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Avete mai pensato di volare in un’isola sperduta per sentirvi completamente isolati dal resto del mondo e allo stesso tempo in paradiso? Beh, allora El Nido è quello che fa per voi.
Per andare a El Nido bisogna amare il mare: l’isoletta si trova infatti nel bel mezzo dell’arcipelago di Bacuit, arroccata tra una baia piena di piccoli atolli e scogliere calcaree mozzafiato. Dal momento che tutte le isole delle Filippine sono di origine vulcanica, l’acqua è sempre calda e cristallina, i fondali strapieni di pesci e coralli dai colori smaglianti, e la sabbia fine e bianchissima. Tanti sono i turisti che prendono in prestito i bangka –piccole imbarcazioni a remi- dai pescatori locali per spostarsi da un’isoletta all’altra, approfittando per fare qualche immersione qua e là e spezzare la giornata con un lungo picnic in spiaggette semi deserte.
Sempre a El Nido, durante la stagione secca, vale a dire da gennaio a maggio, non è raro vedere piccoli gruppi di filippini arrampicarsi sulle ripide scogliere per raccogliere nidi di rondine da rivendere ai ristoranti degli alberghi. Se poi ci si stanca di passeggiare sempre sul medesimo lembo di spiaggia, è facile partire alla scoperta delle isolette vicine: con la bassa marea si può sbarcare sulla Snake Island, una lunga stirscia di sabbia che con l’alta marea resta sommersa dal mare. Intanalua, invece, piace per le sue due spiagge di sabbia bianca e la vegetazione tropicale. La Small Lagoon, la Big Lagoon e la Secret Lagoon sono in genere avvicinate da chi ama le immersioni per vedere da vicino pesci e coralli. Ancora, molto caratteristica è la gita a Cathedral, un enorme faraglione con pinnacoli di roccia vulcanica sotto i quali si nasconde il passaggio per accedere a una grotta, mentre nelle isole Mantiloc e Tapiutan Palilo Beach e la baia di Binagculang non hanno nulla da invidiare a qualunque altro paradiso terrestre.
En Nido è pieno di resort, cottages e bungalow pronti a soddisfare le esigenze di tutti i visitatori, anche quelle relative all’organizzazione del viaggio. A El Nido, infatti, si può arrivare in barca, in autobus, in macchina, in aereo, ma tutti gli spostamenti sono gestiti da agenzie locali, come l’El Nido Boutique and Art Café, in cui uno staff particolarmente dinamico è in grado di risolvere ogni tipo di inconveniente.
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Programmate un viaggio esotico di fine anno? Boracay è una piccolissima isola (si estende per nove chilometri in lunghezze e soltanto uno in larghezza) che si trova nel cuore delle Filippine, nel Sud-est asiatico.
Partendo dall’Europa, il modo più comodo e veloce per arrivare a Boracay è prendere un volo diretto per Manila, la capital, da qui spostarsi con un volo interno a Caticlan, e infine salire su una delle barche che portano direttamente a Boracay. Niente paura: i collegamenti sono efficientissimi e veloci, e, credete, una volta sbarcati sulla White Beach vi renderete conto che ne è valsa la pena: sarete accolti da una distesa di sabbia fine e bianchissima, che termina in un mare cristallino che si confonde facilmente con l’azzurro del cielo. Ai veterani delle spiagge del Sud-est asiatico va ricordato che le acque del mare Sibuyan e dello Stretto del Mindoro sono nettamente migliori di quelle della Thailandia o della Malaysia: per trasparenza e intensità dei colori.
Dagli anni ’70 in poi, sulla White Beach sono stati costruiti centinaia di resort, tutti a ridosso della spiaggia, il più caratteristico dei quali è il “Friday’s”, che permette di riposare in eleganti bungalows di paglia. Gli appassionati di immersione dovranno invece spostarsi sulla Crocodile Island. Mi raccomando, senza bombole: i coralli sono talmente vicini che basta lo snorkeling per vederli.
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Se la White Beach è consigliata per una vacanza all’insegna del riposo assoluto, i più giovani preferiscono spostarsi sull’altro lato dell’isola, nella più selvaggia Bulabog Beach, meta ideale soprattutto per i surfisti. Su entrambe le spiagge i turisti amano fare lunghe passeggiate, per raccogliere non solo conchiglie, ma anche pezzi di corallo bianco, trasportati sulla spiaggia dalla corrente.
Per ogni esigenza, con i taxi locali (dei tre ruote coperti) si può raggiungere il piccolo villaggetto all’interno dell’isola, dove i turisti, soprattutto asiatici, spendono giornate intere nell’unico centro commerciale, D’Mall, ad acquistare chincaglieria varia, per portare a casa un ricordo di una splendida vacanza che non sia l’abbronzatura. Per gli asiatici, si sa, mantenere la carnagione chiara tutto l’anno è ancora un must.
Informazioni e link utili:
Il periodo migliore per andare a Boracay è compreso tra novembre e giugno, mentre luglio, agosto, settembre e ottobre sono in genere mesi particolarmente piovosi e ventosi.
Per volare nelle Filippine non è necessario un visto d’ingresso se il soggiorno dura meno di 21 giorni. Qualora si decida a posteriori di estendere il periodo di permanenza, si può chiedere il rinnovo del permesso di soggiorno presso l’ufficio immigrazione locale, o in aeroporto al momento dell’uscita dal Paese.
Le condizioni sanitarie e di sicurezza sull’isola sono molto buone, a differenza del resto delle Filippine.
Guida turistica dell’isola di Boracay
I suggerimenti della guida della Lonely Planet sulle Filippine
La scheda sulle Filippine della Farnesina
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