
Scuola di sci
di Damiano Iovino
Lo chiamano il paradiso dei bambini, la località da scegliere per chi vuole andare a sciare con i figli in Austria. A soli 30 chilometri dal confine italiano, al Passo del Brennero, c’è la valle di Stubai, con un ghiacciaio ricco di piste da sci e fuoripista fruibili fino a giugno. Piccoli paesi, pullulanti di alberghi e bed&breakfast, nella valle aperta al sole e sullo sfondo il ghiacciaio, che arriva a quota 3.512 metri con la sua vetta più alta, lo Zuckerhütl (Pan di Zucchero).
Ai più giovani è dedicato il BIG Family Stubai Ski-Camp: un grande campo da sci riservato soltanto a loro, dove i piccoli posso imparare a sciare divertendosi. Bisogna avere almeno 4 anni per essere ammessi alla scuola di sci, ma per i bambini di 3 anni c’è un asilo nell’area del Camp. E per i ragazzi dagli 11 ai 15 anni c’è la scuola di perfezionamento. Ma anche per gli adulti, Stubai è un posto da non perdere, soprattutto perché da ottobre buona parte delle piste in quota sono aperte e coperte di neve farinosa. Neve e musica vanno di pari passo in Austria. La cerimonia dell’apres ski, malgrado le basse temperature si svolge quasi sempre all’aperto: fiumi di birra, cori da stadio, tra chi balla il walzer con gli scarponi da sci e chi si riscalda bevendo uno jäeger te, dove il te è solo una scusa per ingollare una buona dose di rhum.

Da una parte l’Arno, che “per mezza Toscana si spazia” (Dante Alighieri), con Ponte Vecchio ad attraversarlo, simbolo della città, e dall’altra piazza della Signoria, dominata da Palazzo Vecchio e dalla copia del David di Michelangelo. Nel cuore di Firenze, all’interno dello storico edificio dello Spedale degli Innocenti, uno dei capolavori dell’architettura rinascimentale costruito su progetto di Filippo Brunelleschi, viene riscoperto e vissuto con maggiore consapevolezza il centro cittadino grazie alle iniziative della Bottega dei Ragazzi dell’Istituto degli Innocenti. Per weekend a misura di bambino. E un’opportunità per le famiglie, che possono unire a una visita allo splendido capoluogo toscano un momento ludico-educativo per i figli.
Fino al 5 gennaio 2008, nei fine settimana e durante le vacanze di Natale, quando le scuole sono chiuse, la Bottega dei Ragazzi, all’interno dei saloni monumentali dell’Istituto, propone un programma ad hoc di esperienze d’arte e gioco, per bambini dai 3 agli 11 anni, con “Weekend in Bottega” e “Natale in Bottega”. Tanti i laboratori, da “Guarda che faccia!”, per imparare l’arte del ritratto insieme a Domenico Ghirlandaio, a “C’era una volta un gioco”, per divertirsi con i giochi di una volta. E ancora: “L’arte di far ridere le pagine”, “La bottega di Ser Pippo”, l’”Accademia del Ghiribizzo”, “Gli animali nelle opere d’arte”… Indispensabile la prenotazione.


Quanto manca? La domanda-tormentone delle vacanze con i bimbi è ormai un sito che aiuta le mamme e i papà a organizzare il viaggio che faccia felice tutta la famiglia. Dai giochi da fare in auto (per cercare di scongiurare la ripetizione a mitraglietta della domanda di cui sopra) a una guida alle città che segnala i luoghi che piacciono ai bambini, da una panoramica sui mezzi con cui partire ai consigli per evitare spiacevoli mal d’auto.
Sono tanti i siti internet che proclamano che rinunciare a tutto perché si hanno bimbi piccoli è assolutamente controindicato per la serenità e l’equilibrio di tutta la famiglia. La vacanza è una delle situazioni potenzialmente generatrici di ansia, ma se gestita con intelligenza rappresenta un momento di conoscenza e divertimento bello da condividere. L’importante è non pensare ai figli come problematiche appendici, né come il fulcro attorno al quale ruota tutta la vacanza.
Ci sono strutture che aiutano nell’impresa: andare in cerca degli hotel e agriturismi kids-friendly, ovvero preparati ad accogliere i bambini, non è assolutamente un’esagerazione da mamma ansiosa. In fondo, sapere di non dover litigare col cameriere per farsi preparare una pastina è già un bel sollievo. Bimbo in viaggio è un portale che seleziona gli alberghi che hanno tutta una serie di attrezzature e servizi per far divertire i bambini, oltre ad appositi menu e prezzi speciali o totale gratuità per i bambini fino a dodici anni.
Per i più avventurosi c’è invece Baby in viaggio, che raccoglie i diari di viaggio di chi i propri figli li ha portati ovunque: a Cuba, in Kenya, all’isola di Guadalupe, in Namibia e perfino sulla transiberiana. Guardare le foto dei backpackers in miniatura per credere. Vagabondo, il portale dei viaggiatori indipendenti, offre tutta una serie di consigli per coinvolgere i bambini sin dalla programmazione del viaggio e per far apprezzare loro ciò che si visita. Salire su tutte le torri e i campanili, ad esempio, oltre al gioco di contare tutti i gradini, rappresenta il modo migliore per dare ai piccoli un’idea sintetica della città e del paesaggio. Perfino l’ospedale Bambin Gesù offre un vademecum del viaggiatore con un occhio rivolto all’infanzia (il file .pdf scaricabile qui).
E se siete stanchi di cliccare e volete una guida da sfogliare, l’editrice Edt (quella delle Lonely planet) propone la guida “Viaggiare con i bambini”.
