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In viaggio contro la crisi

il nuovo Eden si trova a El Nido

di Guido Castellano e Antonella Palmieri
Toglietegli tutto, ma non le vacanze. L’Alitalia al collasso cancella i voli, c’è la crisi economica, ma almeno per Natale e Capodanno gli italiani non cancellano l’idea di partire. Certo, si siedono a tavolino e cercano di far quadrare i conti con qualche giorno in meno di ferie o la scelta di una meta più economica. Ma una cosa è certa: anche quest’anno le vacanze non verranno trascorse accanto al caminetto di casa. Almeno in 12 milioni di famiglie.
E le altre? Da un lato le cifre di Assotravel, l’associazione di Confindustria che raggruppa le agenzie di viaggi, registrano una tenuta delle prenotazioni rispetto all’anno scorso. Dall’altro, un sondaggio che l’Associazione a difesa dei consumatori ha sottoposto ai propri associati parla di 3 milioni di famiglie in più, rispetto allo scorso anno, che resteranno a casa. I più restii alla partenza sembrano essere gli affezionati dell’auto lasciati a terra dal caro benzina. Come dire che il popolo dei vacanzieri a breve raggio, molti di quelli che scelgono una meta in Italia o appena fuori del confine quest’anno trascorreranno le feste in casa.
Ma dove andranno i 12 milioni di globetrotter che hanno invece già il biglietto d’aereo in tasca? Fra gli italiani in partenza ci sono i ricchi che già a settembre hanno prenotato nei resort più esclusivi alle Maldive, Seychelles e Nuova Zelanda che registrano il tutto esaurito. Sui siti dei maggiori tour operator è quasi impossibile trovare un posto libero. E chi prova a organizzare un viaggio «fai da te» non riesce a recuperare un biglietto aereo a meno di 2.600 euro per il periodo tra Natale e Capodanno.
Poi ci sono gli italiani a reddito medio che si barcamenano fra voli low cost e pacchetti superscontati e stanno puntando alle capitali europee. Infine c’è chi ha il conto quasi in rosso e pur di partire compra la vacanza a rate. Ed è boom di finanziamenti utilizzati per pagarsi i viaggi all’estero.
Il mercato delle vacanze dunque resiste e secondo le associazioni di categoria perde solo il 2 per cento rispetto allo scorso anno. Calo che per gli addetti ai lavori non è un segnale negativo. «Vista la situazione economica e il pessimismo, se davvero verrà confermato questo calo noi saremo contenti» spiega a Panorama Andrea Giannetti, presidente di Assotravel. «La nostra preoccupazione semmai è per i periodi precedenti o successivi a dicembre, perché a Natale la gente parte comunque».
Expedia poi, il più cliccato sito al mondo per la prenotazione di vacanze, registra un più 10 per cento delle transazioni, rispetto all’anno scorso, nel periodo settembre-novembre.
«Ormai il viaggio da bene voluttuario si è trasformato in bene primario» afferma Corrado Peraboni, amministratore delegato di Expocts, società organizzatrice della Borsa internazionale del turismo. «Nei momenti di crisi, non vi si rinuncia, ma si rimodula adeguandolo alle disponibilità. La partenza intelligente non riguarda più solo le autostrade, ma comincia dalla scelta della data di prenotazione».
Ma quali sono le strategie degli italiani in fatto di viaggi? Una ricerca che la stessa Expedia ha realizzato in esclusiva per Panorama sui propri utenti rivela che i vacanzieri di Natale stanno scegliendo meno i viaggi «all inclusive» (quelli tutto compreso, ndr) e si sono buttati, in tempi di incertezza, sulle prenotazioni del solo albergo. Disdire un pacchetto, infatti, è un po’ più costoso che cancellare una prenotazione di una camera. Oppure c’è chi a corto di risparmi decide di prenotare oggi l’aereo riservandosi di pensere all’albergo dopo qualche settimana, quando è entrato lo stipendio del mese successivo. Anche con la speranza di trovare un’offerta low cost.
Gli albergatori intanto, per evitare strutture mezze vuote, hanno visto al ribasso i prezzi: la tariffa media per camera ha subito un calo del 3 per cento come spiega Francesca Benati, numero uno di Expedia Italia: «Probabilmente, si legge in diversi report di varie agenzie di ricerca, si trovano costretti ad agire sulle tariffe per incrementare il numero totale di clienti».
E l’Irlanda è lo stato che più ci riesce. Secondo le rilevazioni di Expedia, rispetto all’anno scorso Dublino avrà il 50 per cento in più di visitatori italiani. Poi ci sono gli Stati Uniti. La paura del terrorismo è passata e in tutta Italia spuntano come funghi voli diretti per Miami e New York. Risultato: più 40 per cento sulle prenotazioni verso queste mete. New entry fra le destinazioni più gettonate è la Russia che registra un più 40 per cento.
Ma la vera passione per il prossimo Natale sarà il Medio Oriente (+40 per cento): le spiagge di Dubai, Abu Dhabi sono state scelte per staccare la spina dal mondo. Se mare, grattacieli e lande deserte attirano, Budapest e in generale l’Ungheria hanno perso il loro appeal: meno 17 per cento sulle prenotazioni dell’anno scorso.
Dunque gli italiani partono. Sì, ma a che prezzo? In base a una ricerca di Tripadvisor, la più grande community al mondo di viaggiatori, il bugdet previsto dagli italiani per le vacanze di Natale va da 2 mila a più di 8 mila euro. La percentuale più alta, il 28 per cento, prevede di spendere una somma fra i 2 e i 4 mila euro. Ma c’è anche chi non risente per nulla della crisi (il 9 per cento) e per le prossime vacanze ha previsto una spesa di 8 mila euro o più.
In fin dei conti non è mica necessario averli in contanti. Perché gli italiani adesso hanno imparato a pagare le vacanze a rate. E non sono cifre da nulla. Una ricerca di Unicredit consuming financing mostra come, in poco più di un anno, il mercato delle vacanze a rate abbia raggiunto quota 300 milioni di euro. Buona o cattiva che sia questa abitudine, ormai ha contagiato più di 500 mila italiani. Perché comunque anche se le tasche non sono più pienissime la vacanza aiuta a non pensarci. «Può essere che per qualcuno partire sia un modo di esorcizzare la paura della crisi accettando il rischio di trovarsi poi in una situazione peggiore di quella che si voleva demonizzare» afferma Guglielmo Gulotta, docente di psicologia del turismo all’Università di Torino. «Il sentimento del rischio è una condizione dello spirito che sta tra la speranza e la paura. Chi ha paura aumenterà i risparmi e limiterà le spese, chi ha speranza andrà in vacanza comunque».
Se poi la vacanza è studiata per non pensare alla crisi tanto di guadagnato. C’è chi decide di vivere come un eschimese e dorme in ingloo per due giorni. Chi invece affronta le dune egiziane assieme ai beduini e chi invece sposa per una settimana la cultura aborigena bighellonando in mezzo al deserto australiano. Anche se alla fine vince la voglia di normalità, come mostrano le risposte sulle attività degli italiani in vacanza raccolte da Tripadvisor: quasi nessuno ha intenzione di frequentare casinò, né di fare sport estremi. La metà degli intervistati non ha la minima voglia di muoversi in bici o di sciare. Né di uscire in barca a vela o di partecipare a festival mondani. La cura contro la paura della crisi sembra essere l’ozio più completo. Ma dall’altra parte del mondo. •

Camera con lago negli hotel più belli

Barca in riva al lago

L’incanto del lago di Garda settentrionale fa invece da sfondo al Feeling Hotel Luise, dove l’essenza della vacanza sta nell’armonia e nel relax, fra lunghe passeggiate, uscite sul lago a vela o lezioni di surf. Molto numerosi anche i resort nati in Alto Adige. Come l’Arosea Life Balance Hotel in Val d’Ultimo, nei dintorni di Merano, che fra lusso, modernità, tradizione e tanti trattamenti cosmetici previsti, fa dell’acqua, quella del Lago di Zoccolo, la sua fonte di vita. Nel lembo più meridionale dell’Alto Adige, incorniciato dal lago di Caldaro, si trova invece il Belvita Parc Hotel sul Lago, elegante dimora a quattro stelle superior che dal 2005 fa parte dell’associazione Belvita Alpine Wellness Hotels. L’hotel è circondato da un parco di 4400 mq, affacciato direttamente sulle acque limpide del lago più caldo delle Alpi (27 gradi in estate).
Chiude la carrellata il Falkensteiner Hotel Lido Ehrenburgerhof, un elegante e accogliente hotel benessere che offre un’ospitalità raffinata unita ad un caldo senso di accoglienza familiare. Il tutto, reso ancora più esclusivo dal piccolo lago privato di cui dispone l’hotel. Per non farsi mancare proprio nulla.

Vacanze di Natale, ma con l’ossessione per il portafogli

[i](Credits: Ansa)[/i]
I soldi sono pochi, le feste si annunciano austere. Ma gli italiani non rinunciano ad andare in viaggio. Undici milioni di persone, il 5% in più dell’anno scorso, hanno già le valigie pronte per le feste di Natale. Secondo un’indagine Confesercenti-PublicaRes-Swg cercheranno soprattutto il relax (a discapito delle città d’arte), stando molto attenti al portafogli.

Partenze in aumento, quindi, ma tassativamente low cost. Lo si deduce innanzitutto dall’aumento, rispetto al 2006, di vacanzieri che utilizzeranno case di proprietà, così come è in forte ripresa la richiesta di abitazioni in affitto, mentre pensioni e hotel perdono sette punti. In pochi si sposteranno con la famiglia, mentre - per amore o per forza - la voglia di vacanza a due con il partner sale del 12%. A sorpresa, comunque, è meno presente, anche se rimane in cima alla classifica, la motivazione economica che sta alla base della rinuncia alla vacanza (dal 32% del 2006 al 27% di quest’anno). Un altro 23% del campione afferma invece di non partire per ragioni di ordine familiare, di impegni di lavoro o di salute. Mentre il 23% degli intervistati dice di preferire altri periodi per le vacanze.

Ma quanto spenderanno gli Italiani? In media 6,7% miliardi, 601 euro a persona contro gli 880 del 2006. E si restringe anche l’elenco di coloro che sono disposti a godersi la vacanza senza badare a spese arrivando fino a 2250 euro (un calo di sette punti). Qualche variazione anche per la durata dei soggiorni fuori casa. Diminuiscono le vacanze brevissime (tre giorni) e lunghe (10 giorni), mentre aumentano quelle di 4 giorni (più 13%). L’attenzione al risparmio emerge anche dalla scelta delle mete turistiche. Rispetto al 2006, infatti, si registra una minore propensione a viaggiare fuori dall’Europa, mentre la meta preferita è l’Italia. La montagna va sempre fortissimo, anche se con una flessione nelle preferenze del 5%. Resta stabile la percentuale di vacanzieri che sceglierà le città d’arte e cresce la voglia di campagna (dodici punti in più).

Per quanto riguarda il profilo dell’organizzazione del viaggio, complessivamente aumenta la quota di chi non prenoterà affatto o prenoterà da solo al telefono o con internet. Chi naviga ha solo l’imbarazzo della scelta e le offerte sono davvero tante. Prenotando dalla sezione viaggi di Panorama.it si può partire per New York spendendo 229 euro, oppure salpare per una crociera in Spagna e Marocco con uno sconto del 65%. E ancora concedersi un week-end a Madrid per 113 euro (volo più hotel). Basta armarsi di pazienza ed avere le idee chiare e sul web si può trovare davvero di tutto. Come la settimana bianca sul Monte Bondone, in Trentino, a 129 euro. Per i pochi fortunati che non hanno problemi di liquidità, poi, c’è solo l’imbarazzo della scelta. Interessante il sito Slh che raggruppa i 440 hotel più lussuosi del pianeta. Per capodanno sono disponibili ancora alcune destinazioni originali ed esclusive, dalla Valle d’Aosta ai Pirenei, dall’Argentina al Canada.

Canarie, là dove l’estate e le vacanze non finiscono mai

blimunda19 by Flickr
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Temperature costanti tra i 19 e i 25 gradi e solo quattro ore di volo per raggiungerle. I primi due vantaggi delle Canarie, sette isole nell’Atlantico che fanno parte del sistema della Macaronesia (come le Azzorre, Capo Verde e Madera), sono questi. Da aggiungere c’è una grande varietà di attività e paesaggi anche all’interno di ogni singola isola, pur se la loro estensione è limitata: Tenerife, la più grande, è di solo duemila chilometri quadrati. Il tour mi porta a Gran Canaria, la mondana, Tenerife, la cosmopolita, e Lanzarote, l’ecologica. A Gran Canaria merita una sosta la zona di Meloneras, una delle ultime a essere stata sfruttata turisticamente, che per ora ha scampato l’urbanizzazione selvaggia della costa sud. Pur essendo a pochi chilometri da Playa del Inglés, densa di pub, birrerie, ristoranti e case a pochi metri dalla sabbia, ha mantenuto un lungomare intatto. Grazie anche alla tutela delle bellissime dune di Maspalomas, parco naturale (foto in alto). La litoranea che percorre la costa alterna paesaggi mozzafiato ad altri purtroppo deturpati dal cemento, e regala piccole perle come Puerto Mogan, un paesino delizioso con porticciolo. Las Palmas, la capitale, si divide nettamente tra la zona moderna, ricca di centri commerciali che di notte diventano il centro della nightlife, come El Muelle, con vista sul porto, e il centro storico, la Vegueta, dove ammirare la bella piazza Santa Ana con la cattedrale in pietra lavica e mangiare le tapas. Da provare le papas arrugadas, patate novelle cotte con la buccia, condite con il moyo, salsa piccante verde o rossa. Chi ama il windsurf infine si fermi a Pozo Izquierdo, spiaggia soprannominata la Maui d’Europa, dove c’è il Centro Internazionale di Windsurfing e ogni anno gareggiano i campioni.
blimunda19 by Flickr
Per effetto degli alisei carichi di umidità Tenerife, soprattutto la parte nord, è molto più verde. Questa è anche la zona meno sfruttata turisticamente e ricca di storia. Il tour culturale può iniziare dalla città di La Laguna, patrimonio Unesco, e La Orotava, famosa per le case con i balconi di pino canario. La capitale, Santa Cruz, ha una bella strada per lo shopping e un centro storico ricco di locali e movida notturna, concentrata soprattutto in Calle de la Noria. Le spiagge naturali del nord sono fatte di tipici ciottoli neri, come a Puerto de la Cruz e a Garachico, dove la lava delle ultime eruzioni ha creato bellissime piscine naturali. Bastano pochi chilometri nell’interno però per atterrare su Marte, o quasi. Il paesaggio intorno al Pico del Teide è davvero fantascientifico: è stato, infatti, il set di numerosi film tra cui Guerre Stellari. Un’oretta di auto verso sud per raggiungere la nightlife più sfrenata nella zona di Costa Adeje, super chic con hotel cinque stelle e centri commerciali extralusso (come quello di Plaza del Duque) oppure verso Playa de Las Americas, più turistica ma molto divertente. Dalla costa sud è possibile fare escursioni per il whale watching nel tratto di mare davanti a Los Cristianos e prendere il battello per visitare l’isoletta de La Gomera.

Infine Lanzarote è per chi cerca una vacanza selvaggia e vuole vivere la natura al suo meglio. Qui, grazie al controllo e all’opera dell’artista locale César Manrique, la costa è stata risparmiata dalla cementificazione e le costruzioni si mimetizzano meglio con il paesaggio. Le spiagge più belle sono quelle di Famara, regno di surf e kite, e Papagayo, mentre il centro della vita notturna è a Puerto del Carmen, in riva al mare, con puntate anche nella capitale Arrecife. Un’isola da godere con in mano un bicchiere di Malvasia locale, specialità tipica.
[i](Credits: Archivio Ufficio Spagnolo del Turismo)[/i]
Link utili:
Ente del turismo
InfoCanarie

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Scusi, mi presta casa sua? Come avere un tetto in ogni angolo di mondo


Alessandro e Laura, avvocati di Monza, quest’anno vanno a Bondi Beach, Australia. Guglielmo parte da Padova verso Ormond Beach, Florida. Carlo, pensionato di Monterotondo, è in viaggio per il Massachussets. Fiorella e Leonardo, architetto e insegnante romani, sono già in Oregon e da lì proseguiranno direttamente per la California, come Kim e il marito che dalla Toscana raggiungono le coste californiane per fare surf.
Prima di deprimervi comparando queste esotiche destinazioni alle vostre, aggiungete che per le persone citate il soggiorno è praticamente a costo zero. Perché in cambio hanno messo a disposizione le loro abitazioni, aderendo a un programma di home exchange, lo scambio di casa così popolare negli Usa (ricordate il film L’amore non va in vacanza?) e oggi in crescita esponenziale in Europa.
Non pensate che per ottenere uno scambio serva lasciare le chiavi di una lussuosa magione nel centro di Milano, di fronte al Battistero di Firenze o in Piazza Navona; le abitazioni nell’hinterland milanese, ad esempio, o in generale nelle periferie delle grandi città sono richiestissime, basta che siano vicine ai mezzi pubblici o all’autostrada, come spiega Annalisa Rossi di Homelink: “Appartamenti a Cinisello Balsamo o Segrate, per dire, sono molto gettonati. Soprattutto da statunitensi o australiani; per loro l’Europa è piccola, non importa dove risiedono, sono pronti a fare centinaia di chilometri al giorno per visitarla”. Non solo: secondo Scambiocasa.com, l’Italia è al primo posto nella top ten delle destinazioni più ricercate: il nostro bilocale tanto vituperato potrebbe rivelarsi un vero tesoro come merce di scambio per ottenere un delizioso cottage inglese o una casetta sulla spiaggia in Algarve.
Normalmente la vacanza-scambio è di due settimane per destinazioni vicine e fino a 4 per posti più lontani; gli iscritti fanno in media 4 scambi all’anno, ferie permettendo. I prezzi dell’iscrizione variano tra i 70 e i 110 euro all’anno circa, a seconda del servizio.

Ma perché scegliere uno stile di vacanza così alternativa? Chi lo fa da anni risponde che è molto più intimo e familiare avere a disposizione una vera casa e non un’anonima stanza d’albergo; spesso poi gli amici dei residenti sono pronti ad aiutare i nuovi arrivati con consigli e suggerimenti, o a organizzare serate ed escursioni. In più la casa di proprietà non resta mai incustodita e si lasciano animali domestici (o piante da annaffiare) i nuovi ospiti possono provvedere. Se ci sono bambini, poi, contare su un vero appartamento arredato con tanto di balocchi e Dvd di cartoni animati è quasi indispensabile; ma è importante anche far vivere a loro un’esperienza di vita diversa. Rosanna ad esempio, circa quarant’anni, un marito e due figli di 15 e di 17 anni, ha messo a disposizione la sua casa di Bologna, non centralissima ma vicina alla ferrovia, ed è partita per la Norvegia, in un paesino nelle vicinanze di Trondheim. Lì la famiglia ha vissuto come in una fiaba, in una casa nel bosco, con tanto di pesca di salmoni da cuocere alla brace, come racconta Gaby Zanobetti di Intervac, che ha organizzato lo scambio.
C’è anche chi si avvicina all’esperienza a piccoli passi, come Speranza che, per ora, ha messo a disposizione solo la seconda casa a Lucca e con marito e due figlie è volata prima a Nerja e poi ad Altea, due paesini di pescatori nella costa sud spagnola. “Nonostante mio marito non si fidasse molto, è stata un’esperienza che ha superato le aspettative. Chissà che in un prossimo futuro non troviamo il coraggio di scambiare anche la prima casa…”, ipotizza.
E ovviamente non manca la versione extralusso: Home Exchange Gold tratta solo abitazioni da sogno, nei posti più esclusivi del mondo. Per 500 dollari all’anno (circa 360 euro), tanto costa l’iscrizione, si può provare l’ebbrezza di vivere in case spettacolari, arredate con gusto, con vista mare, parco o piscina privata.

Il trailer italiano di L’amore non va in vacanza, basato sullo scambio di case.
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L’intervista a un portavoce di Home Exchange, leader negli Usa.
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Specchia, tanto ricca e bella da far dimenticare il mare del Salento


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Un pugno di case antiche in pietra leccese nel cuore del Capo di Leuca, a pochi chilometri da dove il mare Adriatico confonde le acque con lo Jonio. Poco meno di 5.000 abitanti su una collina. Ma anche un paese all’avanguardia per la conservazione dell’ecosistema, il recupero delle antiche tradizioni e l’utilizzo di energie alternative.
Specchia, gioiello del Salento, fa parte dei Borghi più belli d’Italia dal 2004 ed è stato appena segnalato alla Commissione europea come destinazione rurale emergente per il turismo sostenibile. Il riconoscimento ufficiale sarà assegnato in occasione del Forum Europeo del Turismo, in Portogallo alla fine di ottobre. Ma già gli amministratori comunali gongolano per gli ottimi risultati ottenuti: Specchia è tra i pochissimi Comuni della provincia di Lecce con un notevole incremento nelle presenze, più 15,4% nel 2006.
I motivi sono molti: il paese, il cui nome deriva probabilmente dalle “specchie”, cumuli di pietre a secco usati a scopi difensivi, ha un’architettura rurale tutta da scoprire, con pajare, trulli e muretti a secco, e un centro medievale indenne. Ma anche edifici storici come il maestoso convento dei Francescani Neri con i suoi cinque secoli di storia, il solenne Palazzo marchesale e le Mura di Ponente e di Levante.
I gastronauti apprezzeranno sicuramente la cucina salentina, mescolanza di prodotti del mare e dell’orto. Alici, tenere e piccole, il polpo alla pignata e i “pupiddhi”, saporitissimo pesce azzurro, ottimo con le linguine ai ricci di mare. Il pranzo tipico specchiese inizia con i prodotti della tradizione contadina, come melanzane, peperoni, pomodori e zucchine, a cui seguono “pittule” (pasta lievitata e fritta in olio d’oliva) e polpettine che anticipano minestre di fave e carciofi o pasta fatta in casa: sagne ‘ncannulate, orecchiette e maccheroncini al sugo e i tipici ciceri e tria, primo piatto di pasta e ceci. Ottimo, come in tutta la zona, l’olio extravergine d’oliva. L’antico Frantoio Ipogeo, recentemente restaurato, ricorda che Specchia fa parte della Strada dell’Olio “Jonica - Antica Terra d’Otranto”.
Un giro nel Salento rurale è anche l’occasione per una vacanza sostenibile. Il vicino Borgo Cardigliano, un complesso di particolare interesse storico-architettonico, oggi è un eco-villaggio turistico quasi interamente alimentato da energia eolica e fotovoltaica. Nel suo territorio il Comune di Specchia ha realizzato il primo Parco degli ulivi secolari, dove sono stati collocati 500 alberi che rischiavano di essere espiantati e distrutti.

Sul Web
Comune di Specchia
Specchia su Wikipedia
Specchia.it

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Guida alla vacanza senza mal di pancia


Le allergie alimentari sono purtroppo in crescita esponenziale. Ma se già non è facile districarsi tra ingredienti più o meno chiari quando si è a casa o trovare prodotti senza glutine al supermercato, in vacanza all’estero la situazione potrebbe essere complicata dalla barriera linguistica. Per non trovarsi mai senza parole e poter comunicare le proprie esigenze al ristorante o nei negozi alimentari, su Food-Info da quest’anno è possibile scaricare una lista di 200 parole tradotte in più di venti lingue, stamparla e metterla in valigia per ordinazioni senza sorprese o, peggio, rischi di reazioni allergiche.

Sempre per quanto riguarda la prevenzione, sul sito del Ministero della Salute c’è un vademecum per conoscere le vaccinazioni obbligatorie e consigliate in tutti i Paesi del mondo. Sul portale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità si trova il documento più particolareggiato, in inglese (qui il file in formato pdf). Fondamentale anche un’occhiata al materiale messo on line da Simvim, Società italiana per la medicina dei viaggi e delle migrazioni. Oltre ai Paesi a rischio e alle regole d’oro per l’alimentazione in viaggio, è possibile cercare il centro di medicina dei viaggi più vicino dove chiedere tutte le informazioni pre partenza ed eventualmente prenotare le vaccinazioni.

Parlando di vaccinazioni, probabilmente la vostra destinazione è un po’ più alternativa di un villaggio all inclusive in Sardegna. Viaggiare sicuri, realizzato dal Ministero degli Esteri, offre la situazione aggiornata delle zone calde del mondo (segnalate con una luce rossa intermittente) dove ci potrebbero essere rischi per la sicurezza. Sullo stesso sito è possibile anche scaricare una guida on line, in formato pdf o rtf, sull’influenza aviaria. Chi parte da solo o in piccoli gruppi, senza supporto di un tour operator o un viaggio organizzato, dovrebbe sempre segnalare nomi dei viaggiatori e itinerario di massima su Dove siamo nel mondo, banca dati del Ministero degli Esteri per mappare gli italiani in giro per i quattro angoli del pianeta.

Adesso non resta che preparare la borsa, magari seguendo le liste già pronte su In Valigia, per essere sicuri di non scordare nulla. Se infine nonostante tutte le precauzioni qualcosa durante la vacanza non è andato per il verso giusto, ma non per colpa vostra bensì del tour operator o della compagnia aerea, al rientro non resta che rivolgersi al Telefono Blu, associazione che tutela i turisti, per sporgere reclamo.

Alle Galapagos, per ritrovarsi dentro un documentario

Il motivo per cui consiglio le isole Galapagos è semplice: prendete il più bel documentario mai visto, elevatelo all’ennesima potenza e non avrete che una vaga idea di quello che vi aspetta. Da vedere al volo: il governo dell’Ecuador, pungolato dall’Unesco, sta vagliando il numero chiuso o un eventuale stop ai permessi turistici per preservare il delicato ecosistema dell’arcipelago, per il 97% parco naturale. Gli animali non hanno predatori, per cui non hanno paura nemmeno dell’uomo: quasi bisogna fare attenzione a non calpestare iguane e leoni marini pigramente sdraiati al sole. La soluzione migliore per visitarle è una crociera con pernottamento a bordo, con un paio di sbarchi al giorno. Se soffrite il mare, però, lasciate perdere il catamarano: ci si trova a più di mille chilometri dalla costa ecuadoriana, le acque possono essere parecchio agitate e le ore di navigazione sono molte. Meglio optare per una nave più grande e stabile, oppure prendere in considerazione il pernottamento in hotel su un’isola, con escursioni in barca giornaliere. Il giro (le crociere partono da quattro giorni, ma l’ideale è farne sei oppure otto) solitamente inizia con una visita al Centro Darwin, per conoscere la storia di queste isole vulcaniche, scoprire il lavoro di ripopolamento delle testuggini (decimate da una caccia discriminata) e salutare Lonesome George, l’ultimo esemplare della sua specie che i biologi stanno disperatamente cercando di far accoppiare con femmine di razza simile.

Poi si parte per un tour che tocca alcune isole di cui l’unica abitata è Santa Cruz, il vero centro turistico. Ognuna ha una flora e fauna particolari: a Española le sule dai piedi azzurri, incredibili uccelli marini che sembra abbiano infilato le zampe in un secchio di vernice; le coppie di albatri, monogami e affettuosissimi; le fregate che volano immobili.

A Floreana si fa snorkeling (consigliata una muta: l’acqua è freddina) nuotando insieme a leoni marini, tartarughe e i piccoli pinguini delle isole. A Santa Cruz si ammira in silenzio la spiaggia dove le tartarughe depongono le uova (è vietato anche fare il bagno per non disturbarle in alcun modo).

Tra i pacchetti migliori per visitarle, quelli di Ruta 40 e I viaggi dell’elefante. Si può provare anche con il fai da te arrivando a Quito o Guayaquil con Iberia o Klm e ripartendo per San Cristobal con un volo interno. È consigliato comunque prenotare la crociera per tempo: in alta stagione si possono attendere giorni per riuscire a partire. Tra i siti migliori da consultare, Galapagos Islands, Galapagos Conservacy e Parque Nacional Galapagos.

In vacanza? Questa volta ci vado a piedi

winkyintheuk by Flickr

Scordate gli ingorghi, le file per l’imbarco dei traghetti, la massa di persone e valigie in attesa al banco del check in. L’unico mezzo di trasporto che vi servirà quest’estate sono i piedi. Perché oltre al famosissimo Cammino di Santiago, 31 tappe da Roncisvalle alla città del santo percorse ogni anno da una moltitudine in cerca di espiazione o semplicemente di riflessione e silenzio, ci sono decine di proposte in Italia, in Europa (qui le mete più nuove del vecchio continente) e nel mondo (qui alcuni suggerimenti) per il popolo dei camminatori.

Se volete provare comunque a raggiungere Compostela, però, qui c’è il sito ufficiale, qui uno in italiano con un forum dei pellegrini e qui i suggerimenti di chi l’ha già fatto.
In Italia la novità della stagione è l’escursione-evento Cammina Cammina: dieci giorni da Fidenza a Lucca lungo la via Francigena, sulle orme dei pellegrini medievali. Le partenze sono giornaliere, dal 14 giugno al 1 luglio ed è possibile anche scegliere la versione light: un weekend, tre tappe di cammino. Info e prenotazioni qui. E proprio lungo la via Francigena a metà giugno ci sarà Passoparola, il primo Festival del Cammino.

Con La Boscaglia a giugno si va a piedi tra Lampedusa e Linosa, si esplora l’appennino emiliano e la Majella abruzzese mentre a luglio trionfano i monti: percorsi sul Bianco, sul Gran Sasso e le Dolomiti. Prima di avventurarsi in alta montagna, però, conviene leggere i consigli dei trekker professionisti.

Trekking Italia prevede invece percorsi marini, dalle classiche Cinque Terre all’Isola del Giglio. Oppure si può fare da soli, scegliendo qualche tappa dei Percorsi Occitani, un circuito di un centinaio di chilometri di sentieri in provincia di Cuneo, con antiche locande disseminate ad hoc sul percorso. O dell’Alta Via dei Monti Liguri, più di 400 chilometri da La Spezia a Ventimiglia, sospesi tra il mare e le montagne. Solo viaggi caratterizzati da basso impatto ambientale e lentezza per il portale Adagio che per gli aspiranti viandanti propone fra l’altro un percorso di 10 giorni da Urbino a Gubbio, attraverso il Parco del Monte Cucco (tranquilli: i bagagli verranno recapitati ogni sera all’albergo della tappa) e il Triangolo Lariano, 8 giorni nei dintorni del Lago di Como, con ritorno in battello.

Un solo consiglio: “Lasciate a casa il telefono cellulare. Se proprio dovete portarlo, sappiate che potrete tenerlo acceso solo alla sera dopo ogni tappa e al mattino prima di partire. Mai durante il cammino”. Se camminare non vi basta, Sightjogging mette a disposizione personal trainer con sensibilità da guida turistica per correre fra i monumenti. Per ora solo a Roma, con 10 percorsi più uno per i disabili.

Alla scoperta dei trekking più belli del mondo

Rick McCharles by Flickr
Solo per quasi professionisti (e coraggiosi) il primo trekking nel Corridoio del Wakhan, stretta regione dell’Afghanistan incuneata tra Tajikistan, Pakistan e Cina. Il primo gruppo europeo partirà il 1 agosto per 30 giorni di camminata dura tra le montagne del Piccolo e Grande Pamir, ai piedi di vette che raggiungono i 7000 metri. Il tracciato segue per un lungo tratto quello millenario della Via Carovaniera della Seta e utilizzerà antichissimi sentieri montani mai toccati da piede di turista occidentale. Allure rivoluzionaria ma difficoltà media per il percorso nella Sierra Maestra cubana, sulle tracce di Che Guevara, in partenza a luglio. Difficoltà crescenti per gli Hoerikwaggo Trails, itinerari nei parchi sudafricani da inserire magari in una vacanza più lunga: The Table Mountain Trail è un trek di “lusso”: tre giorni con portatori al seguito per una camminata rilassante. Sei giorni di cammino per l’Hoerikwaggo Tented Classic Trail: si fatica di giorno ma le notti si passano in bellissime tende super attrezzate intorno alla Table Mountain Chain. Sempre sei giorni ma più selvaggi per il The Top to Tip Trail, il percorso più nuovo per trekker duri e puri.
Infine, se chiedete a un appassionato camminatore qual è il viaggio da sogno nove volte su dieci risponderà l’Inca Trail, il Sentiero degli Inca: 82 km da Cuzco a Machu Picchu, tra vette che sfiorano il cielo e magnifici siti archeologici. Con un po’ di fantasia si può provare anche al computer, studiando l’itinerario sul sito ufficiale e ripercorrendolo sul video con la mappa interattiva.

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