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In base alle preferenze degli utenti, in questo caso italiani, il sito TripAdvisor, community di viaggiatori con oltre 25 milioni di membri nel mondo, ha stilato una classifica delle 10 mete più gettonate per la prossima stagione sciistica. Se ai primi posti troviamo i grandi classici, Cervinia e Sestrière, la top ten non è priva di sorprese dal momento che ben cinque delle 10 località preferite dagli utenti italiani si trovano nelle Dolomiti.
Così al terzo posto troviamo il Passo del Tonale. “Qui ci sono piste da sci per tutti i gusti: ideali per le famiglie, per gli sciatori esperti, ma anche per tutti coloro che vogliono iniziare a sciare. Dal Ghiacciaio Presena, fino a Ponte di Legno e Temù i nuovissimi impianti di collegamento consentono di sciare veramente bene”, commenta entusiasta un turista italiano. In quinta posizione c’è Sella Ronda, carosello sciistico unico nel suo genere in uno scenario di boschi, picchi rocciosi e distese innevate che collega Alta Badia, Val Gardena, Val di Fassa e Arabba.E alle posizioni 6, 7 e 8 troviamo nell’ordine Ortisei, e in generale la Val Gardena, molto apprezzata anche dai turisti stranieri, Canazei con “chilometri e chilometri di piste ben innevate e con impianti all’avanguardia”, come suggerisce uno degli utenti, e Corvara, dove è bello sciare, senza dimenticare che “in zona ci sono anche molti ristoranti segnalati dalla guida Michelin”.
Una veduta del Passo del Tonale
Un altro grande classico, Cortina, si colloca in quarta posizione, ed è “solo” sesta la “Perla della Pli”, Courmayeur, mentre l’unica meta non italiana è St. Moritz nelle Alpi Svizzere, che offre centinaia di chilometri di piste da sci e panorami mozzafiato a cominciare dalla vista del suo lago ghiacciato. Non deve forse sorprendere che la Svizzera rientri nella top ten solo per il rotto della cuffia: in tempi di crisi chi non rinuncia alla settimana bianca sta comunque più attento al portafogli. Ma gli amanti di St. Moritz non hanno dubbi: “In generale gli hotel e i servizi sono un po’ cari”, commenta un utente, “ma alla fine vi renderete conto che ne vale davvero la pena”.
Italianità, nuova Alitalia, “battaglie” tra Fiumicino e Malpensa? Sono questioni che ai viaggiatori italiani non interessano particolarmente: la priorità è piuttosto volare in sicurezza, con aerei puntuali e atterrare in aeroporti in grado di offrire servizi di qualità. La nazionalità non conta. Sono queste alcune delle risposte che emergono dall’ultimo sondaggio sui Travel Trends di TripAdvisor, la community di viaggiatori più grande del mondo, con oltre 25 milioni di visitatori mensili, più di 20 milioni di recensioni e 6 milioni di iscritti.
900 viaggiatori italiani hanno partecipato a un sondaggio per identificare le compagnie aeree più amate, ma anche per individuare gli aeroporti internazionali meno apprezzati. Ecco i risultati. In cima alla classifica delle compagnie più apprezzate dai turisti svetta Lufthansa (14%), seguita dalla low cost Ryanair (12%), da Alitalia (11%), da British Airways (8%) e da Air France (6%). Al quinto posto figurano, a pari merito, Singapore Airlines, EasyJet ed Emirates (5%).
Per oltre la metà degli intervistati (51%) la sicurezza resta il fattore più importante nella scelta della compagnie aerea con cui volare, ma anche la presenza e la frequenza di voli diretti verso le mete prescelte (45%) rientrano fra gli elementi che più contano. Molto importanti anche la puntualità dei voli e la facilità di recupero dei bagagli - votate a pari merito dal 38% dei viaggiatori - così come l’ampiezza dello spazio disponibile a bordo per allungare le gambe (19%).
A rendere impopolari le compagnie aeree sono, invece, i voli cancellati o posticipati (41%), gli aumenti ingiustificati dei prezzi e la scortesia del personale (31%), la scomodità dei posti a sedere (24%), la scarsa qualità del menù a bordo (20%) e il frequente smarrimento dei bagagli (21%) anche se in questo caso la responsabilità dovrebbe cadere sulla società aeroportuale.
Importante anche il Bon Ton. Quasi un terzo dei turisti (29%) si dichiara insofferente ai bambini che scalciano dietro ai sedili, mentre uno su cinque odia chi parla ad alta voce al cellulare. Poca tolleranza anche per i passeggeri che reclinano il proprio sedile in modo maleducato, ossia senza degnarsi di vedere chi hanno dietro (13%) e quanti impiegano troppo tempo per mettere i propri bagagli nelle cappelliere a bordo, impedendo il passaggio nei corridoi agli altri viaggiatori (12%).
Se potessero esprimere un desiderio, i viaggiatori italiani di TripAdvisor vorrebbero che le famiglie con bambini piccoli viaggiassero in aree dedicate in sezioni separate (70%), che non fosse consentito l’uso dei telefoni cellulari a bordo in qualunque momento (82%) e che fosse sempre possibile la connessione a Internet, anche senza pagarla “extra” (44%).
Quanto agli aeroporti meno amati, la maglia nera va a Fiumicino (Aeroporti di Roma) votata da quasi un italiano su quattro (24%), ma nella black list troviamo anche gli scali di Parigi Charles de Gaulle (7%), New York JFK International (5%) e gli hub londinesi di Gatwick (4%), Stanstead e Heathrow, votati a pari merito dal 3% degli intervistati (giudizi negativi assegnati anche in base ad alcuni criteri qualitativi come la percezione di una scarsa efficienza delle misure di sicurezza, l’assenza/lontananza di parcheggio, la lentezza di recupero dei bagagli, la mancata pulizia dei bagni e la difficoltà di individuazione dei gate).
Un ultimo dato: quello per le diverse compagnie aeree sembrerebbe essere un “amore infedele” visto che ben il 53% degli intervistati non è iscritto ad alcun programma di accumulo miglia o lo ritiene comunque una perdita di tempo considerata la situazione attuale mentre anche quel 15% che è invece appartiene ad un programma “frequent flyer” non ha la più pallida idee di quanti punti abbia accumulato.
Una veduta della capitale ungherese
Le classifiche piacciono, si sa, soprattutto quando promettono di aiutare a scegliere meglio come spendere i propri soldi. In questo caso si tratta di una gustosa top 10 stilata grazie ai giudizi degli utenti del popolare sito di consigli di viaggio TripAdvisor. Il portale in cui i viaggiatori si scambiano recensioni su ristoranti, hotel e mete per le vacanze conta più di 25 milioni di visitatori al mese che si collegano da tutto il mondo e ha più di 15 milioni di recensioni.
E proprio sulla base delle recensioni dei viaggiatori che hanno espresso le proprie preferenze sulle nuove capitali del gusto, gli editor del sito hanno stilato una classifica fuori dai tradizionali itinerari culinari. Che le rotte della gastronomia siano cambiate lo prova il fatto che nelle prime dieci non troviamo nemmeno una città italiana né francese.
Al primo posto compare infatti Budapest. Qui, oltre al famoso Goulash, dovete assolutamente recarvi in Vaci Street per assaporare il pollo alla paprika, il fegato d’oca e i cavolfiori e i peperoni ripieni.
Si piazza seconda Bangkok dove ogni angolo, ogni strada racconta un’esperienza di sapori, a partire dai venditori ambulanti di cibo fino ai chioschi dove si assaggiano i tipici spaghetti locali. Non rinunciate però a provare la grande cucina dei ristoranti più noti che costeggiano il fiume Chao Phraya.
Terza, davvero a sorpresa, Vancouver in Canada. Nei pressi di Robson Street pare si possano gustare eccellenti piatti a base di pesce ma anche provare la cucina asiatica di Vancouver, considerata da molti alla pari di quella dell’Estremo Oriente.
Seguono Cape Town, in Sudafrica, per le prelibatezze della cucina Bantu, Melbourne in Australia, che offre cibo per tutti i palati data la ricca offerta di cucine di tutto il mondo, Hanoi in Vietnam, ideale per chi a tavola ama sperimentare. E poi Istanbul in Turchia, dove va forte la carne di agnello con verdure, Marrakech in Marocco dove è d’obbligo assaggiare la Bisteeya, specialità con pollo a pezzettini dentro una sfoglia con mandorle e salsa di cipolla e limone, e Anguilla ai Caraibi dove la scelta è ricchissima ed eterogenea, ma spiccano i gamberi. In decima posizione si colloca infine San Paolo in Brasile, famosa per la sua feijoada, ma in grado di offrire anche molto altro.