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In Austria discese formato bambino

Scuola di sci

di Damiano Iovino
Lo chiamano il paradiso dei bambini, la località da scegliere per chi vuole andare a sciare con i figli in Austria. A soli 30 chilometri dal confine italiano, al Passo del Brennero, c’è la valle di Stubai, con un ghiacciaio ricco di piste da sci e fuoripista fruibili fino a giugno. Piccoli paesi, pullulanti di alberghi e bed&breakfast, nella valle aperta al sole e sullo sfondo il ghiacciaio, che arriva a quota 3.512 metri con la sua vetta più alta, lo Zuckerhütl (Pan di Zucchero).
Ai più giovani è dedicato il BIG Family Stubai Ski-Camp: un grande campo da sci riservato soltanto a loro, dove i piccoli posso imparare a sciare divertendosi. Bisogna avere almeno 4 anni per essere ammessi alla scuola di sci, ma per i bambini di 3 anni c’è un asilo nell’area del Camp. E per i ragazzi dagli 11 ai 15 anni c’è la scuola di perfezionamento. Ma anche per gli adulti, Stubai è un posto da non perdere, soprattutto perché da ottobre buona parte delle piste in quota sono aperte e coperte di neve farinosa. Neve e musica vanno di pari passo in Austria. La cerimonia dell’apres ski, malgrado le basse temperature si svolge quasi sempre all’aperto: fiumi di birra, cori da stadio, tra chi balla il walzer con gli scarponi da sci e chi si riscalda bevendo uno jäeger te, dove il te è solo una scusa per ingollare una buona dose di rhum.

Alla scoperta dei mercatini scintillanti dove è già Natale

Un grande classico del periodo festivo: la gita verso uno dei tanti mercatini di Natale in Italia e all’estero, per completare gli acquisti da mettere sotto l’albero o semplicemente trascorrere un weekend lontani dallo shopping frenetico delle città. Per iniziare a farsi un’idea, si possono visitare siti ad hoc che racchiudono date e specialità delle varie fiere intitolate al Natale, come Mercatini Natale e le pagine di Sagre in Italia.
Storici e brillanti di luci quelli dell’Alto Adige, che inaugurano tutti intorno al 30 novembre e chiudono dopo l’Epifania. Mille luci in piazza per quello di Bolzano, profumato di vin Brulé (qui la ricetta per rifarlo a casa). Concerti natalizi e cori suggestivi, insieme a delizie enogastronomiche, per l’appuntamento a Merano. Che si può anche visitare virtualmente cliccando sugli stand ricostruiti nel sito ufficiale. Si porta a casa il tradizionale abbigliamento in lana cotta e gli oggetti tipici della tradizione sudtirolese a Bressanone.
Specialità dolciarie e un mix tra tradizione e attualità a Brunico, mentre un bellissimo presepe artigianale e la torre delle Dodici, nella piazza principale, fanno da sfondo a quello di Vipiteno.

In Europa, gli stand più belli e le tradizioni più sentite si trovano in Austria e Germania, organizzati nelle quattro settimane che precedono il Natale. A Vienna le bancarelle si trovano a Karlplatz, Freyung e al Castello di Schonbrunn. Si acquistano soprattutto decorazioni e addobbi natalizi artigianali in legno, sgranocchiando pan pepato.
A Salisburgo nello stesso periodo c’è il Mercatino di Gesù Bambino in piazza Duomo ed in piazza Mirabell. Anche qui i pezzi forti sono le corone augurali per decorare le porte di casa e le splendide palline in vetro soffiato per un albero molto chic. Il tutto immersi nel profumo di mandorle tostate e mele caramellate al forno. Il mercatino di Norimberga è probabilmente il più famoso in tutto il mondo e sicuramente il più amato dai bambini, anche perché la città è la capitale europea dei giocattoli; da visitare anche il relativo Museo.
Quello di Stoccarda però è il più grande e le sue orgini risalgono al 1692. Le oltre cento bancarelle nella Piazza del Castello rimangono aperte fino a sera ed offrono prodotti di artigianato locale e prodotti gastronomici di ogni tipo.

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Guarda il VIDEO: Alto Adige e Austria, i mercatini 2006

Vacanza studio? Se non l’avete ancora scelta ecco qualche consiglio


La novità di quest’anno sono i corsi di lingua e cultura araba in loco. E la corsa del cinese che si sta imponendo sempre di più anche tramite soggiorni studio come quelli dell’Istituto Confucio, ente ufficiale dell’insegnamento all’estero. Ma visti i dati sconfortanti secondo i quali solo il 41% degli italiani parla una lingua straniera, forse è il caso di riportare l’attenzione sulle lingue europee, troppo spesso date per scontate e altrettanto sovente misconosciute. Magari con un viaggio, ma che non sia verso le solite capitali che ormai, grazie ai voli low cost, sono straviste.
Con EF (Education First) si impara l’inglese sotto il sole della California, a Santa Barbara e Redondo Beach. Con Language Studies International si va down under, ossia in Australia, a Brisbane e in Nuova Zelanda a Auckland e Christchurch. Australia Alternativa organizza corsi di due settimane minimo a Sidney e Melbourne.
Meglio lo spagnolo, quarta lingua più parlata al mondo e in continua ascesa? Si può studiare fra Ande e Amazzonia a Quito, in Ecuador, con l’Instituto Superior de Español. O anche a Puerto Ayora, nelle isole Galapagos. A Cuba si possono unire i verbi irregolari della lingua di Cervantes ai passi di salsa con Sprachcaffe. Cactus Language fa lo stesso a Trinidad, gioiello coloniale tutelato dall’Unesco e Santiago, capitale dell’Oriente e patria del son. Lezioni in spiaggia sotto una palapa, il tipico ombrellone coperto di foglie di banano, a Playa del Carmen, nella Riviera Maya. E volendo con International House si imparano anche le basi della cucina messicana per copiare enchiladas e fajitas.
Il prestigio internazionale del francese è un po’ offuscato, ma resta sempre l’idioma più romantico. Soprattutto se imparato sul mare cristallino della Guadalupa, dove Média Langues Caraïbes offre corsi di lingua (ma anche di cucina e cultura creola) a Sainte-Anne, nella costa meridionale. Les cours d’école fa lo stesso in Polinesia a Papara, circa 30 chilometri dalla capitale Papeete.
Per imparare o rinfrescare il tedesco questa estate si può fare una puntata a Bruxelles, che festeggerà alla grande il cinquantesimo anniversario del Trattato di Roma (qui il calendario degli eventi) con corsi estivi proposti dal Goethe-Institut. Oppure unire le lezioni di lingua al relax nei centri benessere fra i più belli d’Europa, quelli austriaci: proposte da Salisburgo a Graz fino a Vienna su Campus-Austria. Più trendy la Namibia che, dopo la nascita della primogenita Pitt-Jolie, Shiloh, è stata scoperta dal turismo di massa. Ma non tutti sanno che il 30% dei suoi abitanti, soprattutto nella zona di Windhoek, parla tedesco. La sede del Goethe-Institut è proprio a Windhoek e offre corsi intensivi di un mese.

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