_blank">Bangkok</a> e <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Chiang_Mai" target="_blank">Chiang Mai</a>, e poi Laos centrale e meridionale per arrivare a <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Yunnan" target="_blank">Yunnan</a> e <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Guilin" target="_blank">Guilin</a>, ancora Cina. Prima si era lasciato alle spalle Austria, Repubblica Ceca, Polonia, Lettonia, Russia, Kazakhistan, Uzbekistan, Kyrgyzstan, altre regioni della Cina, Pakistan, ancora India e Nepal. (<a href="http://maps.google.com/maps/ms?ie=UTF8&amp;hl=it&amp;t=h&amp;oe=UTF8&amp;msa=0&amp;msid=107157997102517140587.000463e64e8e791e78501&amp;num=200&amp;start=11&amp;ll=7.928675,98.789063&amp;spn=20.008183,26.411133&amp;z=5" target="_blank">Qui il suo percorso su Google Map</a>).<br />
Un contrattempo alla frontiera Thailandia-Laos, dove Eddy è arrivato con il visto scaduto da due giorni e per di più con data di scadenza 29 febbraio 2009: peccato che l&#8217;anno in corso non sia bisestile&#8230; Ma dopo alcune - e anche più di alcune - incomprensioni con i doganieri, la faccenda si è risolta.<br />
Nel suo affascinante viaggio &#8220;a contatto con la Natura, senza bucarla dall&#8217;alto&#8221;, dopo aver già sperimentato<br />
dai classici treno e bus (anche se una volta seduto sul tetto) ai marshrutka (furgoncini tipici nell&#8217;ex Urss usati per piccoli spostamenti), dal carretto trainato da un cavallo ai ciclorisciò all&#8217;elefante, ora alla strana lista di mezzi di trasporto può aggiungere ogni tipo di barca, dal barcone con veranda per un viaggio di due giorni lungo il Mekong dal confine con la Thailandia fino a Luang Prabang in Laos, alla barchetta che imbarcava acqua da tutte le parti per andare sulle isole al confine con la Cambogia, fino al rivertaxi! &#8220;E da Luang Prabang fino a Vientiane sono sceso in kayak!&#8221; esclama Eddy. &#8220;Poi ho affittato uno scooter per qualche giorno nel Laos centrale e ho preso uno sleeper bus zeppo di cinesi, con tre file di letti a castello (tre file in un bus!) con cinesini che russavano comodi comodi e tre occidentali rannicchiati nella specie di culla che ci hanno assegnato&#8221;.<br />
Il suo palato ha sperimentato di tutto, dal Som Tam, ovvero insalata di papaya con peperoncino e lime, alla zuppa di noodle (vermicelli di riso), uova, verdura, peperoncino e trippa (per colazione!). &#8220;La pizza non mi manca per ora&#8221; ci dice, &#8220;ma sono sempre più convinto che il cibo italiano sia quello che preferisco&#8221;.<br />
I suoi occhi sono carichi di esperienze ed echi di tradizioni secolari. In Malesia ha assistito al <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Thaipusam" target="_blank">Thaipusam</a>, la più spettacolare manifestazione induista del Paese, &#8220;talmente cruenta nei suoi riti masochisti da essere bandita anche nel <em>tuttopermesso</em> India. Body piercing mistico&#8221;, scrive nel blog. Della gente laotiana l&#8217;ha invece colpito &#8220;la lenta lenta lenta lentezza&#8221;: &#8220;Nessuno corre. Tutto è rallentato, in slow motion, come Bangkok in moviola&#8221;.<br />
In Thailandia si è imbattuto in &#8220;donne-giraffe&#8221; moderne in blu jeans e t-shirt, Karen dell&#8217;etnia Paduang: &#8220;Ventiquattro anelli di ottone impilati a formare un tubo dorato alto una trentina di centimetri. Dentro c&#8217;è un collo&#8221;.<br />
Tra questi luoghi lontani Eddy ha cercato di sfoggiare un po&#8217; di cultura italiana (e anche un po&#8217; di tecniche da latin lover?): &#8220;A Tham Khoum Khan in mezzo allo spettacolare paesaggio di montagne tutte tagliuzzate a sega ma assolutamente fuori dal mondo, nell&#8217;unico ristorantino locale, grazie al <em>Ballo di San Vito</em> di Capossela, ho cercato di insegnare la tarantella alla ragazza con cui stavo cenando tra le risate sue e dei gestori, sbagliando o inventando i passi&#8230; ma tanto loro la tarantella non la conoscono&#8221;.  E se la ride.</p>
<p>Chissà se intanto ci sono novità sul cargo per le Americhe&#8230; <strong>Lo sapremo nel prossimo appuntamento mensile, quando arriverà il consueto aggiornamento sul giro del mondo via terra.</strong></p>
<p><!--m--> <img src="http://media.panorama.it/media/foto/2009/03/25/49ca594704c55_zoom.jpg" alt="singapore_eddy" width="500" border="0" /></p>
<p><em>Singapore, foto del viaggio di Eddy Cattaneo</em></p>
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		<title>Alla scoperta dell’Antartide, un continente pieno di sorprese</title>
		<link>http://blog.panorama.it/viaggi/2009/03/23/alla-scoperta-dellantartide-un-continente-pieno-di-sorprese/</link>
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		<pubDate>Mon, 23 Mar 2009 15:07:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>claudia astarita</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Headlines]]></category>

		<category><![CDATA[Antartide]]></category>

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		<description><![CDATA[Un paesaggio che supera ogni immaginazione, dove blocchi di ghiaccio giganteschi galleggiano come grattacieli rovesciati e dove il turismo è comparso solo da pochissimi anni. <a href="http://gallery.panorama.it/gallery/alla_scoperta_dellantartide_un_continente_pieno_di_sorprese/163556_alla_scoperta_dellantartide_un_continente_pieno_di_sorprese.html">Guarda la <strong>GALLERY</strong></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://gallery.panorama.it/gallery/alla_scoperta_dellantartide_un_continente_pieno_di_sorprese/163564_alla_scoperta_dellantartide_un_continente_pieno_di_sorprese.html" title="Alla scoperta dell'Antartide: un continente pieno di sorprese"> <!--m--> <img src="http://media.panorama.it/media/foto/2009/03/18/49c0c585e3a0b_zoom.jpg" alt="Alla scoperta dell'Antartide: un continente pieno di sorprese" border="0" width="500" /> </a></p>
<p class="gallery_titolo"> <a href="http://gallery.panorama.it/gallery/alla_scoperta_dellantartide_un_continente_pieno_di_sorprese/163556_alla_scoperta_dellantartide_un_continente_pieno_di_sorprese.html">Guarda la <strong>GALLERY</strong></a></p>
<p>I mesi invernali sono in genere considerati i migliori per i viaggi in <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Antartide" title="Antartide">Antartide</a>, quelli in cui i turisti possono approfittare del periodo dell’accoppiamento dei pinguini per fotografarli quando si corteggiano con voci stridule e mostrando un petto gonfio e prestante. Ma le tentazioni del continente bianco vanno ben oltre il fascino di questi graziosi animali dal portamento bizzarro e divertente. È il paesaggio che per primo supera qualsiasi immaginazione. Nella zona del Mar Weddell, blocchi di ghiaccio giganteschi galleggiano come grattacieli rovesciati lungo quella che viene comunemente chiamata Iceberg Alley. Spostandosi in kayak lungo la Baia Paradiso si possono invece osservare sculture di ghiaggio che ricordano archi, cigni e fiori di loto.</p>
<p>Se il continente bianco conserva ancora oggi storie e memorie degli impavidi esploratori che hanno cercato di esplorarlo nei secoli, il turismo è comparso da queste parti solo alla fine degli anni Sessanta, quando <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Lars-Eric_Lindblad" target="_blank" title="lars">Lars Lindbald</a>, esploratore americano di origini svedesi e fondatore della <a href="http://www.expeditions.com/" target="_blank" title="expedition">Lindbald Expeditions</a>, vi accompagnò il primo gruppo di visitatori-esploratori.</p>
<p>Ancora oggi, per proteggere il delicato ecosistema locale, l’Associazione Internazionale dei Tour Operator dell’Antartide non permette di trasportare sul continente bianco più di cento turisti a viaggio. Numeri piccoli permettono di navigare su imbarcazioni di medie dimensioni, dalle quali è più facile osservare i movimenti della fauna locale. A molti piace ammirare i pinguini che saltano da un pezzo di ghiaccio all’atro per poi sprofondare sotto una montagna di neve se spaventati da una foca che nuota indisturbata nelle acque circostanti. Per non parlare del monitoraggio dei movimenti della balene nella famosissima Baia dei balenieri, o dell’opportunità di immergersi nelle acque geotermali del continente dopo essersi arrampicati su montagne di ghiaccio.</p>
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		</item>
		<item>
		<title>Sulle Dolomiti risalendo le piste da sci in elicottero</title>
		<link>http://blog.panorama.it/viaggi/2009/03/16/sulle-dolomiti-risalendo-le-piste-da-sci-in-elicottero/</link>
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		<pubDate>Mon, 16 Mar 2009 16:54:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>simona.santoni</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Headlines]]></category>

		<category><![CDATA[dolomiti]]></category>

		<category><![CDATA[elicottero]]></category>

		<category><![CDATA[Heliski]]></category>

		<category><![CDATA[sci]]></category>

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		<description><![CDATA[Tutti i weekend di marzo e aprile a Folcade è possibile, letteralmente, "volare sopra la neve". Grazie all'heliski, per fuoripista e <em>freeride</em> mozzafiato]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!--m--> <img src="http://media.panorama.it/media/foto/2009/03/13/49ba98629e561_zoom.jpg" alt="Heliski" width="500" border="0" /></p>
<p>Nonostante sia marzo e si intravveda qua e là un odor di primavera, sulle Dolomiti la neve non ne vuol sapere di venir meno. Per la gioia degli sciatori. E per gioia ulteriore degli stessi, soprattutto di quelli che non amano le file agli impianti di risalita o che sono appassionati di avventura, sulle montagne di Falcade c&#8217;è una nuova attrazione sportiva: un elicottero bello pronto per portare in vetta e dar poi la possibilità di solcare discese mozzafiato.<br />
Tutti i week-end di marzo e aprile infatti, le piste delle Dolomiti si risalgono in elicottero. La <a href="http://www.scuolasciequipe.it/heliski.htm" target="_blank">Scuola di Sci e snowboard Equipe</a> di Falcade per dare un arrivederci a questa stagione invernale porta la moda sportiva dell&#8217;Heliski, la pratica dello sci fuoripista e <em>freeride</em> che utilizza l&#8217;elicottero come mezzo di risalita. È possibile quindi &#8220;volare sopra le piste&#8221; per poi affrontare discese incontaminate con la guida esperta dei maestri della scuola di sci e guide alpine XMountain, per esplorare il paesaggio lontano dagli impianti sciistici.</p>
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		</item>
		<item>
		<title>Negli Stati Uniti ricordando Edgar Allan Poe</title>
		<link>http://blog.panorama.it/viaggi/2009/03/11/negli-stati-uniti-ricordando-edgar-allan-poe/</link>
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		<pubDate>Wed, 11 Mar 2009 15:02:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mariazuppello</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Headlines]]></category>

		<category><![CDATA[Baltimora]]></category>

		<category><![CDATA[Boston.-Richmond]]></category>

		<category><![CDATA[Edgar-Allan-Poe]]></category>

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		<category><![CDATA[Il-corvo]]></category>

		<category><![CDATA[stati-uniti]]></category>

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		<description><![CDATA[Il mito dello scrittore, a 200 anni dalla nascita, ispira nuovi itinerari turistici che permettono di attraversare il paese con gli occhi lucidi e penetranti della sua scrittura. E i festeggiamenti in onore dell’ autore de Il Corvo proseguono per tutto il 2009.<a href="http://gallery.panorama.it/gallery/negli_states_ricordando_edgar_allan_poe/162124_negli_states_ricordando_edgar_allan_poe.html"><strong>Guarda la GALLERY</strong></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://gallery.panorama.it/gallery/negli_states_ricordando_edgar_allan_poe/162124_negli_states_ricordando_edgar_allan_poe.html" title="Negli States ricordando Edgar Allan Poe"> <!--m--> <img src="http://media.panorama.it/media/foto/2009/03/09/49b5428a55b98_zoom.jpg" alt="Negli States ricordando Edgar Allan Poe" width="500" border="0" /> </a></p>
<p><a href="http://gallery.panorama.it/gallery/negli_states_ricordando_edgar_allan_poe/162124_negli_states_ricordando_edgar_allan_poe.html"><strong>Guarda la GALLERY</strong></a></p>
<p>Era il 19 gennaio del 1809. Da quella data di nascita sono passati duecento anni e qualche settimana. Eppure il mito di Edgar Allan Poe e della sua letteratura, inquieta, nera, a volte definita dell’orrore, a volte gotica ma sempre impropriamente perchè ai geni non è possibile incollare etichette è più che vivo che mai. E adesso ispira anche nuovi itinerari che permettono di attraversare gli Stati Uniti con gli occhi lucidi e penetranti della sua scrittura. Per la cronaca i festeggiamenti in onore dell’indimenticabile autore de Il Corvo proseguono per tutto il 2009. Ognuno scelga, dunque, la sua stagione e troverà il calendario più adatto alla propria agenda.<br />
Si può sicuramente cominciare da Boston dove Poe nacque anche se le biografie dicono che in realtà fu allevato e crebbe a Richmond in Virginia. E parlano poi di una maturità vissuta tra Baltimora, Filadelfia e New York. Insomma, le principali città d’America costruiscono la geografia di questo grande scrittore ed eventi ad hoc sono previsti ciascuna di esse. A Boston, <a href="http://www.bc.edu/schools/cas/english/poe2009.html" target="_blank" title="Il sito del Boston College">il Boston College ospiterà conferenze di docenti accademici e esperti di Poe</a> nonchè la presentazione di un film statunitense ispirato alla vita dello scrittore.<br />
<a href="http://www.poe200th.com/" target="_blank" title="Il sito con il calendario delle iniziative di Richmond">A Richmond</a> da non perdere è un giro <a href="http://www.poemuseum.org" target="_blank" title="Il sito del museo">nel Museo Edgar Allan Poe</a> che ospita una delle collezioni più importanti relative a colui che fu definito lo Shakespeare d’America.<br />
<a href="http://www.nps.gov/edal" target="_blank" title="Il sito con il programma di Filadelfia">A Filadelfia</a>, invece, una sosta la merita il Sito Storico Nazionale Edgar Allan Poe, ospitato in una casa che lo scrittore affittò per anni.<br />
Infine <a href="http://www.eapoe.org/index.htm" target="_blank" title="Il sito con il calendario di Baltimora">a Baltimora</a> il prossimo 7 ottobre, data della sua morte avvenuta in circostanze misteriose, è in programma una cerimonia funebre in suo onore per dare a Poe quel funerale dignitoso che non ebbe. Un’occasione per un pellegrinaggio al primo sito della tomba dello scrittore vicino la chiesetta Westminster Hall, i resti furono infatti spostati in un altro cimitero della città nel 1875, dove ogni anno un visitatore misterioso lascia mezza bottiglia di cognac e 3 rose rosse.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Acqua cristallina e vegetazione tropicale: il nuovo Eden si trova a El Nido</title>
		<link>http://blog.panorama.it/viaggi/2009/03/02/acqua-cristallina-e-vegetazione-tropicale-il-nuovo-eden-si-trova-a-el-nido/</link>
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		<pubDate>Mon, 02 Mar 2009 15:46:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>claudia astarita</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Headlines]]></category>

		<category><![CDATA[bacuit]]></category>

		<category><![CDATA[el-nido]]></category>

		<category><![CDATA[Filippine]]></category>

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		<description><![CDATA[Per sentirsi completamente isolati dal mondo e ad un passo dal paradiso c'è un'isola di origine vulcanica nell'arciperago di Bacuit, Filippine. <strong><a href="http://gallery.panorama.it/gallery/acqua_cristallina_e_vegetazione_tropicale_il_nuovo_eden_si_t/143841_acqua_cristallina_e_vegetazione_tropicale_il_nuovo_eden_si_trova_a_el_nido.html">Guarda la GALLERY</a></strong>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://gallery.panorama.it/gallery/acqua_cristallina_e_vegetazione_tropicale_il_nuovo_eden_si_t/143841_acqua_cristallina_e_vegetazione_tropicale_il_nuovo_eden_si_trova_a_el_nido.html" title="il nuovo Eden si trova a El Nido"> <!--m--> <img src="http://media.panorama.it/media/foto/2008/11/14/491d8e6821f78_zoom.jpg" alt="il nuovo Eden si trova a El Nido" width="500" border="0" /> </a></p>
<p class="gallery_titolo"> <strong><a href="http://gallery.panorama.it/gallery/acqua_cristallina_e_vegetazione_tropicale_il_nuovo_eden_si_t/143841_acqua_cristallina_e_vegetazione_tropicale_il_nuovo_eden_si_trova_a_el_nido.html">Guarda la GALLERY</a></strong></p>
<p>Avete mai pensato di volare in un’isola sperduta per sentirvi completamente isolati dal resto del mondo e allo stesso tempo in paradiso? Beh, allora <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/El_Nido,_Palawan" target="_blank" title="el nido">El Nido </a>è quello che fa per voi.</p>
<p><a href="http://www.elnidotourism.com/" target="_blank" title="andare">Per andare a El Nido bisogna amare il mare</a>: l’isoletta si trova infatti nel bel mezzo dell’arcipelago di Bacuit, arroccata tra una baia piena di piccoli atolli e scogliere calcaree mozzafiato. Dal momento che tutte le isole delle Filippine sono di origine vulcanica, l’acqua è sempre calda e cristallina, i fondali strapieni di pesci e coralli dai colori smaglianti, e la sabbia fine e bianchissima. Tanti sono i turisti che prendono in prestito i <em>bangka</em> –piccole imbarcazioni a remi- dai pescatori locali per spostarsi da un’isoletta all’altra, approfittando per fare qualche immersione qua e là e spezzare la giornata con un lungo picnic in spiaggette semi deserte.</p>
<p>Sempre a El Nido, durante la stagione secca, vale a dire da gennaio a maggio, non è raro vedere piccoli gruppi di filippini arrampicarsi sulle ripide scogliere per raccogliere nidi di rondine da rivendere ai ristoranti degli alberghi. Se poi ci si stanca di passeggiare sempre sul medesimo lembo di spiaggia, è facile partire alla scoperta delle isolette vicine: con la bassa marea si può sbarcare sulla Snake Island, una lunga stirscia di sabbia che con l’alta marea resta sommersa dal mare. Intanalua, invece, piace per le sue due spiagge di sabbia bianca e la vegetazione tropicale. La Small Lagoon, la Big Lagoon e la Secret Lagoon sono in genere avvicinate da chi ama le immersioni per vedere da vicino pesci e coralli. Ancora, molto caratteristica è la gita a Cathedral, un enorme faraglione con pinnacoli di roccia vulcanica sotto i quali si nasconde il passaggio per accedere a una grotta, mentre nelle isole Mantiloc e Tapiutan Palilo Beach e la baia di Binagculang non hanno nulla da invidiare a qualunque altro paradiso terrestre.</p>
<p>En Nido è pieno di resort, <em>cottages</em> e <em>bungalow</em> pronti a soddisfare le esigenze di tutti i visitatori, anche quelle relative all’organizzazione del viaggio. A El Nido, infatti, si può arrivare in barca, in autobus, in macchina, in aereo, ma tutti gli spostamenti sono gestiti da agenzie locali, come <a href="http://www.elnidoboutiqueandartcafe.com/faq.html" target="_blank" title="el nido">l’El Nido Boutique and Art Café</a>, in cui uno staff particolarmente dinamico è in grado di risolvere ogni tipo di inconveniente.</p>
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		</item>
		<item>
		<title>Viaggio mozzafiato tra le onde di Shark Bay</title>
		<link>http://blog.panorama.it/viaggi/2009/02/20/viaggio-mozzafiato-tra-le-onde-di-shark-bay/</link>
		<comments>http://blog.panorama.it/viaggi/2009/02/20/viaggio-mozzafiato-tra-le-onde-di-shark-bay/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 20 Feb 2009 15:36:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>claudia astarita</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Headlines]]></category>

		<category><![CDATA[australia]]></category>

		<category><![CDATA[shark-bay]]></category>

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		<description><![CDATA[La costa occidentale australiana a nord di Perth è un succedersi di incantevoli scoperte sopra e sotto il mare, tanto da essere stata proclamata dall'Unesco Patrimonio dell'umanità. Guarda la <strong><a href="http://gallery.panorama.it/gallery/viaggio_mozzafiato_tra_le_onde_di_shark_bay/152434_viaggio_mozzafiato_tra_le_onde_di_shark_bay.html">GALLERY</a></strong>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://gallery.panorama.it/gallery/viaggio_mozzafiato_tra_le_onde_di_shark_bay/152444_viaggio_mozzafiato_tra_le_onde_di_shark_bay.html" title="Viaggio mozzafiato tra le onde di Shark Bay"> <!--m--> <img src="http://media.panorama.it/media/foto/2009/01/13/496c7ac71d5cb_zoom.jpg" alt="Viaggio mozzafiato tra le onde di Shark Bay" width="500" border="0" /> </a><br />
Guarda la <strong><a href="http://gallery.panorama.it/gallery/viaggio_mozzafiato_tra_le_onde_di_shark_bay/152434_viaggio_mozzafiato_tra_le_onde_di_shark_bay.html">GALLERY</a></strong></p>
<p>Con i suoi 1.500 chilometri di insenature, <a href="http://www.sharkbay.asn.au/" target="_blank" title="shark">Shark Bay</a>, lungo la costa occidentale dell’Australia, 850 chilometri a nord di Perth, riesce a sorprendere i viaggiatori più esperti e gli avventurieri più esigenti. Immaginare il paesaggio di Shark Bay è semplice: basta chiudere gli occhi e pensare a una distesa in cui il mare, il cielo e il deserto convivono insieme, creando una curiosa contrapposizione cromatica nei toni dell’azzurro, del turchese e dell’arancione.</p>
<p>Anche i rappresentanti dell’<a href="http://portal.unesco.org/en/ev.php-URL_ID=29008&amp;URL_DO=DO_TOPIC&amp;URL_SECTION=201.html" target="_blank" title="unesco">UNESCO</a> sono rimasti talmente sbalorditi da questo paesaggio da scegliere di inserirlo tra i luoghi naturali tutelati come patrimonio dell’umanità. Nell’area di Shark Bay convivono almeno 323 specie di pesci, 218 di molluschi bivalvi, sette animali marini, 230 uccelli, 37 mammiferi e un centinaio di rettili. Quanto basta per renderla un paradiso dal punto di vista della varietà della fauna.</p>
<p>Come sempre, i mammiferi che i turisti riescono a vedere più da vicino sono i delfini: al <a href="http://www.monkeymia.com.au/site/" target="_blank" title="mia">Monkey Mia</a>, uno dei resort più famosi di Shark Bay, è possibile entrare in acqua per dare dai mangiare ai mammiferi marini. Il pasto dei delfini viene servito in tre diversi momenti della giornata, ma il più affollato è quello del mattino.</p>
<p>Impossibile lasciare Shark Bay senza aver provato <em>l’Aqua Rush Tour</em>: 80 miglia nautiche (148 chilometri circa) di navigazione a una media di 90 chilometri orari con una piccola barca spinta da due motori da 225 cavalli. In realtà, <em>l’Aqua Rush Tour</em> non è sempre così mozzafiato come viene descritto. Se il mare è calmo, si trasforma in un percorso divertente e pur sempre rapidissimo, ma con poche emozioni forti. Se invece l’oceano è mosso, lascia nei turisti un ricordo indelebile. Dopo aver incrociato delfini, gabbiani, tartarughe e balenottere, e prima che la guida attracchi in un’isoletta nel bel mezzo della baia per gustare una tazza di te&#8217;, capita spesso che l’imbarcazione su cui si spostano i turisti venga travolta dalle onde. Non è pericoloso se la guida conosce a memoria tutte le insenature di Shark Bay, ma chi vi si trova immerso per la prima volta si sente perso nel momento in cui viene spintonato e poi guidato da un’onda gigantesca che non può controllare in alcun modo. Provare per credere.</p>
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		</item>
		<item>
		<title>Si chiamano Heuhotels i nuovi alberghi dove rigenerarsi nel fieno</title>
		<link>http://blog.panorama.it/viaggi/2009/02/13/si-chiamano-heuhotels-i-nuovi-alberghi-dove-rigenerarsi-nel-fieno/</link>
		<comments>http://blog.panorama.it/viaggi/2009/02/13/si-chiamano-heuhotels-i-nuovi-alberghi-dove-rigenerarsi-nel-fieno/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 13 Feb 2009 11:24:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mariazuppello</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Headlines]]></category>

		<category><![CDATA[Baviera]]></category>

		<category><![CDATA[fieno]]></category>

		<category><![CDATA[germania]]></category>

		<category><![CDATA[giacigli]]></category>

		<category><![CDATA[mucche]]></category>

		<category><![CDATA[turismo-ecologico]]></category>

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		<description><![CDATA[Spartane ma affascinanti, le strutture tedesche e austriache propongono una vacanza tutta all'insegna del contatto molto ravvicinato con la natura]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://gallery.panorama.it/gallery/vacanze_al_fieno/155442_vacanze_al_fieno.html" title="Vacanze al fieno"> <!--m--> <img src="http://media.panorama.it/media/foto/2009/01/29/4981962d8f2f2_zoom.jpg" alt="Vacanze al fieno" width="500" border="0" /> </a></p>
<p class="gallery_titolo"> <strong><a href="http://gallery.panorama.it/gallery/vacanze_al_fieno/155440_vacanze_al_fieno.html">Guarda la GALLERY</a></strong></p>
<p>Dormire nel fieno per riscoprire la natura e un diverso rapporto con il sonno. E’ la moda, oltre che la sfida, dilagante in questi mesi in Germania. E oltre al fieno, inutile a dirsi, perché il quadro sia completo e il più fedele possibile ai canoni di madre natura, anche mucche, vitellini e colline nelle vicinanze.<br />
Si chiamano <a href="http://www.heuhotels.de/" target="_blank" title="Il sito degli hotel del fieno">heuhotels</a>, hotel del fieno appunto e in teoria vanno bene per tutte le stagioni anche se d’inverno il loro tepore è ancora più appetibile. Non sono a 5 stelle ma quello che offrono è servizio unico e irripetibile, ovvero poter trascorrere una o più notti al caldo di un giaciglio di fieno. Le opzioni, a seconda degli alberghi, sono molteplici. Si va da loft aperti in cui si condivide il proprio spazio con altri turisti ad ambienti più raccolti in cui chi vuole può gustare anche un bicchiere di vino. Quasi tutti gli hotel del fieno, però, chiedono al turista di portarsi da casa lenzuola e asciugamani perchè la vita della campagna si sa è nota per la sua frugalità. <a href="http://www.salderatzen.de/" target="_blank" title="Il sito dell'hotel">Tra gli alberghi più curiosi l’ Herrenhaus Salderatzen</a> nell’omonimo villaggio, a circa 100 km da Amburgo. Può ospitare in una grande stalla una quarantina di clienti che oltre a provare l’insolita sistemazione pagano al giorno solo 14 euro a persona. <a href="http://www.kleyhauers-ferienbauernhof.de" target="_blank" title="Il sito dell'hotel">Da non perdere neanche il Kleyhauers</a>, non lontano dal mare del Nord e diretto da un ex attivista di Greenpeace. Qui chi vuole per poco più 40 euro può ottenere addirittura una suite nuziale ovvero una piccola piattaforma di fieno per due e, per festeggiare, una caraffa di sekt, uno spumante locale. La mattina una tazza di latte fresco appena munto è uno dei must dell’hotel. Benché il luogo sia spartano pare che il successo sia notevole visto che ogni anno una ventina di coppie decidono di festeggiare in questo modo la prima notte di nozze. In Baviera invece, ma solo d’estate con la bella stagione a Bad Kissingen <a href="http://www.bett-im-kornfeld.de/" target="_blank" title="Il sito dell'hotel">nell’albergo Bett im Kornfeld</a> si può letteralmente dormire a cielo aperto in un campo di grano. 19 giacigli sono a disposizione dei clienti per 15 euro. Le stelle quelle sono fuori dal conto ma lo spettacolo che fanno ogni notte è una sorpresa che vale la pena di gustarsi ad occhi aperti.</p>
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		</item>
		<item>
		<title>A Siem Reap, per un tuffo nella Cambogia imperiale</title>
		<link>http://blog.panorama.it/viaggi/2009/02/10/a-siem-reap-per-un-tuffo-nella-cambogia-imperiale/</link>
		<comments>http://blog.panorama.it/viaggi/2009/02/10/a-siem-reap-per-un-tuffo-nella-cambogia-imperiale/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 10 Feb 2009 12:21:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>claudia astarita</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Headlines]]></category>

		<category><![CDATA[Angkor-Thom]]></category>

		<category><![CDATA[Angkor-Wat]]></category>

		<category><![CDATA[cambogia]]></category>

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		<description><![CDATA[Chiunque visiti il paese orientale non può fare a meno di includere nel proprio itinerario una tappa a Siem Reap per ammirare le rovine dei templi di Angkor Wat e Angkor Thom. Magari a bordo di un risciò a motore. Guarda la <strong><a href="http://gallery.panorama.it/gallery/a_siem_reap_per_un_tuffo_nella_cambogia_imperiale/154494_a_siem_reap_per_un_tuffo_nella_cambogia_imperiale.html">GALLERY</a></strong>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://gallery.panorama.it/gallery/a_siem_reap_per_un_tuffo_nella_cambogia_imperiale/154502_lingresso_del_tempio_di_angkor_wat.html" title="L'ingresso del tempio di Angkor Wat"> <!--m--> <img src="http://media.panorama.it/media/foto/2009/01/23/4979a87244615_zoom.jpg" alt="L'ingresso del tempio di Angkor Wat" width="500" border="0" /> </a></p>
<p class="gallery_dida"> <em>(Credits: Marco Cerbo)</em></p>
<p>Guarda la <strong><a href="http://gallery.panorama.it/gallery/a_siem_reap_per_un_tuffo_nella_cambogia_imperiale/154494_a_siem_reap_per_un_tuffo_nella_cambogia_imperiale.html">GALLERY</a></strong></p>
<p>C’è chi va in <a href="http://www.tourismcambodia.com/" target="_blank" title="cambogia">Cambogia per osservarne i paesaggi</a>, chi per confrontarsi con la memoria di un <a href="http://freeweb.dnet.it/liberi/cambogia/cambogia.htm" target="_blank" title="genocidio">terribile genocidio </a>che ha lasciato tracce in ogni angolo del Paese, ma non c’è turista che non inserisca nel proprio itinerario una tappa a Siem Reap per ammirare le rovine dei templi di Angkor Wat, Angkor Thom e di vari altri siti, più piccoli ma non per questo meno belli.</p>
<p>L’ideale per visitarli tutti è quello di affidarsi a un autista di tuk tuk, un risciò a motore, e farsi portare in giro, a non più di quindici dollari americani, per tutta la giornata. In caso di pioggia, aggiungendo dieci dollari si può affittare una più comoda automobile, anche se per ammirare la natura circostante e per osservare gli spaccati di vita cambogiana lungo il tragitto il tuk tuk è ideale. In alternativa, i siti più vicini possono essere raggiunti anche in bicicletta, da affittare in albergo a una tariffa che oscilla tra uno e due dollari al giorno.</p>
<p>Tra le centinaia di templi che sorgono nell’area di Siem Reap, il più spettacolare è senza dubbio quello di <a href="http://www.sacredsites.com/asia/cambodia/angkor_wat.html" target="_blank" title="wat">Angkor Wat</a>. La civiltà Khmer ha conservato il proprio dominio sul Sud-est asiatico per seicento anni, dall’802 al 1432 d.C., ed Angkor Wat, costruito tra il 1100 e il 1150, ne rappresenta forse il massimo splendore. Tra il fossato che circonda il tempio e la parte più interna dello stesso, è stato costruito un camminamento ricoperto in ogni angolo da bassorilievi che descrivono scene di guerra, umane e divine. Sempre nei pressi del fossato, un paio di piscine permettono alle tre cupole del tempio di assumere diversi colori nel riflesso dell’acqua che varia seguendo i movimenti del sole.</p>
<p><a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Angkor_Thom" target="_blank" title="thom">Angkor Thom</a> più che un tempio è una città fortificata, finita di costruire pochi anni dopo Angkor Wat. Al suo interno, il complesso più grande è quello di Bayon, costruito per soddisfare l’ego del sovrano Jayavarman VII, che pretese che fossero scolpite nelle rocce decine di immagini del suo volto. Vicinissimo a Bayon sorge il tempio Baphuon, famoso per una statua di buddha reclinata lunga almeno quaranta metri. A seguire, la terrazza degli elefanti, da cui i sovrani amavano assistere agli spettacoli teatrali organizzati in loro onore nelle torri e nelle piscine di fronte alla terrazza stessa.</p>
<p>Infine, non si possono perdere le finissime decorazioni di <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Banteay_Srei" target="_blank" title="srei">Banteay Srei</a>, tempio dedicato alla divinità indiana Shiva, di cui si narra che i preziosi bassorilievi siano stati scolpiti solo da donne: le mani degli uomini non avrebbero mai potuto essere tanto precise e meticolose.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Viaggio a Istanbul con una guida d’eccezione</title>
		<link>http://blog.panorama.it/viaggi/2009/02/05/viaggio-a-istanbul-con-una-guida-deccezione/</link>
		<comments>http://blog.panorama.it/viaggi/2009/02/05/viaggio-a-istanbul-con-una-guida-deccezione/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 05 Feb 2009 10:00:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mariazuppello</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Headlines]]></category>

		<category><![CDATA[Istanbul]]></category>

		<category><![CDATA[Murat-Belge]]></category>

		<category><![CDATA[stretto-del-Bosforo]]></category>

		<category><![CDATA[turchia]]></category>

		<category><![CDATA[Università-di-Bilgi]]></category>

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		<description><![CDATA[Le visite guidate della città turca in compagnia di Murat Belge, intellettuale e docente di letteratura, sono richiestissime. E il professore, con la sua straordinaria conoscenza della città e della sua storia, non delude mai]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://gallery.panorama.it/gallery/istanbul_dallacqua_con_il_professor_belge/155646_istanbul_dallacqua_con_il_professor_belge.html" title="Istanbul dall'acqua con il Professor Belge"> <!--m--> <img src="http://media.panorama.it/media/foto/2009/01/30/4982d27b07dec_zoom.jpg" alt="Istanbul dall'acqua con il Professor Belge" width="500" border="0" /> </a></p>
<p class="gallery_titolo">Istanbul dall&#8217;acqua con il Professor Belge</p>
<p><strong><a href="http://gallery.panorama.it/gallery/istanbul_dallacqua_con_il_professor_belge/155638_istanbul_dallacqua_con_il_professor_belge.html">Guarda la GALLERY</a></strong></p>
<p><a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Murat_Belge" target="_blank" title="Murat Belge su Wikipedia">Murat Belge</a> è uno dei più famosi intellettuali turchi. Docente di letteratura comparata all’università di Bilgi, le sue visite guidate di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Istanbul" target="_blank" title="Istanbul su Wikipedia">Istanbul</a>, una delle capitali europee della cultura per il 2010, sono diventate un punto di riferimento per stranieri ma anche per quei turchi desiderosi di scoprire le bellezze della loro città attraverso gli occhi di un grande conoscitore. Belge, da appassionato della sua terra, ha infatti scelto una via privilegiata per raccontarla: l’acqua. E’ attraversando dunque lo stretto di Bosforo che comincia il viaggio con questa tanto insolita quanto preziosa guida ma bisogna recarsi in orario perchè in genere Murat è richiestissimo e moltissime persone si mettono in fila per ascoltare le sue lezioni. Il perchè di tanto successo è presto detto. Belge conosce aneddoti della storia turca del XIX secolo che farebbero sognare chiunque. Dal sultano paranoico, così affamato di potere da aver trasferito la propria residenza in acqua per tenere d’occhio tutta la città, fino all’albero risalente all’epoca delle Crociate tagliato nel 1934 da una scuola di giardinaggio. Particolari inediti, insomma, che mostrano la città turca da un’ottica completamente diversa, trasognata a volte, a tratti crudele.<br />
Si comincia in Europa, Istanbul è per metà in Europa metà in Asia, non lontano da Dolmabahce, splendido palazzo ottomano costruito con l’aiuto di progettisti europei alla fine dell’800 quando ormai l’impero ottomano versava in una crisi profonda. Belge non esita a intrecciare il passato e il presente. Dal palazzo può arrivare, mostrando la penisola in cui sorge la Moschea Azzurra del XVII secolo, a parlare del Tanzimat spiegando che fu un tentativo di modernizzazione che ebbe luogo nel XIX secolo con grandi commerci al suo attivo. E cullati dall’acqua si arriva poi ad ammirare le yalis, splendide ville che si aprono sul Bosforo. Il tutto condito da aneddoti, pezzi di storia, racconti che solo un docente universitario come Belge può conoscere.<br />
La su storia, del resto, si incrocia con quella del suo paese. Imprigionato due anni durante il golpe militare degli anni ’70 ha mantenuto la sua irriverenza nei confronti del potere appoggiando, peraltro, la causa armena. E’ anche per questo forse che le sue visite hanno tanto successo. La sua è una voce fuori dal coro come la sua Instanbul fuori dalle cartoline turistiche.</p>
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		</item>
		<item>
		<title>Giro del mondo ecologico, in India tra bramini avidi e guru incuranti del superfluo</title>
		<link>http://blog.panorama.it/viaggi/2009/01/27/giro-del-mondo-ecologico-in-india-tra-bramini-avidi-e-guru-incuranti-del-superfluo/</link>
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		<pubDate>Tue, 27 Jan 2009 09:46:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>simona.santoni</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Headlines]]></category>

		<category><![CDATA[Eddy-Cattaneo]]></category>

		<category><![CDATA[giro-del-mondo]]></category>

		<category><![CDATA[Hawa-Mahal]]></category>

		<category><![CDATA[India]]></category>

		<category><![CDATA[Jaipur]]></category>

		<category><![CDATA[Nepal]]></category>

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		<description><![CDATA[Tanti volti di una stessa terra sotto gli occhi di Eddy Cattaneo, il viaggiatore in solitaria che, partito da Recco, attraversa continenti via terra, senza usare aerei. Prossima tappa? La Malesia, a bordo di un cargo]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!--m--> <img src="http://media.panorama.it/media/foto/2009/01/26/497dd52c84753_zoom.jpg" alt="flickr_hawamahal" width="500" border="0" /><br />
<em>Hawa Mahal, Jaipur (Foto da Flickr di <a href="http://www.flickr.com/photos/soylentgreen23/154664523/" target="_blank">closelyobserved.com</a>)</em></p>
<p>Di fronte all&#8217;<a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Hawa_Mahal" target="_blank">Hawa Mahal</a>, il Palazzo dei venti in arenaria rosa e rossa, simbolo della città di Jaipur, un commerciante di gemme preziose si è vantato con Eddy di essere intimo di Emilio Fede, al punto di aver ricevuto in regalo delle <em><span>fiches</span></em> da gioco e di aver condiviso serate di perdite milionarie. Il nostro viaggiatore solitario ambientalista non poteva che annotare questo richiamo di italianità in terra indiana nel suo blog <a href="http://mondoviaterra.blogspot.com/" target="_blank">Mondoviaterra</a>.<br />
Giunto nello stato federato del <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Rajasthan" target="_blank">Rajasthan</a>, <a href="http://blog.panorama.it/viaggi/2008/09/14/il-giro-del-mondo-ecologico-parte-da-recco/">Eddy Cattaneo</a> ormai è al quarto mese del suo giro del mondo ecologico. Partito a metà settembre da Recco, Liguria, mollando tutto per un viaggio tra i continenti senza prendere mai aerei, &#8220;a contatto con la Natura senza bucarla dall&#8217;alto&#8221;, è approdato nella terra dei marajah. E <em>Panorama.it</em> lo segue anche qui, monitorando costantemente i suoi spostamenti.<br />
Eddy ha trascorso anche Natale e Capodanno in India, di certo non riempiendosi la pancia di tortellini in brodo o lenticchie e panettone. &#8220;Uscire in strada a Natale con 25 gradi e la musichetta di <em>Jingle Bells</em> sparata da tutti gli altoparlanti dei negozi è stato estraniante&#8221; ci racconta. &#8220;Sembrava di essere in un film che conosci dove tutto è doppiato in una lingua che non parli. E come pranzo natalizio ho mangiato gamberoni piccanti in salsa di cocco e pesce alla senape avvolto in foglie di banano&#8221;.<br />
L&#8217;ultimo dell&#8217;anno lo ha passato a Varanasi: &#8220;In una festa sul tetto con vista sul Gange e sui vicoli della città vecchia. Thali indiano come cenone: riso, lenticchie, curry, lime sottaceto speziato e un dolce al burro. E musica&#8230; Poi giù al fiume con la nebbia che dava l&#8217;idea di trovarsi a Venezia&#8221;.<br />
Nelle ultime settimane Eddy, dopo averlo lasciato a dicembre a <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Rishikesh" target="_blank">Rishikesh</a>, ha preferito muoversi tra le varie regioni indiane e nepalesi, passando per <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Pokhara" target="_blank">Pokhara</a> (Nepal), Ghorepani, <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Lumbini" target="_blank">Lumbini</a>, <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Kathmandu" target="_blank">Kathmandu</a>, <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Darjeeling_(India)" target="_blank">Darjeeling</a> (India), <a href="http://209.85.129.132/search?q=cache:mvgkZ%3Cp%3EVsqAb0J:it.wikipedia.org/wiki/Jaipur+Hava+Mahal&amp;hl=it&amp;ct=clnk&amp;cd=6&amp;gl=it&amp;lr=lang_it" target="_blank">Jaipur</a>, <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Pushkar" target="_blank">Pushkar</a>, <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Agra_(India)" target="_blank">Agra</a>, <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Varanasi" target="_blank">Varanasi</a>, <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Calcutta" target="_blank">Calcutta</a>. Prima si era già lasciato alle spalle Austria, Repubblica Ceca, Polonia, Lettonia, Russia, Kazakhistan, Uzbekistan, Kyrgyzstan, Cina, Pakistan. (<a href="http://maps.google.com/maps/ms?ie=UTF8&amp;hl=it&amp;t=h&amp;msa=0&amp;msid=107157997102517140587.00045cc583b3dd2863a65&amp;ll=30.619005,77.717285&amp;spn=9.427781,14.0625&amp;z=6" target="_blank">Qui il suo percorso su Google Map</a>). E ancora nessuna nostalgia dell&#8217;Italia. Piatti preferiti tra i tanti locali assaggiati? &#8220;Forse il plov dell&#8217;Uzbekistan, la malai kofta e il matar paneer indiani&#8221;.</p>
<p>I tanti mezzi di trasporto sperimentati fanno largo affidamento alla fantasia: ai già sperimentati treno, bus, taxi da solo e collettivo, <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Marshrutka" target="_blank">marshrutka</a> (furgoncini tipici nell&#8217;ex Urss usati per piccoli spostamenti), &#8220;qinqi&#8221; (una specie di Ape Piaggio), camion, si sono aggiunti &#8220;un carretto trainato da un cavallo per arrivare alla giungla del Chitwan in Nepal, tanti ciclorisciò, un bus però stando seduto sul tetto, elefante, un trattore, una barca a motore per attraversare un fiume e cammelli nel deserto&#8221;. Ma la permanenza indiana sta per concludersi, e stanno per avvicinarsi i mezzi di mare&#8230; &#8220;Conto di rimanere in India almeno fino alla fine del mese per poi prendere un cargo verso la Malesia&#8221;, spiega Eddy.</p>
<p>Intanto a Pushkar un bramino gli ha curato il karma e gli ha consegnato la tikka in mezzo alla fronte, un terzo occhio di polvere rossa, dei fiori gialli e vermiglio e una mezza noce di cocco da offrire al lago. Costo? 100 rupie, con tanto di contrattazione e pressioni avide sull&#8217;<em>onorario</em> che poco hanno a che fare con la spiritualità. &#8220;Però qualcuno me lo disse: l&#8217;India un momento la detesti e l&#8217;attimo dopo l&#8217;adori&#8221; scrive Eddy nel blog. E vicino a quel bramino la dimostrazione opposta: un guru nudo seduto con occhi sereni, che da vent&#8217;anni non possiede niente e pellegrina senza vestiti da villaggio in villaggio sedendosi a meditare per qualche ora senza chiedere un centesimo a nessuno. &#8220;Provo a dargli qualche banconota ma lui non accetta. Mi dice che non ha mai posseduto niente e non vuole possedere niente. Non vuole trasportare carichi&#8221;. Una sola India, tanti volti.</p>
<p><strong>Ritroveremo Eddy tra un mese, con un nuovo aggiornamento sul suo giro del mondo via terra.  </strong></p>
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		</item>
		<item>
		<title>Un San Valentino romantico alla portata di tutti</title>
		<link>http://blog.panorama.it/viaggi/2009/01/23/un-san-valentino-romantico-alla-portata-di-tutti/</link>
		<comments>http://blog.panorama.it/viaggi/2009/01/23/un-san-valentino-romantico-alla-portata-di-tutti/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 23 Jan 2009 16:23:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Apertura#4]]></category>

		<category><![CDATA[hostelsclub]]></category>

		<category><![CDATA[san-valentino]]></category>

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		<description><![CDATA[Hotel e bed and breakfast romantici in varie località d'Europa e a prezzi low coast: è l'idea del sito Hostelsword per festeggiare gli innamorati]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!--m--> <img src="http://media.panorama.it/media/foto/2009/01/21/4976f713be467_zoom.jpg" alt="Maison-Fleur-de-Felice" width="500" border="0" /></p>
<p class="gallery_titolo"><em>Maison-Fleur-de-Felice</em></p>
<p>Per San Valentino si può scegliere di partire per l&#8217;Europa in location romantiche e con budget formato ridotto. <a href="www.hostelsclub.com">Hostelsclub</a> ha selezionato soluzioni a prezzi ristretti per chi non vuole rinunciare al piacere di una piccola vacanza d&#8217;amore nel cuore dell&#8217;inverno. Partono da soli 20 euro a notte i prezzi in alcune delle romantiche struttureproposte. Ad esempio si può scegliere <a href="http://www.hostelsclub.com/hostel-en-10925.html">La Maison Fleur de Felice</a> nella splendida Carcassonne, nel sud della Francia: un lussuoso bed and breakfast in una locanda del 15esimo secolo con vista sulle montagne, a partire da 69 euro per la camera doppia. E durante il giorno ecco tutto il romanticismo di un pc nic preparato dalla proprietaria, da gustare dopo una gita in bicicletta alla scoperta dei laghi e delle montagne dei dintorni, per poi finire la giornata davanti ad una cioccolata calda ed un camino acceso. A Kilkenny, nella verde Irlanda, si trova il <a href="http://www.hostelsclub.com/hostel-en-3303.html">Foulksrath Castle</a>. Un maniero del 16esimo secolo dove è possibile pernottare per soli 16 euro a notte: sala con camino e camere spaziose, e storie di fantasmi da brivido. Questo è uno dei più famosi castelli &#8220;abitati dai fantasmi&#8221; di tutta l&#8217;Irlanda: di giorno si può passeggiare, andare in bicicletta, a cavallo e pescare nel vicino fiume Nore, per terminare con una romantica cena e una buona birra irlandese. Nessun fantasma, ma profumo di Dolce Vita al <a href="http://www.hostelsclub.com/hostel-en-7652.html">Castello Scandeluzza</a> di Roma, maniero del 1700 appartenuto all&#8217;antica e nobile famiglia Pellegrini. Si può affittare un intero appartamento per 120 euro a notte, e vivere circondati da mobili antichi, statue di marmo, grandi camini e un meraviglioso giardino all&#8217;italiana. Nascosto tra le cime delle Alpi svizzere, a 1500 metri di alitudine, si trova un nido d&#8217;amore speciale: il <a href="http://www.hostelsclub.com/hostel-en-4514.html">Rezia Hotel</a>. Ci si trova in Engadina, non lontano dall&#8217;esclusiva Sankt Moritz, nel piccolo villaggio Sent. Una romantica camera doppia è offerta a 50 euro, con colazione su un piccolo balcone con vista sulle montagne.</p>
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		</item>
		<item>
		<title>Atmosfere e sapori di una irresistibile Damasco</title>
		<link>http://blog.panorama.it/viaggi/2009/01/20/amosfere-e-sapori-di-una-irresistibile-damasco/</link>
		<comments>http://blog.panorama.it/viaggi/2009/01/20/amosfere-e-sapori-di-una-irresistibile-damasco/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 20 Jan 2009 12:13:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>claudia astarita</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Headlines]]></category>

		<category><![CDATA[Damasco]]></category>

		<category><![CDATA[moschea-Umayyad]]></category>

		<category><![CDATA[Siria]]></category>

		<category><![CDATA[Souq-al-Hamidiyya]]></category>

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		<description><![CDATA[Alla scoperta dell'addascinante città siriana, tratestimonianze di una civiltà che risale a 3.500 anni fa, mercatini, moschee e deliziosi manicaretti. Guarda la<a href="http://gallery.panorama.it/gallery/atmosfere_e_sapori_di_una_irresistibile_damasco/153510_atmosfere_e_sapori_di_una_irresistibile_damasco.html" target="_blank"><strong> GALLERY </strong></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://gallery.panorama.it/gallery/atmosfere_e_sapori_di_una_irresistibile_damasco/153512_atmosfere_e_sapori_di_una_irresistibile_damasco.html" title="Atmosfere e sapori di una irresistibile Damasco"> <!--m--> <img src="http://media.panorama.it/media/foto/2009/01/19/49748f2597d4d_zoom.jpg" alt="Atmosfere e sapori di una irresistibile Damasco" width="500" border="0" /> </a><br />
<em>(Credits: <a href="http://www.flickr.com/photos/77457694@N00/308908114/" target="_blank"><u>D Jabi</u></a> by Flickr)</em></p>
<p>Damasco è rimasta nella storia come la città che il profeta Maometto si rifiutò di visitare per &#8220;potersi godere il paradiso direttamente in paradiso&#8221;.</p>
<p>Per avere la conferma che la capitale della Siria sia la culla della civiltà, così come la descrivono le guide, basta fare un salto al <a href="http://www.syriagate.com/Syria/about/cities/Damascus/museum.htm" target="_blank" title="museo">Museo Nazionale </a>e scoprire che proprio a Damasco possono essere rintracciate le prime testimonianze di alfabeto e note musicali, oltre allo stadio e al minareto più antichi della sotria, risalenti a circa 3.5000 anni fa.</p>
<p>Il passato di Damasco come importante snodo commerciale lungo la via della seta, invece, va riscoperto a Souq al-Hamidiyya, un antico mercato che conduce nel cuore della capitale. Su entrambi i lati della strada si susseguono negozietti che vendono corredi ricamati, abiti da sera e gioielli. Per attirare i turisti, alcuni mettono in vetrina anche jeans e magliette di cotone, motivo di vanto perchè &#8220;fatte in Siria e vendute a prezzi più bassi dei capi cinesi&#8221;, urlano gli ambulanti. Infine, botteghe più nascoste vendono vasellame, oggettistica da arredamento e farmaci ricavati con polveri improbabili: frammenti ossei, rose di Damasco e coccodrilli imbalsamati.</p>
<p>Poco lontano dal mercato si trova Straight Street, da percorrere fino in fondo, fino alla corte del Pascià Khan Suleiman, per ammirare i giochi di luci ed ombre tra i monumenti e la fontana adiacente. Ancora, merita un passaggio la <a href="http://www.sacred-destinations.com/syria/damascus-umayyad-mosque.htm" target="_blank" title="moschea">moschea Umayyad</a>, oggi luogo di culto islamico, ma che negli ultimi 3.000 anni di storia ha ospitato un tempio aramaico dedicato ad Hadad, uno romano consacrato a Giove, e la Chiesa bizantina di Giovanni Battista. I musulmani si insediarono a Damasco nel 635 d.C., ma la moschea che si vede oggi non è quella di fine &#8216;600, bensì la struttura grandiosa che fece costruire ai primi del &#8216;700 il Califfo Whalid I.</p>
<p>Un viaggio a Damasco è gratificante anche dal punto di vista del palato. Al ristorante <a href="http://www.tripadvisor.com/Restaurant_Review-g294011-d1064716-Reviews-Al_Khawali_Restaurant-Damascus.html" target="_blank" title="al">Al-Khawali</a>, ad esempio, vale la pena accompagnare con una dissetante limonata alla menta specialità locali come <em><a href="http://mideastfood.about.com/od/middleeasternfood101/a/hummus101.htm" target="_blank" title="hummus">hummus</a></em>, <em><a href="http://www.jewishrecipes.org/jewish-foods/baba-ganoush.html" target="_blank" title="baba">baba ganoush</a></em>, <a href="http://allrecipes.com/Recipe/Tabbouleh-I/Detail.aspx" target="_blank" title="tab"><em>tabbouleh</em></a>, foglie di vite ripiene e polpettine piccanti. A seguire, carne grigliata insaporita da salse e insalate coloratissime e, per concludere, un delizioso gelato al pistacchio.</p>
<p>Guarda la<a href="http://gallery.panorama.it/gallery/atmosfere_e_sapori_di_una_irresistibile_damasco/153510_atmosfere_e_sapori_di_una_irresistibile_damasco.html" target="_blank"><strong> GALLERY </strong></a></p>
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		</item>
		<item>
		<title>Tra templi e monasteri, un percorso orientale pieno di sorprese</title>
		<link>http://blog.panorama.it/viaggi/2009/01/15/tra-templi-e-monasteri-un-percorso-orientale-pieno-di-sorprese/</link>
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		<pubDate>Thu, 15 Jan 2009 09:15:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>claudia astarita</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Headlines]]></category>

		<category><![CDATA[buddha]]></category>

		<category><![CDATA[chin-lin]]></category>

		<category><![CDATA[Hong-Kong]]></category>

		<category><![CDATA[templi]]></category>

		<category><![CDATA[wong-tai-sin]]></category>

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		<description><![CDATA[A Hong Kong anche la religione assume contorni particolari: nella capitale finanziaria d'Asia non c'è tempo per i riti tradizionali. Ecco i luoghi dedicati allo spirito che meritano una visita. <a href="http://gallery.panorama.it/gallery/tra_templi_e_monasteri_un_percorso_orientale_pieno_di_sorpre/143491_tra_templi_e_monasteri_un_percorso_orientale_pieno_di_sorprese.html" target="_blank">Guarda la <strong>GALLERY</strong></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://gallery.panorama.it/gallery/tra_templi_e_monasteri_un_percorso_orientale_pieno_di_sorpre/143491_tra_templi_e_monasteri_un_percorso_orientale_pieno_di_sorprese.html" title="Tra templi e monasteri, un percorso orientale pieno di sorprese"> <!--m--> <img src="http://media.panorama.it/media/foto/2008/11/13/491bffacf039a_zoom.jpg" alt="Tra templi e monasteri, un percorso orientale pieno di sorprese" width="500" border="0" /> </a><br />
<em>(Credits: Marco Cerbo)</em><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Buddhismo" target="_blank" title="buddismo"></a></p>
<p><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Buddhismo" target="_blank" title="buddismo">Buddismo</a>, <a href="http://es.wikipedia.org/wiki/Daoismo" target="_blank" title="taoismo">taoismo</a>, <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Confucianesimo" target="_blank" title="confucianesimo">confucianesimo</a>&#8230;viste dall’occidente queste tradizioni vengono spesso confuse. A Hong Kong, <em>enclave</em> multietnica nel cuore della Cina, succede la stessa cosa, ma per ben altre ragioni.</p>
<p>Nella vita degli ex-coloni britannici, la religione ha assunto negli anni un ruolo sempre più strumentale, e di templi veramete autentici in città ne sono rimasti pochissimi. La ragione è semplice: nella capitale finanziaria dell’Asia non c’è tempo per dedicarsi ai riti tradizionali. L’unico modo in cui le divinità possono ancora aiutare i cittadini è portando loro fortuna, denaro, e un destino favorevole. Ed ecco che proprio attorno a questi desideri le diverse tradizioni religiose della città si fondono in un <em>unicum</em> (materialista) difficilmente rintracciabile altrove.</p>
<p><em>Panorama.it</em> è andato in giro ad esplorare i templi storici di Hong Kong. Due tappe obbligatorie sono quelle del &#8220;<a href="http://www.asiarooms.com/travel-guide/hong-kong/sightseeing-in-hong-kong/big-buddha-hong-kong.html" target="_blank" title="grande buddha">Grande Buddha</a>&#8221; (noto anche come monastero di Po Lin) e del &#8220;<a href="http://www.asiarooms.com/travel-guide/hong-kong/sightseeing-in-hong-kong/10000-budhas-monastery-hong-kong.html" target="_blank" title="10.000 buddha">Tempio dei Diecimila Buddha</a>&#8220;. Il primo si trova sull’Isola di Lantau. È stato costruito nel 1927 ed è famoso perchè al suo interno si trova il <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Tian_Tan_Buddha" target="_blank" title="tian tan">Buddha Tian Tan</a>, la più grande statua di bronzo all’aperto del mondo (pesa 200 tonnellate) che raffiguri un Buddha seduto. Il secondo risale agli anni Sessanta e ospita almeno 13.000 statue di Buddha di diverse dimensioni. In entrambi, non è raro imbattersi in cinesi intenti a scuotere un contenitore di legno pieno di bastoncini numerati, per &#8220;contrattare con Buddha il proprio destino&#8221;. Il fedele esprime un desiderio o rivolge una domanda alla divinità, poi inizia a scuotere il contenitore con i bastoncini aspettando che ne cada uno. Il numero del legnetto corrisponde a una pagina del &#8220;libro delle risposte della divinità&#8221;. A questo punto, se tra l’elenco delle affermazioni lette se ne trova una appropriata, il fedele si ritiene soddisfatto. Altrimenti, procede ad un nuovo tentativo convinto che il Buddha non abbia inteso bene la sua domanda.</p>
<p>Tornando verso il centro città, vale la pena fermarsi a <a href="http://www.travelchinaguide.com/attraction/hongkong/kowloon/wongtaisin_temple.htm" target="_blank" title="wong tai sin">Wong Tai Sin</a>, il tempio, più affollato dell’isola. Coloratissimo, grande, luminoso, anche Wong Tai Sin è una meta irrinunciabile per osservare da vicino le abitudini religiose degli hongkonghini. In genere la fila dei fedeli desiderosi di sfiorare la dea del denaro è lunghissima, e ancora di più sono quelli che bruciano i propri desideri all’interno delle &#8220;campane&#8221; di incenso -filamenti di incenso modellati in maniera tale da assumere la forma di una campana- per mandarli in cielo. Ancora, bastoncini di incenso (bruciati a gruppi di tre), denaro di carta, frutta e dolci di ogni tipo vengono lasciati sugli altari per assicurare benessere alle divinità ma anche a se stessi. Tutt’intorno non si contano le bancarelle dei veggenti. Alcuni parlano persino inglese, ma ad un livello talmente approssimativo che, in genere, non permette loro di prevedere più di una buona posizione lavorativa all’interno dello Stato e tanti figli: il destino ideale per le famiglie cinesi più tradizionaliste.</p>
<p>Fortunatamente, qualche angolo sacro in città è rimasto. Il più bello si trova a pochi passi da Wong Tai Sin, dove sorge il convento di <a href="http://www.asiarooms.com/travel-guide/hong-kong/sightseeing-in-hong-kong/chi-lin-nunnery-hong-kong.html" target="_blank" title="chi lin">Chi Lin</a>, un elegante tempio di legno edificato senza l’impiego di chiodi, tra i cui padiglioni e giardini fioriti è permesso passeggiare solo rimanendo in silenzio.</p>
<p><a href="http://gallery.panorama.it/gallery/tra_templi_e_monasteri_un_percorso_orientale_pieno_di_sorpre/143491_tra_templi_e_monasteri_un_percorso_orientale_pieno_di_sorprese.html" target="_blank">Guarda la <strong>GALLERY</strong></a></p>
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		</item>
		<item>
		<title>Sciando tra vecchio e nuovo mondo</title>
		<link>http://blog.panorama.it/viaggi/2009/01/09/sciando-tra-vecchio-e-nuovo-mondo/</link>
		<comments>http://blog.panorama.it/viaggi/2009/01/09/sciando-tra-vecchio-e-nuovo-mondo/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 09 Jan 2009 12:15:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mariazuppello</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Headlines]]></category>

		<category><![CDATA[Aspen]]></category>

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		<category><![CDATA[snowkite]]></category>

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		<description><![CDATA[Dalla Francia al Canada agli Stati Uniti, sono molte le destinazioni per chi vuole provare il brivido di una discesa all'estero. <strong><a href="http://gallery.panorama.it/gallery/sciando_tra_vecchio_e_nuovo_mondo/146039_sciando_tra_vecchio_e_nuovo_mondo.html">GALLERY</a></strong>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://gallery.panorama.it/gallery/sciando_tra_vecchio_e_nuovo_mondo/146039_sciando_tra_vecchio_e_nuovo_mondo.html" title="Sciando tra vecchio e nuovo mondo"> <!--m--> <img src="http://media.panorama.it/media/foto/2008/11/27/492eb3e2a0b88_zoom.jpg" alt="Sciando tra vecchio e nuovo mondo" width="500" border="0" /> </a></p>
<p><strong><a href="http://gallery.panorama.it/gallery/sciando_tra_vecchio_e_nuovo_mondo/146039_sciando_tra_vecchio_e_nuovo_mondo.html">GALLERY</a></strong></p>
<p>Per chi si fosse stancato delle nevi nostranei non mancano gli itinerari alternativi. Si può cominciare in Europa e, subito oltre frontiera, provare l’esperienza francese. Quattro le stazioni sciistiche più ambite, Courchevel, Chamonix, Megève e Val d’Isère. La più famosa resta <a href="http://www.courchevel.com" target="_blank" title="Il sito di Courchevel">Courchevel</a>. La si può raggiungere in aereo dalle vicine Lione o Grenoble o in treno da Moutiers Salins. Qui la passione per lo sci, con ben 67 km di pista, 200 teleferiche e 330 piste, non può non mescolarsi al gusto per il lusso visto il numero esorbitante di hotel a 5 stelle e di locali da vip da La Grange a le Kalico. Altrimenti ci si può lanciare oltreoceano. In Colorado negli Stati Uniti la meta più ambita è <a href="http://www.aspensnowmass.com" target="_blank" title="Il sito di Aspen">Aspen</a>, la più grande città della Pitkin County, in pieno Colorado. La sua storia affascinerebbe anche chi non mai indossato un paio di sci. Aspen infatti nata come centro minerario si è sviluppata come centro di sport invernali dopo la seconda guerra mondiale da un idea di Walter Paepcke, un ricco industriale di Chicago che voleva dare vita ad una comunità basata sulla conciliazione della mente e del corpo. L’obiettivo, stando ai risultati, è stato più che centrato. Qui si viene per ritemprarsi e si torna a casa con la voglia di ritornare. Merito della varietà delle piste, da quelle per principianti a quelle nerissime per i più avanzati e dell&#8217;atmosfera che si respira.<br />
In Canada furoreggia <a href="http://%20www.whistlerblackcomb.com/" target="_blank" title="Il sito della cittadina">Whistler Blackcomb</a>, a 120 km da Vancouver, grazie alla sua invidiabile posizione, in mezzo a due montagne gigantesche. Le infrastrutture del resto sono eccellenti tanto che nel 2010 ospiterà le Olimpiadi invernali. La novità di quest’anno è la Gondola Peak 2 Peak che porterà i turisti sciatori da un picco all’altro in appena 11 minuti, una teleferica che è veramente del futuro. E per gli amanti dell’avventura poi da non perdere è <a href="http://www.snowkite.org" target="_blank" title="Il sito dedicato allo snowkite">lo snowkite</a>. Si tratta di uno sport estremo ispirato al kitesurf. Bastano una tavola, la voglia di lanciarsi con un paracadute sulle piste di neve e il gioco è fatto.</p>
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