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Angkor-Thom

A Siem Reap, per un tuffo nella Cambogia imperiale

L'ingresso del tempio di Angkor Wat

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C’è chi va in Cambogia per osservarne i paesaggi, chi per confrontarsi con la memoria di un terribile genocidio che ha lasciato tracce in ogni angolo del Paese, ma non c’è turista che non inserisca nel proprio itinerario una tappa a Siem Reap per ammirare le rovine dei templi di Angkor Wat, Angkor Thom e di vari altri siti, più piccoli ma non per questo meno belli.

L’ideale per visitarli tutti è quello di affidarsi a un autista di tuk tuk, un risciò a motore, e farsi portare in giro, a non più di quindici dollari americani, per tutta la giornata. In caso di pioggia, aggiungendo dieci dollari si può affittare una più comoda automobile, anche se per ammirare la natura circostante e per osservare gli spaccati di vita cambogiana lungo il tragitto il tuk tuk è ideale. In alternativa, i siti più vicini possono essere raggiunti anche in bicicletta, da affittare in albergo a una tariffa che oscilla tra uno e due dollari al giorno.

Tra le centinaia di templi che sorgono nell’area di Siem Reap, il più spettacolare è senza dubbio quello di Angkor Wat. La civiltà Khmer ha conservato il proprio dominio sul Sud-est asiatico per seicento anni, dall’802 al 1432 d.C., ed Angkor Wat, costruito tra il 1100 e il 1150, ne rappresenta forse il massimo splendore. Tra il fossato che circonda il tempio e la parte più interna dello stesso, è stato costruito un camminamento ricoperto in ogni angolo da bassorilievi che descrivono scene di guerra, umane e divine. Sempre nei pressi del fossato, un paio di piscine permettono alle tre cupole del tempio di assumere diversi colori nel riflesso dell’acqua che varia seguendo i movimenti del sole.

Angkor Thom più che un tempio è una città fortificata, finita di costruire pochi anni dopo Angkor Wat. Al suo interno, il complesso più grande è quello di Bayon, costruito per soddisfare l’ego del sovrano Jayavarman VII, che pretese che fossero scolpite nelle rocce decine di immagini del suo volto. Vicinissimo a Bayon sorge il tempio Baphuon, famoso per una statua di buddha reclinata lunga almeno quaranta metri. A seguire, la terrazza degli elefanti, da cui i sovrani amavano assistere agli spettacoli teatrali organizzati in loro onore nelle torri e nelle piscine di fronte alla terrazza stessa.

Infine, non si possono perdere le finissime decorazioni di Banteay Srei, tempio dedicato alla divinità indiana Shiva, di cui si narra che i preziosi bassorilievi siano stati scolpiti solo da donne: le mani degli uomini non avrebbero mai potuto essere tanto precise e meticolose.

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