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Acqua cristallina e vegetazione tropicale: il nuovo Eden si trova a El Nido
L’isoletta di El Nido si trova nel bel mezzo dell’arcipelago di Bacuit, arroccata tra una baia piena di piccoli atolli e scogliere calcaree mozzafiato. Dal momento che tutte le isole delle Filippine sono di origine vulcanica, l’acqua è sempre calda e cristallina, i fondali strapieni di pesci e coralli dai colori smaglianti, e la sabbia fine e bianchissima.
(Credits: permanently scatterbrained by Flickr)
di Guido Castellano e Antonella Palmieri
Toglietegli tutto, ma non le vacanze. L’Alitalia al collasso cancella i voli, c’è la crisi economica, ma almeno per Natale e Capodanno gli italiani non cancellano l’idea di partire. Certo, si siedono a tavolino e cercano di far quadrare i conti con qualche giorno in meno di ferie o la scelta di una meta più economica. Ma una cosa è certa: anche quest’anno le vacanze non verranno trascorse accanto al caminetto di casa. Almeno in 12 milioni di famiglie.
E le altre? Da un lato le cifre di Assotravel, l’associazione di Confindustria che raggruppa le agenzie di viaggi, registrano una tenuta delle prenotazioni rispetto all’anno scorso. Dall’altro, un sondaggio che l’Associazione a difesa dei consumatori ha sottoposto ai propri associati parla di 3 milioni di famiglie in più, rispetto allo scorso anno, che resteranno a casa. I più restii alla partenza sembrano essere gli affezionati dell’auto lasciati a terra dal caro benzina. Come dire che il popolo dei vacanzieri a breve raggio, molti di quelli che scelgono una meta in Italia o appena fuori del confine quest’anno trascorreranno le feste in casa.
Ma dove andranno i 12 milioni di globetrotter che hanno invece già il biglietto d’aereo in tasca? Fra gli italiani in partenza ci sono i ricchi che già a settembre hanno prenotato nei resort più esclusivi alle Maldive, Seychelles e Nuova Zelanda che registrano il tutto esaurito. Sui siti dei maggiori tour operator è quasi impossibile trovare un posto libero. E chi prova a organizzare un viaggio «fai da te» non riesce a recuperare un biglietto aereo a meno di 2.600 euro per il periodo tra Natale e Capodanno.
Poi ci sono gli italiani a reddito medio che si barcamenano fra voli low cost e pacchetti superscontati e stanno puntando alle capitali europee. Infine c’è chi ha il conto quasi in rosso e pur di partire compra la vacanza a rate. Ed è boom di finanziamenti utilizzati per pagarsi i viaggi all’estero.
Il mercato delle vacanze dunque resiste e secondo le associazioni di categoria perde solo il 2 per cento rispetto allo scorso anno. Calo che per gli addetti ai lavori non è un segnale negativo. «Vista la situazione economica e il pessimismo, se davvero verrà confermato questo calo noi saremo contenti» spiega a Panorama Andrea Giannetti, presidente di Assotravel. «La nostra preoccupazione semmai è per i periodi precedenti o successivi a dicembre, perché a Natale la gente parte comunque».
Expedia poi, il più cliccato sito al mondo per la prenotazione di vacanze, registra un più 10 per cento delle transazioni, rispetto all’anno scorso, nel periodo settembre-novembre.
«Ormai il viaggio da bene voluttuario si è trasformato in bene primario» afferma Corrado Peraboni, amministratore delegato di Expocts, società organizzatrice della Borsa internazionale del turismo. «Nei momenti di crisi, non vi si rinuncia, ma si rimodula adeguandolo alle disponibilità. La partenza intelligente non riguarda più solo le autostrade, ma comincia dalla scelta della data di prenotazione».
Ma quali sono le strategie degli italiani in fatto di viaggi? Una ricerca che la stessa Expedia ha realizzato in esclusiva per Panorama sui propri utenti rivela che i vacanzieri di Natale stanno scegliendo meno i viaggi «all inclusive» (quelli tutto compreso, ndr) e si sono buttati, in tempi di incertezza, sulle prenotazioni del solo albergo. Disdire un pacchetto, infatti, è un po’ più costoso che cancellare una prenotazione di una camera. Oppure c’è chi a corto di risparmi decide di prenotare oggi l’aereo riservandosi di pensere all’albergo dopo qualche settimana, quando è entrato lo stipendio del mese successivo. Anche con la speranza di trovare un’offerta low cost.
Gli albergatori intanto, per evitare strutture mezze vuote, hanno visto al ribasso i prezzi: la tariffa media per camera ha subito un calo del 3 per cento come spiega Francesca Benati, numero uno di Expedia Italia: «Probabilmente, si legge in diversi report di varie agenzie di ricerca, si trovano costretti ad agire sulle tariffe per incrementare il numero totale di clienti».
E l’Irlanda è lo stato che più ci riesce. Secondo le rilevazioni di Expedia, rispetto all’anno scorso Dublino avrà il 50 per cento in più di visitatori italiani. Poi ci sono gli Stati Uniti. La paura del terrorismo è passata e in tutta Italia spuntano come funghi voli diretti per Miami e New York. Risultato: più 40 per cento sulle prenotazioni verso queste mete. New entry fra le destinazioni più gettonate è la Russia che registra un più 40 per cento.
Ma la vera passione per il prossimo Natale sarà il Medio Oriente (+40 per cento): le spiagge di Dubai, Abu Dhabi sono state scelte per staccare la spina dal mondo. Se mare, grattacieli e lande deserte attirano, Budapest e in generale l’Ungheria hanno perso il loro appeal: meno 17 per cento sulle prenotazioni dell’anno scorso.
Dunque gli italiani partono. Sì, ma a che prezzo? In base a una ricerca di Tripadvisor, la più grande community al mondo di viaggiatori, il bugdet previsto dagli italiani per le vacanze di Natale va da 2 mila a più di 8 mila euro. La percentuale più alta, il 28 per cento, prevede di spendere una somma fra i 2 e i 4 mila euro. Ma c’è anche chi non risente per nulla della crisi (il 9 per cento) e per le prossime vacanze ha previsto una spesa di 8 mila euro o più.
In fin dei conti non è mica necessario averli in contanti. Perché gli italiani adesso hanno imparato a pagare le vacanze a rate. E non sono cifre da nulla. Una ricerca di Unicredit consuming financing mostra come, in poco più di un anno, il mercato delle vacanze a rate abbia raggiunto quota 300 milioni di euro. Buona o cattiva che sia questa abitudine, ormai ha contagiato più di 500 mila italiani. Perché comunque anche se le tasche non sono più pienissime la vacanza aiuta a non pensarci. «Può essere che per qualcuno partire sia un modo di esorcizzare la paura della crisi accettando il rischio di trovarsi poi in una situazione peggiore di quella che si voleva demonizzare» afferma Guglielmo Gulotta, docente di psicologia del turismo all’Università di Torino. «Il sentimento del rischio è una condizione dello spirito che sta tra la speranza e la paura. Chi ha paura aumenterà i risparmi e limiterà le spese, chi ha speranza andrà in vacanza comunque».
Se poi la vacanza è studiata per non pensare alla crisi tanto di guadagnato. C’è chi decide di vivere come un eschimese e dorme in ingloo per due giorni. Chi invece affronta le dune egiziane assieme ai beduini e chi invece sposa per una settimana la cultura aborigena bighellonando in mezzo al deserto australiano. Anche se alla fine vince la voglia di normalità, come mostrano le risposte sulle attività degli italiani in vacanza raccolte da Tripadvisor: quasi nessuno ha intenzione di frequentare casinò, né di fare sport estremi. La metà degli intervistati non ha la minima voglia di muoversi in bici o di sciare. Né di uscire in barca a vela o di partecipare a festival mondani. La cura contro la paura della crisi sembra essere l’ozio più completo. Ma dall’altra parte del mondo. •
L’Italia arretra, la Puglia no. Come l’anno scorso, per il turismo del Sud non si aspettano buone nuove, complici anche i prezzi alle stelle e l’emergenza rifiuti.
Il Mezzogiorno, però, ha una sua felice eccezione: la Puglia. L’Istituto nazionale delle ricerche turistiche ha reso noti infatti i dati sull’afflusso di bagnanti nelle coste pugliesi e, sorpresa, si è scoperto che a settembre Gallipoli e dintorni registreranno un + 77% davvero sorprendente.
Mete predilette le zone leccesi, e in particolare le località di Capo Ristola e Santa Maria di Leuca, anche grazie al suggestivo faro, che fa da spartiacque fra il Mare Ionio e l’Adriatico. Sempre in quel di Lecce, in ascesa è Santa Cesarea: lì, quest’anno, le famose terme registreranno un vero e proprio record di visite. Ma a risentire del trend positivo saranno pure il barese ed il foggiano, in primis Trani, Barletta e Manfredonia. Ora resta da valutare la reazione delle strutture alberghiere al boom di quest’anno. Se supereranno l’esame mantenendo costi adeguati, la Puglia è destinata ad essere la regione più visitata del Sud nei prossimi anni.

Le vacanze migliori? Life Magazine, gloriosa rivista americana che da tempo ha cessato le pubblicazioni, dà alle stampe con il marchio Life Books un libro che raccoglie le 100 destinazioni da sogno, suddivise per varie tipologie di vacanza. Cento bellissime foto (in tipico stile Life) accompagnano i lettori alla scoperta di luoghi remoti o famosi, visitando i quali si è certi di realizzare un viaggio da sogno.
Le categorie prese in considerazione sono sei e per ciascuna vengono suggerite mete adatta a quella specifica tipologia di viaggiatore. Tra le destinazioni per famiglie ci sono Londra, Orlando, con il suo parco a tema Disney, New York, le Bahamas e Cuzco in Perù. Sogno irrealizzabile: un viaggio nello spazio. Per i voraci consumatori di cultura la scelta è molto ampia e l’Italia compare con gli Uffizi e i Musei Vaticani. Ma troviamo qui anche la Sidney Opera House, l’Hermitage di San Pietroburgo, Sundance, la città dell’omonimo festival del cinema e Stratford-upon-Avon, patria di Shakespeare.
Tra le mete adatte ai giramondo infaticabili ci si imbatte in alcune proposte bizzarre: il Marocco in cammello, Phuket a dorso di elefante, un viaggio sull’Orient Express, la Transilvania e le nostre Marche. Molti, e quasi tutti in territorio americano, i suggerimenti per gli sportivi, che includono però anche il fiume Sun Kosi in Nepal, l’Olanda nel suo insieme e la Provenza. L’Italia è totalmente assente dalle mete storiche, del resto Roma era in qualche modo già presente con i Musei Vaticani. Troviamo in questa categoria Il Cairo, Creta, Gerusalemme, Cape Town, La città Proibita a Pechino, il Vietnam, le spiagge della Normandia.
Il nostro riscatto arriva alla fine, quando si tratta di destinazioni romantiche. Le Cinque Terre, in Liguria, trovano posto tra le mete considerate ideali per coppie innamorate, insieme all’isola di Madeira, la californiana Napa Valley, Siviglia in Andalusia, La Camargue, Kyoto. Farà certo discutere i puristi la scelta di Life di includere nelle mete romantiche Bruxelles ma non Parigi: forse loro hanno visto qualcosa che a molti di noi è sfuggita…
Per soddisfare altre curiosità, trovate qui il file pdf del comunicato (in inglese) con la lista completa dei luoghi segnalati.

Arriva l’estate e per gli itinerari di viaggio non c’è che l’imbarazzo della scelta. Ovunque si vada, però, sia che la meta sia un luogo tropicale sia che si tratti di un mare o di una montagna più vicini a casa, per tutti vale un unico comune denominatore: i diritti del turista sono sacri.
Ma perché i diritti vengano rispettati bisogna conoscere anche i doveri e le regole. Ecco allora due pubblicazioni, entrambe gratuite, per non rimanere impantanati nella giungla. La prima ha un titolo che è tutto un programma Il vademecum del turista, ovvero guida anti-bidonate che l’Adiconsum di Agrigento offre a chi la richiede (indirizzo email adiconsumag at virgilio.it). Nell’agile librettino si impara così a far valere i propri diritti, a partire dai contratti che si stipulano con le agenzie di viaggio. Il consiglio d’oro è leggerli con grande attenzione, postille comprese in modo da non dover poi rischiare brutte sorprese. Non solo. Occhio vigile anche sul costo dei servizi che si pattuiscono e sulla data di partenza. Per non parlare poi della categoria dell’albergo che si prenota.
Altrettanto utile soprattutto per chi sceglie mete esotiche e lontane è la Carta doganale del viaggiatore, scaricabile da Internet. La guida è divisa in due parti. La prima riguarda i viaggi da o verso Paesi extracomunitari, la seconda viaggi nell’ambito dell’Unione Europea.
Si impara così per esempio che se si viaggia con al seguito alcune scatole di medicinali perché si sta seguendo una cura specifica è buona norma munirsi di una prescrizione medica in cui venga specificato l’esatto numero trasportato. O che se si esce dall’Europa con macchine fotografiche, telecamere e computer è necessario sempre avere una bolla d’accompagno o uno scontrino che ne attesti l’acquisto in Italia. E se per caso non si riesce a trovare la documentazione basta fare un’autodichiarazione alla dogana italiana prima di uscire dal nostro Paese per non dover pagare l’Iva al ritorno. Regole importanti, insomma, che spesso non si conoscono o si dimenticano. Fondamentali però per godersi la propria vacanza nel modo più tranquillo possibile.

Gli italiani saranno pure un popolo di navigatori (oltre che santi ed eroi) ma con le lingue straniere se la cavano maluccio. Secondo un’indagine del Censis del 2006, infatti, un terzo degli italiani non parla alcuna lingua straniera, uno striminzito 7% dichiara di masticarne almeno una “molto bene”, e solo il 20% ne parla due.
Eppure viaggiano, e tanto. Li si incontra a frotte dappertutto: da Londra a New York, da Tokio a Mombasa. Finchè si tratta di passeggiare o visitare musei, tutto sotto controllo: ma quando è il momento di mangiare (faccenda oltremodo importante per gli italiani), la questione della lingua si fa fondamentale. Come maneggiare una lista incomprensibile ed evitare di ordinare formiche fritte o cervello di montone in umido?
Ora c’è un sito che viene incontro ai globetrotters che non vogliono sorprese a tavola. Si chiama Foodjoker e permette di visionare i menu di oltre 13mila ristoranti sparsi per il mondo, non solo in italiano ma in altre sette lingue, dal tedesco al cinese, dall’ebraico all’inglese. Basta inserire nel motore di ricerca il nome del Paese e della città desiderata, e apparirà l’elenco dei ristoranti disponibili. Naturalmente si può anche raffinare la ricerca, restringendo il campo per esempio ai soli ristoranti che propongono cucina locale, o cibo francese, o sushi. Cliccando sul nome del locale prescelto si aprirà una pagina con le informazioni generiche (”chi siamo”), la mappa per raggiungerlo e poi naturalmente il menu.
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Per esempio, andando a consultare il menu del ristorante Aiwanting di Shangai si scopre che la specialità della casa, la zuppa Aiwanting, è fatta con avalone (grosso mollusco che i siciliani chiamano “occhio di bue”), pinna di squalo e cetriolo marittimo. O che al ristorante Ezard di Melbourne, in Australia, l’hamburger di wagyu (bovino giapponese pregiatissimo, anche detto “Kobe”) è condito con uova di quaglia, marmellata di cipolla, crescione, pomodoro affumicato e maionese al tartufo. Poi non potrete dire che non vi avevano avvertito, insomma.
A fianco delle portate è riportato il prezzo, che può essere espresso in qualsiasi valuta. Infine, accanto a tutti i ristoranti è specificato se accettano carte di credito, se hanno una zona per fumatori, se c’è l’aria condizionata… Per viaggiare senza sorprese: a patto però di non voler controllare proprio tutto, finendo per assomigliare al pedante Furio interpretato da Carlo Verdone nel film cult “Bianco Rosso e Verdone”.
Gli Italiani preferiscono l’Europa per le vacanze di Pasqua 2008. E tra le città scelgono il romanticismo di Parigi, ideale per trascorrere qualche giorno di relax. Secondo uno studio di trivago.it, la più grande community europea di viaggiatori che sul web confrontano i prezzi di hotel e ristoranti, per la settimana Santa continuano a piacere anche le bellezze di casa nostra, come Roma, Milano e Venezia.
Ma indipendentemente da dove si scelga di andare, la discriminante del prezzo resta fondamentale. Nella città della Tour Eiffel per qualche giorno (in media tre) gli italiani spenderanno 119 euro a notte per doppia. La scelta di Parigi come prima meta si spiega con il consolidarsi delle tratte dei voli low cost in partenza dai principali capoluoghi italiani che hanno abbattuto le tariffe di viaggio. La città eterna si difende comunque bene e guadagna la seconda posizione, con una spesa media di 115 euro per notte per camera d’albergo.
Nonostante i rincari dei carburanti, saranno in molti a mettersi per strada per raggiungere la Capitale. Nella classifica seguono Londra, la destinazione più cara, con una spesa media di 131 euro per notte e le due città spagnole più economiche: Barcellona (104 euro/notte) e Madrid (98 euro/notte).
Sesta posizione per Berlino, capitale europea meno costosa, con una spesa media di 81 euro a notte, che resta una delle mete preferite del nord Europa. Subito dopo, Praga, con una spesa media di 90 euro per notte. Vienna si colloca, invece, in nona posizione con una spesa di 108 euro per notte. Le ultime due posizioni vedono la presenza di due altre città italiane, Milano, dove gli Italiani passeranno qualche giorno spendendo 102 euro per notte e Venezia (113 euro).
Per i paesi extraeuropei, invece, si punta sull’esotico: l’Egitto (Sharm El Sheik e Marsa Alam) e gli Emirati arabi uniti (Dubai).
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I soldi sono pochi, le feste si annunciano austere. Ma gli italiani non rinunciano ad andare in viaggio. Undici milioni di persone, il 5% in più dell’anno scorso, hanno già le valigie pronte per le feste di Natale. Secondo un’indagine Confesercenti-PublicaRes-Swg cercheranno soprattutto il relax (a discapito delle città d’arte), stando molto attenti al portafogli.
Partenze in aumento, quindi, ma tassativamente low cost. Lo si deduce innanzitutto dall’aumento, rispetto al 2006, di vacanzieri che utilizzeranno case di proprietà, così come è in forte ripresa la richiesta di abitazioni in affitto, mentre pensioni e hotel perdono sette punti. In pochi si sposteranno con la famiglia, mentre - per amore o per forza - la voglia di vacanza a due con il partner sale del 12%. A sorpresa, comunque, è meno presente, anche se rimane in cima alla classifica, la motivazione economica che sta alla base della rinuncia alla vacanza (dal 32% del 2006 al 27% di quest’anno). Un altro 23% del campione afferma invece di non partire per ragioni di ordine familiare, di impegni di lavoro o di salute. Mentre il 23% degli intervistati dice di preferire altri periodi per le vacanze.
Ma quanto spenderanno gli Italiani? In media 6,7% miliardi, 601 euro a persona contro gli 880 del 2006. E si restringe anche l’elenco di coloro che sono disposti a godersi la vacanza senza badare a spese arrivando fino a 2250 euro (un calo di sette punti). Qualche variazione anche per la durata dei soggiorni fuori casa. Diminuiscono le vacanze brevissime (tre giorni) e lunghe (10 giorni), mentre aumentano quelle di 4 giorni (più 13%). L’attenzione al risparmio emerge anche dalla scelta delle mete turistiche. Rispetto al 2006, infatti, si registra una minore propensione a viaggiare fuori dall’Europa, mentre la meta preferita è l’Italia. La montagna va sempre fortissimo, anche se con una flessione nelle preferenze del 5%. Resta stabile la percentuale di vacanzieri che sceglierà le città d’arte e cresce la voglia di campagna (dodici punti in più).
Per quanto riguarda il profilo dell’organizzazione del viaggio, complessivamente aumenta la quota di chi non prenoterà affatto o prenoterà da solo al telefono o con internet. Chi naviga ha solo l’imbarazzo della scelta e le offerte sono davvero tante. Prenotando dalla sezione viaggi di Panorama.it si può partire per New York spendendo 229 euro, oppure salpare per una crociera in Spagna e Marocco con uno sconto del 65%. E ancora concedersi un week-end a Madrid per 113 euro (volo più hotel). Basta armarsi di pazienza ed avere le idee chiare e sul web si può trovare davvero di tutto. Come la settimana bianca sul Monte Bondone, in Trentino, a 129 euro. Per i pochi fortunati che non hanno problemi di liquidità, poi, c’è solo l’imbarazzo della scelta. Interessante il sito Slh che raggruppa i 440 hotel più lussuosi del pianeta. Per capodanno sono disponibili ancora alcune destinazioni originali ed esclusive, dalla Valle d’Aosta ai Pirenei, dall’Argentina al Canada.
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Les feuilles mortes, Si sta come d’autunno sugli alberi le foglie… I colori incendiari della natura d’autunno affascinano da sempre artisti e poeti. Ma non solo; tanto che negli Usa il fenomeno del foliage è una vera e propria istituzione, con tanto di tour organizzati per vedere i boschi più belli del paese. Come quelli del New England, soprattutto nel Maine, soprannominato Pine State, e nel Vermont dove lungo la route 30 si accalcano le auto di chi non vuol perdere questo incredibile spettacolo dorato.
Quando andare? Il picco è tra ottobre e i primi di novembre, ma per non perdere neppure una sfumatura ci sono siti ad hoc come Foliage Network, Foliage Vermont e Foliage Maine. Sì, esatto: proprio come per le previsioni del tempo.
Meno scontato del New England e altrettanto affascinante per gli amanti dell’autunno è il Québec dove la zona attorno al lago di Tremblant, tra i monti delle Laurenziane, è considerata quasi un monumento nazionale alle foglie. Oltre al Québec comunque, se la meta prescelta è il Canada, non c’è che l’imbarazzo della scelta.

Certo, per ammirare la tavolozza dei rossi e gialli d’autunno non è necessario un volo transoceanico. Il Lake District, parco nazionale fra Lancashire e Cumbria magnificato da Keats e Coleridge offre un’atmosfera davvero speciale in questa stagione, attorno ai piccoli villaggi di Cockermouth (dove nacque Wordsworth) e Grasmere. Dopo le passeggiate su tappeti di foglie cadute, da non perdere alle cinque in punto un tea trail, tour di degustazioni guidate della bionda bevanda. So british! Sempre nel Regno Unito, vale la pena una passeggiata nel Northumberland National Park, 1.000 chilometri di sentieri boscosi sul confine scozzese, con il Vallo di Adriano da ammirare assieme ai colori della natura.
In Italia, fra i boschi più belli dove osservare il fenomeno c’è la Valle Aurina, la più settentrionale dell’Alto Adige, dove il periodo del foliage coincide solitamente con il rientro delle mucche dagli alpeggi estivi e con l’inizio dei preparativi per affrontare l’inverno. Giorni baciati dagli ultimi raggi di sole dell’estate di S. Martino, con cieli tersi e temperature miti. Oppure nei boschi del Carso tra castagni, cornioli e carpini. Magari da ammirare in sella a una mountain bike. O anche, restando in zona, in Carnia, dove il Bosco Bandito di Gracco, a Forni Avoltri, è una delle mete più gettonate dagli appassionati di foliage in Italia. Qui alcuni itinerari consigliati.
In Svizzera accontentano sia i camminatori che i golosi con diversi tour autunnali attraverso le Alpi. Tra un albero e l’altro c’è tempo anche per una cena superchic a Gstaad e una visita d’obbligo, con degustazione, a una fabbrica di cioccolato. Da smaltire poi con ore di trekking fra le foglie, ovviamente.
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Alessandro e Laura, avvocati di Monza, quest’anno vanno a Bondi Beach, Australia. Guglielmo parte da Padova verso Ormond Beach, Florida. Carlo, pensionato di Monterotondo, è in viaggio per il Massachussets. Fiorella e Leonardo, architetto e insegnante romani, sono già in Oregon e da lì proseguiranno direttamente per la California, come Kim e il marito che dalla Toscana raggiungono le coste californiane per fare surf.
Prima di deprimervi comparando queste esotiche destinazioni alle vostre, aggiungete che per le persone citate il soggiorno è praticamente a costo zero. Perché in cambio hanno messo a disposizione le loro abitazioni, aderendo a un programma di home exchange, lo scambio di casa così popolare negli Usa (ricordate il film L’amore non va in vacanza?) e oggi in crescita esponenziale in Europa.
Non pensate che per ottenere uno scambio serva lasciare le chiavi di una lussuosa magione nel centro di Milano, di fronte al Battistero di Firenze o in Piazza Navona; le abitazioni nell’hinterland milanese, ad esempio, o in generale nelle periferie delle grandi città sono richiestissime, basta che siano vicine ai mezzi pubblici o all’autostrada, come spiega Annalisa Rossi di Homelink: “Appartamenti a Cinisello Balsamo o Segrate, per dire, sono molto gettonati. Soprattutto da statunitensi o australiani; per loro l’Europa è piccola, non importa dove risiedono, sono pronti a fare centinaia di chilometri al giorno per visitarla”. Non solo: secondo Scambiocasa.com, l’Italia è al primo posto nella top ten delle destinazioni più ricercate: il nostro bilocale tanto vituperato potrebbe rivelarsi un vero tesoro come merce di scambio per ottenere un delizioso cottage inglese o una casetta sulla spiaggia in Algarve.
Normalmente la vacanza-scambio è di due settimane per destinazioni vicine e fino a 4 per posti più lontani; gli iscritti fanno in media 4 scambi all’anno, ferie permettendo. I prezzi dell’iscrizione variano tra i 70 e i 110 euro all’anno circa, a seconda del servizio.

Ma perché scegliere uno stile di vacanza così alternativa? Chi lo fa da anni risponde che è molto più intimo e familiare avere a disposizione una vera casa e non un’anonima stanza d’albergo; spesso poi gli amici dei residenti sono pronti ad aiutare i nuovi arrivati con consigli e suggerimenti, o a organizzare serate ed escursioni. In più la casa di proprietà non resta mai incustodita e si lasciano animali domestici (o piante da annaffiare) i nuovi ospiti possono provvedere. Se ci sono bambini, poi, contare su un vero appartamento arredato con tanto di balocchi e Dvd di cartoni animati è quasi indispensabile; ma è importante anche far vivere a loro un’esperienza di vita diversa. Rosanna ad esempio, circa quarant’anni, un marito e due figli di 15 e di 17 anni, ha messo a disposizione la sua casa di Bologna, non centralissima ma vicina alla ferrovia, ed è partita per la Norvegia, in un paesino nelle vicinanze di Trondheim. Lì la famiglia ha vissuto come in una fiaba, in una casa nel bosco, con tanto di pesca di salmoni da cuocere alla brace, come racconta Gaby Zanobetti di Intervac, che ha organizzato lo scambio.
C’è anche chi si avvicina all’esperienza a piccoli passi, come Speranza che, per ora, ha messo a disposizione solo la seconda casa a Lucca e con marito e due figlie è volata prima a Nerja e poi ad Altea, due paesini di pescatori nella costa sud spagnola. “Nonostante mio marito non si fidasse molto, è stata un’esperienza che ha superato le aspettative. Chissà che in un prossimo futuro non troviamo il coraggio di scambiare anche la prima casa…”, ipotizza.
E ovviamente non manca la versione extralusso: Home Exchange Gold tratta solo abitazioni da sogno, nei posti più esclusivi del mondo. Per 500 dollari all’anno (circa 360 euro), tanto costa l’iscrizione, si può provare l’ebbrezza di vivere in case spettacolari, arredate con gusto, con vista mare, parco o piscina privata.
Il trailer italiano di L’amore non va in vacanza, basato sullo scambio di case.
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L’intervista a un portavoce di Home Exchange, leader negli Usa.
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Le allergie alimentari sono purtroppo in crescita esponenziale. Ma se già non è facile districarsi tra ingredienti più o meno chiari quando si è a casa o trovare prodotti senza glutine al supermercato, in vacanza all’estero la situazione potrebbe essere complicata dalla barriera linguistica. Per non trovarsi mai senza parole e poter comunicare le proprie esigenze al ristorante o nei negozi alimentari, su Food-Info da quest’anno è possibile scaricare una lista di 200 parole tradotte in più di venti lingue, stamparla e metterla in valigia per ordinazioni senza sorprese o, peggio, rischi di reazioni allergiche.
Sempre per quanto riguarda la prevenzione, sul sito del Ministero della Salute c’è un vademecum per conoscere le vaccinazioni obbligatorie e consigliate in tutti i Paesi del mondo. Sul portale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità si trova il documento più particolareggiato, in inglese (qui il file in formato pdf). Fondamentale anche un’occhiata al materiale messo on line da Simvim, Società italiana per la medicina dei viaggi e delle migrazioni. Oltre ai Paesi a rischio e alle regole d’oro per l’alimentazione in viaggio, è possibile cercare il centro di medicina dei viaggi più vicino dove chiedere tutte le informazioni pre partenza ed eventualmente prenotare le vaccinazioni.
Parlando di vaccinazioni, probabilmente la vostra destinazione è un po’ più alternativa di un villaggio all inclusive in Sardegna. Viaggiare sicuri, realizzato dal Ministero degli Esteri, offre la situazione aggiornata delle zone calde del mondo (segnalate con una luce rossa intermittente) dove ci potrebbero essere rischi per la sicurezza. Sullo stesso sito è possibile anche scaricare una guida on line, in formato pdf o rtf, sull’influenza aviaria. Chi parte da solo o in piccoli gruppi, senza supporto di un tour operator o un viaggio organizzato, dovrebbe sempre segnalare nomi dei viaggiatori e itinerario di massima su Dove siamo nel mondo, banca dati del Ministero degli Esteri per mappare gli italiani in giro per i quattro angoli del pianeta.
Adesso non resta che preparare la borsa, magari seguendo le liste già pronte su In Valigia, per essere sicuri di non scordare nulla. Se infine nonostante tutte le precauzioni qualcosa durante la vacanza non è andato per il verso giusto, ma non per colpa vostra bensì del tour operator o della compagnia aerea, al rientro non resta che rivolgersi al Telefono Blu, associazione che tutela i turisti, per sporgere reclamo.